Il Napoli ha riscattato Grassi (e rinunciato a 8 milioni): sarà una pedina di scambio?

Difficile che Grassi possa entrare nelle rotazioni della prima squadra, quindi il suo destino è segnato: un’offerta superiore a quella della Spal o l’inserimento in una trattativa.

Il Napoli ha riscattato Grassi (e rinunciato a 8 milioni): sarà una pedina di scambio?

Due notizie in serie

Ieri sono arrivate due notizie consecutive su Alberto Grassi, centrocampista di proprietà del Napoli. L’ultima squadra in cui è stato in prestito, la Spal, aveva deciso di riscattare il cartellino per 8 milioni di euro. Sì, aveva. Tempo passato. Perché il Napoli ha cancellato questa operazione, esercitando la sua opzione per il contro-riscatto. 500mila euro alla Spal, e soprattutto arrivederci agli 8 milioni garantiti da Ferrara.

Ora, la domanda è semplice: perché? Ci sono tre possibili risposte. La prima, quella tecnicamente più scontata, è anche quella che ci sembra meno praticabile: il Napoli vuole tenere Grassi e valorizzarlo, e farlo giocare. Ripetiamo: quasi impossibile. E il motivo è semplice: in un reparto di centrocampo che al momento annovera Zielinski, Allan, Diawara, Rog e Hamsik, più Fabian Ruiz in contumacia, è difficile pensare di trovare uno spazio per Alberto Grassi. Pur reduce da una buona stagione, l’ex Atalanta ha ancora una dimensione e una qualità assoluta inferiori agli attuali centrocampisti del Napoli. A meno che non stia pensando di rimanere a fare la riserva in azzurro, è quantomeno irrealistico pensare ad un suo inserimento. Inoltre, occuperebbe anche uno slot della lista: nonostante il cambiamento della regola che alza il tetto degli Under 21 fino a 22 anni, Grassi è un classe 1995 e non rientrerebbe nei parametri “free”.

Gli scenari possibili

Dunque, scartata la prima ipotesi, restano due possibilità. La prima: una cessione a prezzo maggiorato. Il Napoli ha investito 500mila euro sulla recompra di Grassi, ma soprattutto ha rinunciato a 8 milioni di euro belli e pronti da incassare. Evidentemente, c’è un motivo per cui è stata compiuta questa scelta. E uno di questi potrebbe essere la presenza di un terzo club che si è impegnato ad acquisire Grassi per un prezzo superiore a 8 milioni e 500mila euro. Ovvero, la somma delle cifre (reali o potenziali) che il Napoli ha speso per questo inatteso ritorno a casa. Pensiamo a “un” Torino, a “una” Fiorentina, insomma ad un club in linea con la dimensione attuale del calciatore. E che possa esporsi con un’offerta da 10-11 milioni, giusto per ipotizzare.

L’altro scenario è l’inserimento in una trattativa, Grassi come contropartita. Pensiamo a Chiesa, ad esempio, ma è solo un nome “eventuale” che ci è venuto in mente. Anche perché, una volta sistemato Fabian Ruiz, il Napoli non ha urgenze reali di mercato. Certo, c’è da sistemare la questione-portiere, solo che i nomi che girano in questo momento (Areola e Meret, soprattutto) sembrano prescindere dal possibile inserimento di una pedina di scambio. L’Udinese (di Meret) potrebbe pensare a Grassi, ma parliamo di un club che vive di plusvalenze, e che i calciatori preferisce acquistarli da giovanissimi e crescerli in casa. Insomma, una trattativa del genere rappresenterebbe un cambio di politica per i friulani.

Una buona stagione

Grassi è reduce da una buona annata a Ferrara. Dal punto di vista numerico (26 partite da titolare, 3 gol) e dell’impatto sul gioco, la migliore da quando è approdato nel calcio professionistico. Giusto che il Napoli punti a valorizzare l’investimento importante fatto a gennaio 2016 (8 milioni di euro per il cartellino), ma deve esserci una ratio dietro la decisione di non lasciarlo a Ferrara. Aspettiamo un po’ e verifichiamo, più che altro siamo stuzzicati dall’ipotesi di un possibile inserimento in una trattativa importante. Sarebbe un modo particolare, nuovo, eppure funzionale per far fruttare un acquisto finito troppo presto nel dimenticatoio.

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