Il Napoli di Ancelotti sa anche farsi rispettare in campo: cresciuti i falli commessi

È una squadra corretta ma che sa farsi sentire. È una novità nella gestione De Laurentiis. Si è visto anche ieri sera contro la Fiorentina

Il Napoli di Ancelotti sa anche farsi rispettare in campo: cresciuti i falli commessi

La media è cresciuta dallo scorso anno

Carlo Ancelotti non ama le statistiche, lo sappiamo. Per lui, come anche per noi, sono solo due le statistiche rilevanti: i gol fatti e i gol subiti. Tant’è vero che il Napoli ha nove punti in classifica pur avendo segnato e subito lo stesso numero di reti. C’è però un numero che a noi sembra molto indicativo della muta del Napoli da Sarri ad Ancelotti. E riguarda il numero dei falli commessi. Lo scorso anno, la media dei falli effettuati dagli azzurri è stata di 9,2 a partita. Raramente abbiamo visto il Napoli farsi sentire in mezzo al campo. E non ci riferiamo solo al Napoli di Sarri. È una caratteristica che ha sempre contraddistinto il Napoli con la presidenza De Laurentiis, anche con gli allenatori precedenti.

E invece dopo le prime quattro partite di campionato la media dei falli commessi dal Napoli è di 12,25. E sarebbe più alta se non ci fosse il dato della prima partita, Lazio-Napoli, in cui gli azzurri hanno commesso appena 5 falli. Poi 12 contro il Milan, 19 contro la Sampdoria e 13 contro la Fiorentina. I dati sono della Lega Serie A.

Koulibaly e Simeone

Napoli-Fiorentina è stata la dimostrazione di quanto sia cambiato l’atteggiamento in campo dei nostri giocatori. La squadra ieri sera si è fatta sentire, sia pure contro una squadra che soprattutto a centrocampo non ha mai tirato la gamba. Come evidenzia l’entrataccia di Benassi su Mario Rui, che avrebbe meritato l’espulsione come ricordato dall’ex arbitro Marelli. Milik e Koulibaly sono stati fermati tre volte dall’arbitro e soprattutto il senegalese ha attuato una marcatura intensa su Simeone che al termine dell’incontro ha subito quattro falli. Da ricordare la sbracciata sanzionata nel primo tempo, ma ci sono state anche altre situazioni. Con Simeone in particolare, ma non solo. L’argentino è stato anche protagonista di un siparietto con Callejon nel secondo tempo, con la spagnolo che non ha espresso complimenti nei suoi confronti.

I tackle regolari di Albiol e Mario Rui

È stato un Napoli fisico. Protagonista di molti recuperi spettacolari, su tutti i due di Allan nella ripresa a distanza ravvicinata. Ma anche il tackle – corretto – nel finale di Mario Rui per l’azione che ha portato all’occasione di Zielinski solo davanti a Dragowski. Non è la prima volta che notiamo questa svolta. Fin qui, anche per motivi facilmente comprensibili, l’entrata maggiormente apprezzata è stato il recupero di Albiol su Higuain nel secondo tempo di Napoli-Milan.

Il finale di Sampdoria-Napoli fu addirittura nervoso, con quattro ammoniti al termine della partita. Ma la squadra di Ancelotti non è una squadra scorretta, è una squadra che sa farsi sentire. In difesa, a centrocampo e anche in attacco con un centravanti di peso come Milik pronto a sacrificarsi nei recuperi. È una novità tutt’altro che irrilevante.

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