Da San Siro a Parma, nulla è cambiato: Pjanic impunito sotto gli occhi dell’arbitro

Doveri ha ignorato il fallo sotto i suoi occhi, come fece Orsato contro l’Inter. La disfatta del Napoli figlia del turn over di Ancelotti: le sorprese sono De Zerbi e Piatek

Da San Siro a Parma, nulla è cambiato: Pjanic impunito sotto gli occhi dell’arbitro

Falli da dietro – Commento alla terza giornata del campionato di calcio 2018/2019

Sparito.

Assente alla premiazione di Modric a Montecarlo.

Assente al Tardini.

Non era lui quel bambolotto di celluloide con la maglia numero 7, i muscoli lucidi di preziosissimi unguenti, le sopracciglia alla Anna Tatangelo.

Soffrono molto la sua assenza gli ergastolani.
Per fortuna provvede a tutto, e a dovere il fischietto di turno.
Che appunto Doveri si chiama.

Al minuto 13 l’episodio che potrebbe cambiare la partita.

L’intraprendente Di Gaudio ruba palla sulla trequarti.

A contrastarlo, parte in tackle da cinque metri di distanza Miralem Pjanić. Sempre lui, quello del 29 aprile scorso a San Siro.
Sempre lui l’impunito, a cui tutto è concesso.

Entra frontalmente col piede a martello e lo stende.

Come a San Siro l’arbitro è a due passi e vede tutto.
Come a San Siro il principino bosniaco è graziato.

Si riprende da dove ci eravamo lasciati.

Gli ergastolani stentano e soffrono soprattutto le folate di Gervais Lombe Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho, la freccia ivoriana rientrata dopo due anni di vacanza in Cina.
Dove ha segnato la bellezza di 4 goal per un guadagno totale di 16 milioncini complessivi.

Poi ci pensa il fabbro croato Manzu e il capomastro franco-angolano Blaise a garantire vittoria e punteggio pieno.

Milan-Roma

A San Siro due squadre che devono rimediare.

Sangue-Oro pasticcioni in difesa e statici a centrocampo.

Alla fine festeggia Ringhio al 95° grazie a una invenzione del Gordo Cano che imbecca l’implacabile Patrik Cutrone.

Poi Ringhio corre ai microfoni per uno show imperdibile.
“Sono terrone, brutto, nero e scarso. Ma va bene così”.

Il campo di grano con volo di corvi del Dall’Ara esalta la burbanza del Parapet.

In realtà i Suninter faticano non poco contro una squadretta banalotta e inerme.

La noia è tutto un mortadellar di gonadi e territori limitrofi.
Ma consente di apprezzare il divertente spot Serie A Tim con protagonista nientemeno che la Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona, e con il Gange che palleggia e rinvia, per poi ritornare alla sua postura eterna.

Sopraggiungerà poi il gol dell’esordiente Ninja di grande prepotenza agonistica.

Andrà a festeggiare esibendo una riverenza con la goffa eleganza di un contadino della Kamchatka.

Sampdoria-Napoli

L’Impomatato invita in settimana l’Agnolotto per una gita a Capri e gli detta la formazione di Marassi.
Il mister che ha vinto tutto, abbassa il capo servile.

È il primo vero Napoli del nuovo corso.

Audace nella scelta di privarsi delle icone più rappresentative.

È il paradigma dell’idea di gestione imprenditoriale del presidente.
Valorizzazione di tutta la rosa per poi rivendere con succose plusvalenze.

È una disfatta senza attenuanti.

Una squadra senza anima, senza identità, senza punti di riferimento.
Tutti in ritardo, tutti fuori ritmo.

La punizione è inevitabile.
E arriva col sigillo prezioso di Quaglia che sigla un goal che ha già vinto il premio del più bel goal del campionato.
Perchè una roba così, difficilmente potrà essere superata, da qui a maggio.

La sorpresa De Zerbi

Se c’è una sorpresa, la sorpresa si chiama De Zerbi.

I ceramisti travolgono in rimonta i grifagni grifoni, in una partita folle, piena di adrenalina e di goal.
Sugli scudi le due B Babacar e Boateng.

Ma ormai un nome è sulla bocca di tutti ed è quello di Krzysztof Piatek.
Anche perché bisogna imparare a pronunciarlo bene.
Si scrive Piatek e si dice Piontek.

Nessun giocatore ha segnato più di lui in questo inizio di stagione, considerando tutte le competizioni nei cinque maggiori campionati europei 2018-19.

Questo ragazzo polacco con il fiuto innato del gol ha segnato già sette gol.
Quattro in coppa Italia contro il Lecce e già tre in campionato.

Ora c’è la sosta.

Servirà a riparare qualche brocca rotta.

La Nazionale e l’anti-Juve che non c’è

Servirà a studiare la nuova avventura del Mancio in Nazionale.

Ha chiamato tanti nomi nuovi.

Biraghi, Benassi.

Quel Nicolò Barella che ha tanta personalità e che ha appena steso Gasp con una punizione super.

Quel Pellegri che si sta mettendo in mostra nel Principato.

E anche Nicolò Zaniolo diciannove anni, massese, Sangue-oro proveniente dall’Inter, che nessuno conosce perché non ha mai giocato in serie A.

Il campionato appena iniziato ha già espresso una certezza.
Un’anti-Juve non c’è.

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