Anche la Germania ha la sua Corea: eliminata al primo turno, come nel 38 con Hitler

Pomeriggio folle, Germania-Corea 0-2 e Svezia-Messico 3-0. Tedeschi eliminati al primo turno, è la terza volta consecutiva per i campioni in carica.

Anche la Germania ha la sua Corea: eliminata al primo turno, come nel 38 con Hitler

Terza volta consecutiva

Il pomeriggio più incredibile, forse di tutta la storia dei Mondiali. La Germania campione in carica viene eliminata al primo turno, esattamente come l’Italia 2010 e la Spagna 2014. È la seconda volta nella storia che i tedeschi sono fuori in occasione della prima fase. L’ultima volta nel 1938, la Germania nazista dell’Anschluss (a cui fu annessa anche una fortissima nazionale austriaca) fu battuta dalla Svizzera agli ottavi di finale, 4-2 nella ripetizione dopo il pareggio per 1-1 nel primo match.

Tornando al presente, bisogna dire che si tratta di un’eliminazione pienamente meritata. La Germania 2018 è parsa fin da subito una squadra con una chiara identità di gioco ma senza la forza per riuscire a tradurla in risultati. Partite presuntuose, giocate sempre allo stesso modo e determinate dall’incapacità di andare oltre sé stessi, e poi anche dalla forza degli avversari.

Erano stati eliminati già contro la Svezia. Sono stati salvati all’ultimo minuto, al 95esimo, da una punizione velenosa di Kroos. Hanno perduto sia all’esordio contro i messicani sia oggi contro i coreani. Hanno esercitato solo un predominio territoriale sterile che è stato punito dagli avversari. La Tricolor con il contropiede, la Corea nel finale thrilling. I due gol coreani, convalidati entrambi dal Var, sono arrivati su calcio d’angolo e grazie ad un recupero palla su Neuer che si era spinto avanti con la forza della disperazione. Nella storia ci finiscono Kim Young-Gwon e Son Heung-Min, ora anche la Germania ha la sua Corea.

Ennesimo turn over di Loew

Nel frattempo, sull’altro campo, la Svezia triturava addirittura un Messico troppo spaventato per essere vero. Netto 3-0 per gli svedesi, tutti i gol nella ripresa, una superiorità fisica e tattica quasi disarmante. Certo, non era la Tricolor vista contro la Germania, ma alla fine è bastata per superare il turno.

Perché dall’altra parte si è consumata la caduta degli dei, una roba francamente impronosticabile. Oggi nuovo ribaltone in formazione, in campo Goretzka e ancora Werner, Muller in panchina e Ozil titolare come numero dieci. Primo tempo soporifero, ripresa con maggiore qualità da parte dei tedeschi. Sullo 0-0, la più grande occasione è capitata a Goretzka, di testa, praticamente nell’area piccola. Miracoloso intervento di Cho a cancellare il vantaggio tedesco. Il portiere coreano è stato più volte decisivo, ma gli attacchi dei tedeschi hanno patito il morbo della ripetitività. Sono entrati Mario Gomez e Muller, ma poco è cambiato.

Nel finale, coreani e Var protagonisti. Calcio d’angolo, doppio tocco di Kroos verso Kim Young-Gwon che (forse) è in fuorigioco. Stop e conclusione in porta, esplodono di gioia i coreani ma il guardalinee ha la bandierina alzata. Errore “classico”, corretto dal Var. Che bello il calcio giusto e senza errori arbitrali non oggettivi. La partita è già finita, il Messico è agli ottavi con la Svezia prima nel girone, ma la Corea trova addirittura il 2-0.

Germania a casa, nonostante un finale all’arma bianca che sa di amaro. È un Mondiale fantastico, che la Mannschaft ha approcciato troppo, troppo male. A casa dopo i gironi, non gli era mai successo. Il movimento tedesco è al vertice del calcio per programmazione e qualità, ma il campo può andare anche oltre, a volte. Oggi lo sappiamo, una volta di più. Merito o colpa, a seconda dei punti di vista, di un’altra storica, clamorosa Corea.

Un saluto particolare a Schweinsteiger che aveva ironicamente detto che il Mondiale lo avrebbe vinto l’Italia. Si sbagliava: lo vincerà la Germania.

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