Oltre il gol e la palla a Callejon, Insigne sta scoprendo sé stesso nel nuovo Napoli

Insigne è stato decisivo con le giocate caratteristiche del suo repertorio, ma il suo gol nasce da un’intuizione che appartiene al Napoli di Ancelotti.

Oltre il gol e la palla a Callejon, Insigne sta scoprendo sé stesso nel nuovo Napoli

Un gol splendido

Lorenzo Insigne ha segnato un gol bellissimo, importante, decisivo ai fini del risultato. Lazio-Napoli 1-2 è stata una sua partita, il modo migliore per cancellare un precampionato spento, privo di grandi acuti. Il gol ha chiuso il cerchio di una buona prestazione, non potrebbe essere altrimenti quando dal piede destro di un solo calciatore arrivano il passaggio chiave che porta all’assist per il gol di Milik, e poi la splendida parabola che ha battuto Strakosha al 59esimo minuto. Un tiro a giro ma anche forte, una specie di ibrido tra l’Insigne ideale e idealizzato e l’Insigne che serve. Che fa la cosa giusta, al momento giusto, scegliendo una soluzione difficile e per questo bellissima.

Il gol di sabato sera

Abbiamo inserito il video con tutta l’azione perché la partita di Insigne va letta in questo modo. C’è tutto quello che può esserci, che deve esserci: c’è Lorenzo che porta la palla, che orchestra il gioco, che vede la giocata da fare in base ai nuovi parametri impostati da Ancelotti. Ne abbiamo scritti ieri, nell’analisi tattica: «È un gol che si sviluppa esattamente come vuole Ancelotti: il possesso palla è un’arma che da difensiva si trasforma in offensiva, si crea il lato debole e quindi nascono le condizioni per far male a una difesa necessariamente costretta a disordinarsi. A scalare due volte da un lato all’altro. Merito dei terzini in costante proiezione offensiva, che offrono sempre un’opzione di passaggio utile».

Insigne sa che Hysaj e lì, lo vede e lo serve. È tutto codificato, in modo diverso rispetto al passato. Perciò la risposta di Insigne è molto importante, questo gol va al di là del consueto tiro a giro, della conclusione preferita dal talento di Frattamaggiore. La costruzione è la parte più significativa, proprio noi abbiamo chiesto a Lorenzo di uscire dalla sua comfort zone: «Ancelotti chiede ad Insigne qualcosa di diverso, rispetto al passato più recente: un’evoluzione del giocatore, una crescita all’interno di un sistema diverso che lo elegge come principale fonte di gioco offensivo, non solo in una zona di campo stretta e circoscritta ma per l’intero fronte d’attacco. È un discorso di abbandono della comfort zone, che è una questione geografica come di soluzioni. Banalizziamo il concetto, ma questa frase renderà l’idea: c’è un mondo ampio oltre il tiro a giro, oltre il pallone nello spazio per servire Callejon. Il punto è che Insigne lo sa. Sa di poterlo fare. Ora, lo deve fare». L’ha fatto.

Il vecchio Insigne, il nuovo Insigne

Ecco, la parabola di Lorenzo è perfettamente sovrapponibile a quella del Napoli di Ancelotti. Ampliare il proprio bagaglio tecnico e tattico per crescere, andare oltre ciò che è stato e scoprire nuovi mondi da esplorare. Questo non vuol dire cancellare o rinnegare il passato, ed anche in questo Lazio-Napoli ci viene in soccorso. Il gioco Insigne-to-Callejon è la riedizione moderna dello Stockton-to-Malone, è una tradizione che va avanti da da cinque anni, è una consuetudine che ha attraversato la storia recente del Napoli. E che è stata pienamente assorbita dal nuovo corso tecnico, come era ovvio che succedesse.

È il punto di cui sopra: non si tratta di uscire dalla comfort zone e rimanerne fuori, piuttosto di sapere come si fa, di poter scegliere di farlo consapevolmente rispetto alle proprie qualità, e alla varietà del mondo circostante. Deve essere una prerogativa di chi ha talento, Lorenzo ce l’ha e l’ha dimostrato dopo un precampionato che non l’aveva visto protagonista. Il succo del discorso è che la notizia migliore per il Napoli e per Insigne sta nell’apertura verso Hysaj. Se il passaggio a Callejon e il gol valgono il 33% della prestazione, quella vale per il 34%. Almeno per noi, non esistono i numeri periodici.

Quel passaggio apparentemente banale significa che Lorenzo ha recepito e ha attuato le richieste del nuovo allenatore. Che sta imparando qualcosa di nuovo, di diverso. Che sta studiando come mischiare il vecchio Insigne e il nuovo Insigne. Un altro passo verso uno status ancora più elevato, ormai la maturità è raggiunta da tempo e parliamo di un campione riconosciuto. C’è spazio e tempo per andare oltre, però. Per andare ancora oltre. Insigne sembra aver capito questo passaggio fondamentale.

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