Il Napoli non era atleticamente finito. A Firenze, la sera prima, abbiamo pianto

Napoli è abituata a piangere, perciò Massimo Troisi immaginò una madonna che rideva. Abbiamo pianto prima di Fiorentina-Napoli la madre di tutte le partite

Il Napoli non era atleticamente finito. A Firenze, la sera prima, abbiamo pianto

Crescono i rimpianti

Dunque non eravamo atleticamente finiti. C’era ancora molta garra, certo tutta quella che sarebbe servita. C’era una intera curreja da mostrare sotto la curva di alcuni disadattati che – con grossa originalità – inneggiano al Vesuvio mentre ne beccano due. C’era il riscatto. 

La madonna di Troisi, quella che rideva

Gli ultimi minuti di questo campionato accrescono i rimpianti. Si fa sempre più seria l’ipotesi di un sabato sera di lacrime, a Firenze, prima della madre di tutte le partite. Si può piangere anche in anticipo, si può piangere comunque. Piangere è gratis. Il problema è che piangere, a Napoli, non è per nulla originale. La storia secolare della città è un profluvio di giovani e vecchi piangenti, di sangue che si scioglie, di reliquie che si conservano. Tanto che Troisi, per rompere la tradizione, immaginò una madonna che una volta tanto rideva, per sbarazzarsi almeno delle lacrime divine.

Ci serva di lezione per il futuro. Qualunque cosa succeda, chiunque venga a giocare dalle nostre parti, consumi prima tutte le proprie lacrime, abbia già vissuto le proprie tristezze e azzeri i conti con la propria fortuna. E spenga anche i televisori. La sera, un po’ di sudoku, una partita a scarabeo e a nanna.

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