La logica di De Laurentiis: «Bisogna capire che il Napoli ha cambiato allenatore»

Un estratto dell’intervista di De Laurentiis a Radio Kiss Kiss Italia: «Bisogna avere molta pazienza, i nervi saldi e non tradirci se qualcosa non va».

La logica di De Laurentiis: «Bisogna capire che il Napoli ha cambiato allenatore»

Il passaggio da Sarri ad Ancelotti

Intervista a Radio Kiss Kiss Italia, e tanti sunti di discussione per le parole di Aurelio De Laurentiis. Oltre all’attacco ad alcuni gruppi di tifosi, ecco la linearità logica del presidente del Napoli. Ch ricorda al suo ambiente l’impatto del cambio d’allenatore: «Il Napoli resta competitivo, c’è un solo problema: abbiamo cambiato allenatore. Qualsiasi nuovo tecnico che arriva in una diversa società, deve cercare di combinare il gioco precedente con il suo modo di giocare. Se noi avessimo preso un nuovo allenatore e cambiato tutta la squadra, avremmo lavorato a sua immagine e somiglianza. Però avremmo avuto bisogno di crescere, di molto tempo. Ora i nostri giocatori sono qui da tanti anni, abituati a giocare e difendere in un certo modo, questo è il Sarrismo. Ora bisogna prendere il Sarrismo, e integrarlo con quello che Ancelotti deciderà di fare e di dire. Il mister è venuto qui e ha detto che non deve pettinare le bambole. In sette giorni non si crea il mondo, bisogna avere molta pazienza, i nervi saldi e non tradirci immediatamente se qualcosa non va. Mettere in dubbio le capacità di Ancelotti vuol dire non capire nulla. Ha bisogno di due mesi di tempo».

Un parallelo con l’arrivo di Sarri, tre anni fa: «Quando è venuto Sarri, io mi imposi e gli spiegai che aveva tre settimane di tempo per giocare come diceva lui. Cambiò modulo, e la squadra prese a funzionare. Ancelotti è il genio assoluto, dobbiamo dargli due mesi di tempo per entrare nella testa dei calciatori e insegnare i suoi meccanismi».

In questo modo, il presidente del Napoli ha in qualche modo spiegato che il suo club sta andando incontro a una nuova era. E ha voluto dare sostegno ad Ancelotti dopo un precampionato interlocutorio. Un’idea che ci sta, e che in qualche modo riprende anche quanto avvenuto con l’ultimo cambio di allenatore: tempo per metabolizzare il nuovo corso.

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