Ancelotti chiama, Hysaj risponde: è il Napoli dei terzini

Una prestazione positiva in difesa e in attacco. Elseid Hysaj sta rispondendo bene agli stimoli tattici (e mentali) della nuova stagione.

Ancelotti chiama, Hysaj risponde: è il Napoli dei terzini

I numeri

Nell’analisi tattica pubblicata qualche minuto fa, ci sono dei numeri significativi. Palloni giocati: Mario Rui 118, Koulibaly 110, Hysaj 105. È una descrizione puramente matematica del nuovo modello di gioco del Napoli che alla costruzione sulla fascia sinistra ha integrato un lavoro simile sull’altra corsia. Ancelotti vuole che i terzini siano sempre presenti, che sostengano il gioco d’attacco, che si propongano sempre in avanti. Una richiesta che si distanzia un po’ dal sistema di Sarri: fino all’anno scorso, il Napoli costruiva soprattutto a sinistra, Hysaj era chiamato in causa con frequenza minore, aveva meno attribuzioni offensive.

Ora, qualcosa è cambiato. Uno stimolo cui Hysaj ha risposto in maniera convincente, ieri sera contro la Lazio la sua prestazione è stata robusta. Questione di statistiche: oltre i palloni toccati, dal suo piede è partita addirittura una conclusione in porta; in fase di non possesso, le sue cifre sono persino migliori rispetto a quelle di Koulibaly e Albiol: 9 eventi difensivi per l’albanese, un totale di 11 per i due centrali (6 per Kalidou, 5 per Raul). E poi, è un discorso di spazi occupati: Hysaj ha assecondato le richieste del suo allenatore, ha sempre supportato l’azione offensiva, si è fatto trovare là dove il gioco gli chiedeva di essere. In occasione del gol di Insigne, che abbiamo analizzato nel pezzo linkato sopra; e poi in tutto il resto del match, come vediamo da questa sua heatmap personale:

Lo stimolo di Mario Rui

La redazione del Napolista ha sempre avuto una posizione ibrida su Hysaj. Un terzino classe 1994, tra l’altro alla quarta stagione da titolare in Serie A, merita di essere sempre sostenuto. Certo, la sua evoluzione si è fermata dopo una splendida stagione d’esordio. Problemi di stimoli, secondo noi: l’assenza di una reale concorrenza nello slot di terzino destro ha in qualche modo rallentato il suo approccio alle partite, al lavoro settimanale, è come se l’albanese ex Empoli fosse così sicuro della sua intoccabilità da non voler/poter/saper coltivare il suo sviluppo. Il problema Maggio si palesava anche da questo punto di vista: Christian era e resta un adattato, non è mai stato un terzino destro da difesa a quattro, soprattutto la sua lettura della linea lasciava spesso a desiderare.

Ora, con un’alternativa più aderente al ruolo, Hysaj ha dovuto riannodare tutti i fili della sua psiche. Certo, lo stimolo “gerarchico” è parallelo a quello tattico fornito da Ancelotti, e siamo solo alla prima partita. Ma la risposta è stata decisamente positiva, esattamente come quella di Mario Rui. La parabola dal portoghese può rappresentare un esempio per Hysaj: l’arrivo come pura controfigura di Ghoulam è stato trasformato – dal destino – in un posto da titolare praticamente fisso, Mario Rui non è più un’alternativa ma un laterale difensivo pienamente dentro al progetto-Napoli. Anche con Ancelotti. Che dovrebbe ritrovare Ghoulam, ma sa di poter contare su un calciatore in grado di migliorarsi nel tempo, grazie alla fiducia prima di Sarri e poi del nuovo allenatore.

Hysaj ha Malcuit da “tenere a bada”. Il francese non sarà Carvajal – non l’abbiamo praticamente ancora visto -, ma di certo è un calciatore di ruolo. Anzi, secondo le descrizioni degli analisti, sarebbe addirittura più vicino di Hysaj all’idealtipo ancelottiano del terzino destro. Quindi per Hysaj non ci sono alternative: giocare bene, giocare al massimo per mantenere il suo posto di prima scelta. Una definizione nuova. Necessaria, però, ora che il termine titolarissimo dovrebbe passare un po’ di moda.

Conclusioni

Ripetiamo: siamo solo all’inizio di un percorso, ieri si è giocata la prima giornata di un campionato da trentotto – e in mezzo ci saranno anche le coppe. Il Napoli di Ancelotti è una squadra che spinge molto sulle fasce, che cerca il ribaltamento di gioco e che quindi ha bisogno di terzini dinamici, sempre nel vivo del gioco eppure concentrati in fase difensiva. Il nuovo tecnico chiede tantissimo ai suoi esterni difensivi, e l’idea che questa nuova strategia possa pungolare Hysaj è stata assecondata perfettamente dalla prestazione offerta ieri sera a Roma. Hysaj è stato il calciatore con il maggior numero di palloni lunghi tentati (10), ha tenuto una percentuale di tre passaggi su quattro riusciti, ha servito al centro il cross che si è trasformato nel gol di Insigne. Ha giocato bene. Ha risposto presente a tutte le richieste del suo nuovo allenatore.

Il suo percorso può essere parallelo a quello del Napoli: metabolizzare, accettare, poi interpretare bene il nuovo sistema. È il passo che Ancelotti sta chiedendo a tutti i calciatori reduci dal lavoro con Sarri, un cambio di mentalità che possa andare oltre il vecchio modello. Oltre le vecchie abitudini. Forse, per Hysaj, era proprio quello che ci voleva. Può essere un nuovo inizio, per lui, dopo un’estate fatta di attese, calciomercato virtuale e molta diffidenza.

ilnapolista © riproduzione riservata