Napoli poco deciso, eliminazione meritata a Liverpool

Forse l’uscita ai gironi è ingiusta per l’andamento delle prime partite, ma il Napoli di Anfield è stato inferiore ad un avversario in serata di grazia.

Napoli poco deciso, eliminazione meritata a Liverpool

Prologo

Napoli all’assalto dei Anfield con la formazione tipo. Alla ricerca dell’impresa, alla conquista degli ottavi, con un orecchio a Belgrado perché non si sa mai. Ancelotti trasmette carica all’ambiente annunciando una gara per niente in difesa degli azzurri; Klopp lancia messaggi subliminali alla classe arbitrale. Questione di stile, questione di professionalità, questione d’esperienza.

Atto primo

Da brividi l’ingresso in campo delle squadre, con i tifosi di casa  ad intonare la celebre “You’ll never walk alone”, Anfield tinto di rosso, un’immagine che fa bene allo sport, all’animo ed a tutta la mediocrità che ancora oggi circola nel “pianeta calcio”.

Calcio d’inizio, su il sipario sulla gara probabilmente più attesa della giornata. Il Liverpool parte all’arrembaggio, il Napoli inizia pressando l’avversario in ogni fase del gioco e prova a lanciarsi in più occasioni verso la porta difesa da Alisson. Ottavo minuto, tre passaggi ed i “reds” sono in porta, ma Salah manca clamorosamente l’aggancio per l’assolo decisivo.

Al tredicesimo Van Dijk si lancia su Mertens in corsa, movimento innaturale della caviglia del belga e tutti a temere il peggio. Mertens si rialza il difensore prende il giallo, alla fine va bene ad entrambi. Il Napoli soffre principalmente a centrocampo, sopraffatto dalla fisicità degli avversari: scarso il fraseggio, scarsi i tentativi di favorire Insigne e Mertens, quasi isolati. Il Liverpool preme sull’acceleratore ed alla fine ha ragione: al trentaquattresimo minuto, difesa azzurra bucata e Salah mette la palla alle spalle di Ospina, disorientato dalle finte dell’egiziano. 1-0 e strada in salita per gli azzurri. I minuti seguenti evidenziano lo stesso andamento della gara, stesso copione, stessi interpreti. Il monologo rosso è quasi stancante. Azzurri in affanno ed arbitro che chiude la prima parte dello show, in scena ad Anfield.

Atto secondo

Squadre di nuovo sotto i riflettori e tutto resta invariato. Dinamiche e storia. Liverpool all’attacco, Napoli alla ricerca di idee. A Belgrado il PSG vince, agli azzurri basterebbe segnare un gol, anche incassando il secondo, un gol e sarebbe ottavi di finale. Al cinquantunesimo Salah sfiora il raddoppio su una palla persa dagli azzurri. Al cinquantasettesimo ci prova Firmino di testa ma Ospina è attento. Entra Zielinski per Ruiz, ma in realtà poco cambia. Ci prova Milner e poi entra Milik per Mertens, poi Ghoulam per Mario Rui. Gli azzurri tentano l’assalto, ma è ancora Salah a sfiorare il raddoppio con Ospina che salva. Poi è la volta di Manè al settantasettesimo, ancora Ospina nega il gol del raddoppio. Al settantanovesimo Callejon sfiora il gol del pareggio calciando alto davanti alla porta avversaria. Tutto sembra non muoversi, procedere lento. Al novantaduesimo Milik pescato in area di rigore  spara su Alisson, errore, o parata, il risultato resta invariato. L’arbitro fischia e si va in Europa League.

Epilogo

Azzurri meritatamente fuori, se si guarda alla gara di Anfield, nel complesso forse no. Liverpool superiore, fisicamente, tatticamente, mentalmente. Napoli sfilacciato, poco deciso, poco sicuro di se. Fa male uscire in questo modo, dopo aver disputato un’ottima fase a gironi, ma il calcio è anche questo, lo show deve pur continuare. L’Europa League sarà il prossimo palcoscenico, certo meno prestigioso di quello che abbandoniamo a testa alta, ma non per questo meno stimolante e facile da affrontare. Il mister saprà dare anche in quel caso le giuste motivazioni, e gli azzurri, forti dell’esperienza appena vissuta, sapranno farsi valere. Questo è certo. Avanti Napoli, mente e cuore alla prossima sfida, al prossimo traguardo, al prossimo palcoscenico.

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