Crespo: «Messi non è mica Maradona, non vince da solo un Mondiale»

L’intervista alla Gazzetta dello Sport: «I giocatori dell’Argentina, aspettano la giocata di Messi, ma non è possibile dare la responsabilità di ogni azione a un solo elemento».

Crespo: «Messi non è mica Maradona, non vince da solo un Mondiale»

L’intervista alla Gazzetta dello Sport

L’immagine più forte dei Mondiali, almeno finora, è lo stridente confronto tra Cristiano Ronaldo e Messi. Ne abbiamo parlato anche noi, ieri, sottolineando come in questo momento la differenza tra i due fuoriclasse sta nell’inarrestabile crescita del portoghese, nella sua incredibile corsa all’individuazione e al superamento dei limiti.

Oggi, sulla Gazzetta dello Sport, Hernan Crespo dà la sua versione della vicenda-Messi. E parte da un concetto elementare, non universalmente condiviso, da sempre fonte di divisioni. Il paragone tra Messi e Maradona: «La partita di Leo contro l’Islanda vale un voto non superiore al 5. Con il rigore segnato, per me sarebbe stata da 6 in pagella. Da lui ci si aspetta di più, ma bisogne rendersi conto che Messi non è mica Maradona. Non può vincere da solo un Mondiale. Questa cosa dovrebbe essere compresa prima di tutto dagli argentini, poi dai compagni di squadra di Leo. Lui diventa fenomenale quando viene messo nelle condizioni migliori per esprimere il suo gioco, come a Barcellona».

La lettura tecnico-tattica della situazione: «L’Argentina non ragiona da squadra. I giocatori sono fermi, aspettano la giocata di Messi, ma non è possibile dare la responsabilità di ogni azione a un solo elemento. Messi può essere devastante quando viene messo in condizioni di tentare l’uno contro uno, non giocando da solo».

Il paragone con Cristiano Ronaldo: «È una questione fisica, Cristiano gioca da solo. Messi, invece, ha bisogno della squadra. Per tornare ancora a Maradona: nel 1986, Diego saltò cinque avversari inglesi prima di segnare. Leo si limita a due, e poi si sente anche responsabile. Vuole fare e strafare, ma alla fine delude. È un circolo vizioso».

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. dino ricciardi 17 giugno 2018, 16:51

    Perfettamente d’accordo,bravo Crespo.
    Una nazionale che non fa squadra,ognuno che gioca per proprio conto.
    Un sacrilegio non far giocare Dybala e Higuain e non lo dico certamente per simpatia.
    Messi predica nel deserto e tutti a fare le belle statuine ad aspettare la sua giocata senza ne la capacità di fare un triangolo,ne nel saltare l’uomo o dettare un passaggio,tutti a fare il compitino senza prendersi responsabilità.
    Di Maria giocatore super sopravalutato,non per niente il Madrid lo ha lasciato andare.
    Sento parlare di Napoli ma a parte l’ingaggio non da Napoli ma anche se fosse vero non lo vorrei manco morto.

Comments are closed.