Ancelotti e il Napoli stanno ancora aspettando Diawara

È il grande assente di quest’inizio di stagione. Fin qui ha stentato nelle occasioni che il tecnico gli ha offerto. Contro l’Empoli ne avrà un’altra

Ancelotti e il Napoli stanno ancora aspettando Diawara

Un percorso interrotto?

Tre mesi e mezzo fa, in diretta da Dimaro, registrammo con questo pezzo il tentativo di Carlo Ancelotti: far crescere Diawara, dargli nuovi strumenti per governare il gioco e il suo talento. Fu uno dei pezzi più letto della nostra esperienza in Trentino, evidentemente la suggestione del lancio definitivo di Amadou, con tanto di lezione tecnico-tattica di un ex centrocampista, aveva stuzzicato i tifosi azzurri. A inizio novembre, è rimasto davvero poco o nulla di quel momento. Il Napoli sembra aver smarrito il centrocampista della Guinea, il suo percorso di sviluppo è come se si fosse interrotto. In questo momento, l’ex centrocampista del Bologna mette insieme 255′ in campo, quinto peggior minutaggio di tutta la rosa dopo Luperto, Ounas, Rog e Verdi. Tre di questi quattro (Luperto, Ounas e Verdi sono e sono stati tra gli infortunati per un buon numero di settimane).

Insomma, c’è qualcosa che non va, o che non è ancora andato, nel rapporto tra Diawara e Ancelotti. Il cambio di modulo, con il passaggio al doppio centrocampista, potrebbe aver diminuito le chance di Amadou? Sì e no, o meglio: non sapremmo dirlo con precisione. Certo, dal punto di vista puramente concettuale, per quanto riguarda le caratteristiche e il potenziale del calciatore, Diawara è idealmente un centrocampista centrale di un reparto a tre, un organizzatore del gioco che lavora per individuare i corridoi perfetti per giocare sul breve ma in avanti, per raggiungere i movimenti non troppo “lontani” delle due mezzali.

Allo stesso modo, però, il nuovo modo di difendere del Napoli, la presenza di un compagno di reparto statico durante la fase di non possesso, potrebbe aiutarlo a gestire meglio la copertura degli spazi. Diawara è stato ed è un difensore più concettuale che di fisico, il restringimento – per divisione – dell’area da sorvegliare potrebbe essere un aiuto.

Napoli-Empoli come occasione

Se abbiamo imparato a conoscere Ancelotti e le sue regole del turn over, ora Diawara avrà un’occasione. Non di primo piano, comunque un’occasione. Napoli-Empoli è una partita che arriva prima dello scontro decisivo di Champions League contro il Psg, considerando che la politica del tecnico emiliano è quella della rotazione più o meno sistematica tra due tronchi (uno per le partite più semplici, l’altro per i big match), allora la sfida del San Paolo dovrebbe riportare Amadou tra i titolari. Accanto a Rog, come avvenuto per Napoli-Sassuolo; oppure di fianco ad Allan, come in Napoli-Parma, sempre a voler assicurare la compensazione delle caratteristiche del doble pivote, un’ideale coppia regista-interdittore. Non sfugga come le (ultime) due partite da titolare di Diawara siano arrivate contro Sassuolo e Parma, avversari sulla carta abbordabili.

Il corso per accedere al livello successivo, nella metodologia di Ancelotti, passa da questo tipo di esami. Un’evoluzione già netta rispetto al periodo di Sarri, solo che questa dinamica deve essere compresa-sfruttata dai calciatori. Se Ounas o lo stesso Fabian Ruiz si sono imposti bene in alcune di queste partite, Diawara è parso ancora lontano dall’espressione di un gioco convincente. Da quella crescita in personalità che potrebbe convincere Ancelotti al sacrificio di Hamsik e/o Allan contro la Roma o il Psg – per fare un’ipotesi. Contro il Sassuolo, ammonizione a fine primo tempo e rischio espulsione nella ripresa, poco prima del cambio; contro il Parma, prestazione sufficiente, senza sussulti.

Obiettivo

Diawara ha un obiettivo importante, e tutto il tempo per realizzarlo: vuole e può diventare un riferimento nel centrocampo del Napoli. Da quando è arrivato, ha vissuto di momenti interlocutori, di alti e di bassi. Ricordiamo il lancio in grande stile di Sarri e poi la sonora bocciatura successiva; il rigore a Manchester e poi la scomparsa nelle pieghe della stagione, fino alla rete col Chievo che illuse per la corsa-scudetto. Fin qui il 21enne (sì, ha ancora e solo 21 anni) non ha saputo sfruttare la politica del turn over dell’ex tecnico del Napoli: il suo contributo, anzi il suo impatto nella rosa del Napoli, resta marginale, laterale.

L’idea che dopodomani possa essere una serata su misura per Diawara va letta come un invito di Ancelotti al calciatore. Per dare qualcosa in più di quello che si è visto finora. In modo da confermare quella percezione del talento che Diawara fa presagire ad ogni sua giocata, ad ogni suo movimento, ma che poi non trova pieno riscontro nelle scelte degli allenatori. Ripetiamo: c’è ancora tutto il tempo per rilanciarsi, e il pezzo che abbiamo linkato sopra è una testimonianza non troppo lontana del tempo rispetto alla fiducia di Ancelotti nei confronti del calciatore. Rinnovare quel patto è l’opportunità per Diawara di confermare le sensazioni positive sul suo conto, sulla sua qualità. Il Napoli può aspettarlo ancora un po’, ma non per sempre.

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