La sapiente gestione di Hamsik in attesa dell’esame Liverpool

La crescita di Marek come centrocampista, l’adattamento del Napoli di Ancelotti al suo gioco: è un esperimento riuscito, ma ad Anfield c’è il boss finale.

La sapiente gestione di Hamsik in attesa dell’esame Liverpool

Centrocampista centrale

Il nuovo Hamsik centrocampista centrale è un’idea che sta funzionando. Ne ha scritto Alfonso Fasano nella sua analisi tattica, parlando della capacità di Marek di alternare gioco lungo e gioco corto, e di come si stia sacrificando in fase di non possesso. Ovvero, gli aspetti strutturali del nuovo ruolo, le cose che devono funzionare per la squadra. Poi ieri sera sono arrivati gol e assist, un contorno al piatto principale che ha dato più sapore. È la prima rete stagionale per Marek (così sono 12 le stagioni consecutive con un gol realizzato), ed anche il suo primo assist decisivo. È il suggello che serviva anche per dare consistenza statistica ad un inizio di stagione in crescendo.

Il punto principale, se vogliamo, è proprio questo. Il Napoli ed Hamsik sono progrediti insieme nell’apprendimento di una nuova formula di gioco. Hamsik sta metabolizzando la sua nuova attribuzione tattica, ora sembra essere in un momento positivo di questo processo. A sua volta, la squadra si è adattata alle sue caratteristiche: secondo mediano accanto, tra l’altro un giocatore con caratteristiche peculiari (un cursore-recuperatore di palloni con pochi eguali al mondo per intensità), e gioco più verticale, in modo che il piede preciso di Marek possa esprimersi in giocate come quella di ieri, nello spazio per Mertens.

La gestione di Marek

Ancelotti ha deciso di puntare su Hamsik non solo come (suggestivo) esperimento tattico, ma anche dal punto di vista puramente gerarchico. Marek appartiene alla squadra “da Champions” o comunque al gruppo dei titolarissimi, va sempre in campo quando l’impegno è importante. Contro Liverpool e Psg, ieri sera contro la Stella Rossa, in campionato contro Juventus e Roma. Senza Hamsik, il Napoli fa fatica: ha perso a Genova contro la Samp e ha pareggiato in casa contro il Chievo.

Marek è stato in panchina anche contro Parma, Sassuolo ed Empoli, segno che la gestione del calciatore è orientata alla preservazione delle sue condizioni fisiche. Per dirla facile: Ancelotti vuole Hamsik fresco per le partite più importanti, e finora ha avuto ragione. Il suo rendimento è sempre più positivo, è cresciuto col tempo, ora manca un ultimo grande step prima di dichiarare l’inizio di una nuova era per Hamsik e la sua carriera.

I grandi appuntamenti

Uno dei grandi classici nella narrazione calcistica napoletana riguarda il rendimento “altalenante” di Marek Hamsik nei momenti della verità. Ovvero in quelle sfide fondamentali per il futuro della sua squadra. Ci sono stati tanti alti e tanti bassi, in molti ricordano le reti decisive nella finale di Coppa Italia, contro il Villarreal o il Besiktas in Champions, contro la Juventus lungo tutto l’arco della sua carriera. Ma c’è anche chi ricorda esibizioni molto sotto tono in altri match decisivi, soprattutto dal punto di vista emotivo, piuttosto che tecnico. Per esempio, qualcuno fa risalire al suo errore l’angolo che portò al gol di Ramos al San Paolo, Napoli-Real Madrid 1-3 del 2017.

Liverpool sarà una sorta di boss finale per lo slovacco, ad Anfield sarà fondamentale far girare il Napoli senza paura. Sarà un contesto tattico particolare, perché la squadra di Klopp aggredisce molto i portatori di palla, ed ora Marek giostra in una posizione in cui sarebbe letale perdere il possesso. Ecco, si tratterà di una partita-esame per la nuova vita di Hamsik, finora il suo apporto è stato positivo ma a Liverpool c’è bisogno di qualcosa in più. Da parte sua, da parte della squadra. Servirà un leader cui aggrapparsi non solo tecnicamente, ma anche per quanto concerne l’aspetto umano.

È l’evoluzione necessaria di Hamsik, a 31 anni Marek è in piena corsa per chiudere al meglio una carriera favolosa. La sua storia è la proiezione individuale di quella del Napoli, una squadra sempre bellissima a cui è mancato davvero poco, nella testa, per fare la grande impresa. È il momento giusto, il momento migliore per individuare quel poco e chiudere i conti con il passato. Il futuro è dietro l’angolo.

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