Dazn sembra un pezzotto legalizzato

Era cosi in ritardo che Ancelotti ad un certo punto anziché Mertens stava facendo entrare Shevchenko. Non si può vedere la partita a singhiozzi

Dazn sembra un pezzotto legalizzato

Lazio-Napoli è stata uno sperpetuo

Dazn, Dazone, Dazen, Dezen, persino Tarzan, tutte le variabili e le versioni a Napoli dello streaming dell’anno. Napoli non è una città adatta alla visione di partite via internet ed il motivo è semplice, ognuno si trova sintonizzato ad un minuto diverso della gara e questo crea pericolose interpretazioni, visto che di estate a balconi e finestre aperte, arriva la telecronaca umorale nitida e ti mette in difficoltà. Lazio-Napoli è stato uno sperpetuo, una lenta e dissolta ansia e fino alla fine. I goal mi sono arrivati in netto anticipo, mentre ancora cercavo di capire perché Banti non avesse rivisto l’azione del goal annullato (per morte apparente di Radu che poi finisce la partita in guapparia) è cominciata una Piedigrotta di trombe, urla e clacson e dopo due minuti Milik sfondava la porta. Ansia.

Il secondo tempo con l’ansia

Tutto il secondo tempo, con l’ansia. Perché se i goal a favore arrivavano prima, quelli degli avversari no e allora ti ritrovavi con gli occhi su Correa e l’orecchio al balcone, fino al palo di Acerbi, dove un laconico commento fuoriuscito da qualche divano in stereofonia, formulava con grazia una sinestesia lodevole “Stu purtiere pare cu l’uocchie” e continuava ma riportarla interamente sarebbe inopportuno. Era cosi in ritardo che Ancelotti ad un certo punto anziché Mertens stava facendo entrare Shevchenko e la Lazio Inzaghi centravanti.

La partita non può essere vista a singhiozzi

Insomma Dazn sembra un pezzotto legalizzato, tra immagini che si bloccano, rallentamenti e offuscamenti è un intossico che manco Orsato designato per Napoli-Juventus potrebbe somigliargli. Non funziona, perché la partita di pallone si deve vedere e vivere, condividere all’unisono, confluire in un boato comune, non a tappe, né a tratti, né a singhiozzi. Potrebbe essere una soluzione concedere alla piattaforma dei canali satellitari visto l’accordo nato con Sky per dare agli abbonati un servizio pari al costo sborsato per l’attivazione. La prossima sarà col Milan e già si prospetta un’altra serata da vivere senza sfizio. A questo punto ci viene naturale affermare che la vecchia sacra radiolina batte Dazn in scioltezza, almeno le emozioni non sono trasmesse in base alla potenza del segnale e l’immaginazione sarà sicuramente migliore della trasmissione. “M’aggio fatto Dazon” per vederla in differita…

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