Koulibaly come il Falerno del Massico Maiatico: sorprende oltre ogni aspettativa

Il Falerno del Massico è una rarità enologica e un vino tanto apprezzato già dai Romani. Il Maiatico è straordinario, proprio come Kalidou

Koulibaly come il Falerno del Massico Maiatico: sorprende oltre ogni aspettativa

Un calciatore e un territorio straordinari

Un giocatore imponente, veloce e fisicamente forte, elegante, riconosciuto per la sua abilità in aerea, per l’anticipo, la capacità di palleggio e la versatilità con la quale interpreta il ruolo, può giocare sia come difensore centrale, o come terzino. Kalidou Koulibaly è tra i migliori “defender” d’Europa, quindi del mondo, e gioca nel Napoli, nel nostro Napoli.

Dall’altro lato c’è un territorio straordinario che abbraccia buona parte della provincia di Caserta, l’Ager Falernus. Di qua, a sud-est, Mondragone, Falciano e Carinola. Di là, a nord-ovest, Cellole e Sessa Aurunca. Ad ogni modo un territorio tutto da scoprire e vivere in ogni suo splendore naturale, con vini da bere, ricordare e raccontare.

L’esplosione di Kalidou

Su Koulibaly non sono mancate riserve all’inizio della sua avventura azzurra, abbiamo rischiato di vacillare dinanzi all’ennesimo svarione con la paura assurda che l’affarone si trasformasse d’un colpo in un “mezzo inciampo”, l’ennesimo affare buono per gli altri; a farsene una ragione erano pronti un po’ tutti dopo i singhiozzi del primo anno sotto il Vesuvio e le troppe panchine con Rafa Benitez, ancor più davanti a qualche errore grossolano di troppo durante il Sarri I.

E invece poi l’esplosione nel Sarri II e III, con l’apoteosi verso la fine dello scorso campionato quando con quella capata al 90° allo Stadium ci ha ripagato di tutto con interessi, more e sanzioni lasciando con gli spiccioli pure la mancia alla curva bianconera. Il brutto anatroccolo, un giorno all’improvviso, s’è fatto cigno, anzi, per dirla con le parole di gioia provenienti dalla folta comunità Senegalese in Campania, Kalidou si è preso lo scettro dei Leoni della Teranga, si è preso Napoli e il Napoli!

Vino apprezzato già dai romani

Comunità senegalese che conta proprio tra Castel Volturno e Mondragone la sua presenza più folta in regione. Qui, tra il fiume Volturno e il monte Massico l’antica colonia di Sinuessa fondata nel 296 a.C., si produce uno dei vini più antichi al mondo, il Falerno del Massico, vera rarità enologica e vino tanto apprezzato già dai Romani dall’essere addirittura riconosciuto con ben tre sottodenominazioni a seconda della sua provenienza geografica.

E ancora oggi questa denominazione sa esprimere piacevolissimi bianchi perlopiù da uve Falanghina e grandi vini rossi prodotti anzitutto con Aglianico e Piedirosso, oppure con Primitivo, “un solista d’eccezione” come ama definirlo il decano dei produttori in zona, il Commendatore Michele Moio che a 90 anni suonati, con i figli Rosa e Bruno è ancora alla guida della cantina di famiglia, dinastia che conta un altro illustrissimo protagonista del mondo del vino campano, il professor Luigi Moio.

Sapore avvolgente e persistente

Tra i vini prodotti qui nella cantina di Mondragone da Don Michele ve ne sono alcuni conosciutissimi, etichette che hanno fatto la storia come il suo Primitivo, il Gaurano, Moio57 e che trovano grande apprezzamento tra gli appassionati; ma c’è n’è uno davvero straordinario che conoscono in pochi, prodotto in poco più di 5000 bottiglie: il Falerno del Massico Primitivo Maiatico. Rosso prodotto dalla vinificazione in purezza di una accurata selezione di uve raccolte leggermente surmature e lasciate quindi in affinamento in barriques, le piccole botti di rovere francese generalmente di capacità tra i 225-228 litri, dove vi rimane per almeno un anno.

Ne viene fuori un duemilatredici profondissimo, dal colore rubino intenso e con sentori fruttati deliziosi, vi si riconoscono piccoli frutti di bosco, robes, more, poi uno sbuffo di pepe e spezie dolci. Il sapore è pieno, il sorso è corposo, avvolgente e persistente, dal finale di bocca gustoso e morbido. Leggenda vuole che “Maiatico!’’ sia l’espressione dialettale che indica stupore, che esprime approvazione per qualcuno o qualcosa che sorprende oltre ogni aspettativa, come il Falerno del Massico che nonostante sia da oltre duemila anni sulla bocca di tutti continua a stupire e a saperci conquistare! Proprio come ha saputo fare il nostro Leone di Teranga Kalidou!

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