La Gazzetta boccia il Napoli: «Gioco prevedibile, non si capisce quale sia la nuova strategia»

Cronaca surreale, titolo in prima pagina: «Insigne predica nel deserto». Una volta lo scudetto si conquistava con la bruttezza, ora hanno cambiato idea

La Gazzetta boccia il Napoli: «Gioco prevedibile, non si capisce quale sia la nuova strategia»

La vittoria di Ancelotti

Cronaca ambigua della Gazzetta, per Napoli-Fiorentina. Da una parte ci sono i tre punti, dall’altra un giudizio ancora sospeso, se non del tutto negativo, sulla prestazione della squadra di Ancelotti. Il tenore del giudizio sulla partita degli azzurri si inizia a cogliere già in prima pagina, il titolo in alto recita “Insigne predica nel deserto”. A leggere il quotidiano, sembra che il Napoli abbia perso nettamente, oppure che sia stato messo sotto dalla Fiorentina che – ricordiamo – ha tirato una sola volta in porta, da oltre trenta metri.

Il resto, come detto, sguazza nell’ambiguità. Leggiamo: «In un modo o nell’altro, il Napoli batte la Fiorentina e questa cosa definisce una differenza col passato prossimo, perché fino a pochi mesi fa il Napoli vinceva in un modo solo, quello previsto dal gioco di Sarri. La classifica dà ragione a Carlo Ancelotti: nove punti, tre vittorie in quattro giornate rappresentano un bilancio accettabile, però la prova si presta a letture ondivaghe. Lati positivi: c’è la porta imbattuta, mai era successo nelle prime tre partite, segno di una stabilità difensiva in via di assestamento. Di negativo il percorso tortuoso per arrivare alla vittoria, tra correzioni di sistema e di uomini. La Fiorentina dei ragazzi non ha creduto in se stessa: se ci avesse messo più convinzione e coraggio, non sarebbe uscita sconfitta dal San Paolo. Anzi, c’erano i margini per il colpaccio».

Interpretazioni

Per Sebastiano Vernazza (autore della cronaca) Ancelotti «ha fatto un passo verso il Napoli di Sarri perché ha rispolverato il trio meraviglia Callejon-Insigne-Mertens, ma nello stesso tempo se ne è allontanato: non ha disposto i tre in attacco come nel 4-3-3 sarriano, li ha dislocati diversamente nell’economia di un 4-4-2 abbastanza anomalo». È bello constatare come possa cambiare la versione di un giornalista per cui, solo pochi mesi fa, «lo scudetto si vince con bruttezza e ignoranza». Ora il gioco di Sarri è ancora il meglio del Napoli.

Il giudizio sulle interpretazioni della squadra è sostanzialmente negativo: «Il Napoli non è più di Sarri, non è ancora di Ancelotti e non si capisce bene quale sia la nuova strategia. Dai radar è sparita la velocità di palleggio: circolazione del pallone più rallentata e prevedibile, non un “dettaglio” da poco. Il tasso di possesso si è abbassato, ieri 57% a 43% per gli azzurri, poco rispetto agli antichi canoni. Il Napoli è in divenire, Ancelotti non dovrebbe avere difficoltà ad acciuffare la qualificazione per la Champions. In Europa, chissà». Tutto molto bello, o ambiguo, a seconda dei punti di vista.

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