Gazzetta: «A Napoli credevano ad Ancelotti in vacanza, invece sta dando credibilità al nostro calcio»

«Già a Dimaro, Ancelotti veniva accusato di aziendalismo. Ora invece bisogna dare credito al tecnico per quello che ha creduto di fare con questa rosa».

Gazzetta: «A Napoli credevano ad Ancelotti in vacanza, invece sta dando credibilità al nostro calcio»

Contro gli oltranzisti del mercato

La Gazzetta dello Sport pubblica un pezzo di commento al momento del Napoli, firmato da Maurizio Nicita. È un piccolo racconto che parte dall’estate, dal momento in cui Carlo Ancelotti è diventato allenatore della squadra partenopea: «Quando Carlo, già a Dimaro, parlava di una scommessa da giocare in Europa con questo organico che già riteneva competitivo, gli oltranzisti del mercato — quelli che invocavano il ritorno di Cavani, o comunque di un top player — accusavano addirittura il tecnico di aziendalismo. E ci fermiamo qui perché oltre erano insulti. Ora che questo Napoli ha dimostrato di poter competere con chiunque, non diciamo che si debba chiedere scusa all’allenatore — che di Champions ne ha vinte tre, oltre alle due da giocatore — ma quantomeno di dargli tutto il credito dovuto».

Il punto è proprio questo. Napoli è partita prevenuta nei confronti dell’allenatore e del suo atteggiamento di fiducia nei confronti della squadra, della rosa. Una vecchia storia che va oltre Cavani, solo che oggi i ruoli si sono ribaltati: «Se oggi – scrive la Gazzetta – c’è qualcuno che rimpiange la suggestione estiva, è più l’attaccante uruguaiano che il Napoli. Gli azzurri affascinano per coraggio, organizzazione e sana sfrontatezza. Carletto, che qualcuno pensava fosse andato in vacanza a Napoli, appena tornato sta ridando credibilità e cultura al calcio italiano, non solo a quello napoletano».

Il cocktail di Carlo

Con il suo Napoli, Ancelotti sta preparando «un mix che sta destando ammirazione internazionale, fatto di qualità, organizzazione, rigore tattico e difesa attenta. Perché, e lo dice anche un certo Pep Guardiola, difendere bene è nel nostro Dna ed è un pregio, mica un difetto. Poi c’è un altro fattore, importantissimo. Carlo — in un mondo mediaticamente (e non solo) stressato — tutto questo riesce a realizzarlo con serenità e gioia».

L’ultima parte del pezzo è dedicata al concetto del gruppo: «Nel Psg, per esempio, ognuna delle stelle brilla di luce propria. Dopo la partita, con la scusa di salutare gli amici, Cavani e Verratti dopo la gara hanno bussato allo spogliatoio napoletano. Cercavano di respirare un po’ di quella gioia perduta fra egoismi e pressioni esterne. Perché d’accordo le ostriche, ma volete mettere il buon sapore di pane e salame da dividere con gli amici?».

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