Il Comune: “Il Napoli torni al tavolo delle trattative. Per il San Paolo 5mila euro più il 10% dell’incasso»

Il Mattino racconta l’apertura politica in commissione Sport, mentre un’ala movimentista vorrebbe vendere i biglietti per il Napoli e poi restituire parte dell’incasso

Il Comune: “Il Napoli torni al tavolo delle trattative. Per il San Paolo 5mila euro più il 10% dell’incasso»

In commissione sport

Il Mattino fa un ampio e dettagliato resoconto della riunione di ieri alla commissione Sport.

Attilio Auricchio (capo di gabinetto del Comune) e Ciro Borriello (assessore allo Sport) annunciano tre notizie.

La prima è: «Siamo pronti a fare noi il primo passo, e chiediamo alla Ssc Napoli di tornare al tavolo delle trattative».

La seconda è: «Il Napoli giocherà al San Paolo senza alcun dubbio per tutto l’anno», «la convenzione è impossibile da fare e forse è la migliore soluzione stante l’inagibilità di una parte dello stadio per i lavori e la sostituzione dei sediolini di qui a poco».

La terza è: «tra Comune e Ssc Napoli la partita finanziaria è in pari».

Auricchio chiarisce: «Sul dare e avere è tutto chiaro e definito, c’è da disciplinare l’anno in corso».

Borriello: «Noi abbiamo sempre le porte aperte, quando il presidente vorrà fissare un incontro, il secondo piano di Palazzo San Giacomo è a disposizione per parlare con la Società». «Il San Paolo è perfettamente agibile e praticabile in ogni suo settore. Ora bisognerà usare il regolamento comunale che prevede l’applicazione di un costo fisso di circa 5mila euro oltre al 10% sull’incasso lordo, a cui vengono sottratte alcune spese che sono a carico del Napoli per la manutenzione del terreno di gioco».

C’è anche l’ala che Luigi Roano definisce movimentista.

Chiudere l’impianto di Fuorigrotta, «concedere solo l’utilizzo del manto erboso al Napoli e sbigliettare» con la bandana in testa come dei Robin hood all’incontrario in modo «da recuperare i soldi dalla Ssc Napoli e darli al Comune». Sembra una barzelletta e speriamo che tale resti, ma l’obiettivo è stato fissato sul serio, magari in attesa di battere la moneta di «Partenope» in qualche officina del Comune e risolvere così tutti i problemi.

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