Due giornate di squalifica a Higuain, col Napoli furono quattro

All’epoca Gonzalo mise anche le mani addosso a Irrati, stavolta no. Le differenze nei due provvedimenti. Il Milan farà ricorso

Due giornate di squalifica a Higuain, col Napoli furono quattro

A Irrati mise le mani in petto

Uno non vuole essere vittimista, però almeno i fatti vanno raccontati. E i fatti dicono che oggi il giudice sportivo ha squalificato per due turni Gonzalo Higuain dopo l’espulsione di domenica sera in Milan-Juventus, con tanto di reazione nei confronti dell’arbitro Mazzoleni. Una reazione uguale, per filo e per segno, a quella di tre anni fa contro Irrati in Udinese-Napoli. Con una differenza non da poco, e cioè che allora Higuain venne squalificato per quattro giornate – successivamente ridotte a tre – e adesso il giudice sportivo lo ha fermato per due giornate (il Milan ha già annunciato ricorso). Resta il mistero di questa differenza.

Questa la motivazione: “per condotta gravemente irriguardosa nei confronti del Direttore di gara, essendosi avvicinato al medesimo, all’atto dell’ammonizione per proteste al 38° del secondo tempo, in modo scomposto e minaccioso, e avendo reiterato platealmente le proteste al momento dell’allontanamento dal terreno di giuoco”.

Tre anni fa

Tre anni fa, il giudice sportivo scrisse che Higuain aveva «al 31° del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, rivolto all’arbitro un’espressione ingiuriosa e compiuto nei suoi confronti un gesto irriguardoso, fronteggiandolo e ponendogli entrambe le mani sul petto». Higuain aveva inoltre «assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un avversario, venendo trattenuto dai propri compagni di squadra».

La Gazzetta riportò il referto di Irrati:

Dopo avergli mostrato il cartellino rosso il calciatore Gonzalo Higuain, guardandomi negli occhi, urlava l’espressione “vergognoso”. Poi, ponendomi le mani al petto, mi spingeva lievemente facendomi indietreggiare, senza procurarmi dolore. […] Higuain tentava di entrare in contatto con un avversario (Felipe, ndr), ma non ci riusciva perché veniva fermato da alcuni compagni.

La differenza, leggendo i referti, sono le mani sul petto dell’arbitro. Mani che questa volta non ci sono state. E anche l’intervento dei compagni, intervento che questa volta evidentemente non è stato ufficializzato dal referto arbitrale.

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