Cosa resta dei fiumi di parole di De Laurentiis

In 24 ore ha detto tutto e il contrario di tutto. Restano la divergenza forte con Sarri, l’attacco al fronte arbitrale e l’asse con Agnelli nonostante le parole su Calciopoli

Cosa resta dei fiumi di parole di De Laurentiis
De Laurentiis in un disegno di Fubi

L’omaggio a McLuhan

È parsa un omaggio a Marshall McLuhan la ventiquattro ore comunicativa di Aurelio De Laurentiis. Se il postulato è che “il medium è il messaggio”, il presidente del Napoli ha scelto di affidare un messaggio diverso per ogni medium utilizzato: carta stampata, tv e radio. Per fortuna, adesso possiamo scrivere così, nella sua visione di inizio Novecento il numero uno del Napoli ha escluso il web, altrimenti avremmo avuto la quarta versione di un pensiero che è andato da Sarri al Var, dalla gestione della rosa a quella arbitrale del campionato.

Tutto e il contrario di tutto

Peccato che De Laurentiis abbia detto tutto e il contrario di tutto. Ha di fatto alimentato, forse creato è troppo, la comunicazione fai da te. Ciascuno può scegliere la dichiarazione che più gli piace. E scartare quelle che non collimano col suo pensiero. Quindi si va “dal campionato che non è stato falsato”, al “Var che ha tolto 6-8 punti agli azzurri” (in realtà, crediamo che avrebbe voluto dire dati alla Juventus); o ancora “dalla squadra che è arrivata a spompata a Firenze” a “Sarri lo amo, ma deve scegliere cosa vuole fare, Napoli è casa sua”.

Le frizioni con Sarri

Ce n’è per ogni gusto. Anche se in questi fiumi di parole qualcosa di meno fluttuante c’è. Certamente il discorso su Sarri. De Laurentiis ha ammorbidito molto la sua prima uscita, un’uscita particolarmente dura anche perché non conteneva alcun complimento, alcun elogio al lavoro dell’allenatore che ha garantito il record storico di tre partecipazioni consecutive alla  Champions. Restano alcun critiche di fondo: la gestione della rosa, penalizzante sia della squadra sia del patrimonio della società; il calciomercato, con richieste fuori target (“Vuole Iniesta e Cristiano Ronaldo”).

Sullo sfondo ovviamente una rottura che non sembra così lontana. Anche nella sua intervista più morbida, De Laurentiis ha espresso il concetto che abbiamo ascoltato in occasione di altri divorzi: “se questa casa gli sta stretta…”. Senza peraltro arretrare sulla clausola rescissoria, va pagata. Insomma, il Napoli non è né il Real Madrid né il Bayern. Ma è pur sempre una squadra che Sarri ha trovato tra le prime quindici del ranking Uefa e che quindi non snobba le coppe. Concetti di elementare buon senso.

La marcia indietro di oggi, però, non cancella i titoli e i concetti espressi sui quotidiani. Chi con più enfasi, chi con meno. I due sembrano sopportarsi poco, come abbiamo scritto più volte. E come è stato evidente dal primo mercato di gennaio, quello di Grassi e Regini: sono trascorsi due anni e mezzo. Da allora è stato un susseguirsi di frecciate e allusioni (con la sola parentesi del rinnovo del primo contratto): da Genoa-Napoli alla sera di Madrid, fino al Napoli-Juventus 0-1 di questa stagione quando Sarri – a proposito del gol di Higuain – disse: «La Juventus ha novanta milioni in meno e tre punti in classifica in più». Frase che possiamo considerare come la summa del papponismo.

La comunicazione omeopatica

Più grave è stato il cammino a zig zag sul fronte arbitrale. Questa continua correzione ha annacquato un attacco deciso alla classe arbitrale (“sono una casta”, “il Var dev’essere gestito dai tecnici”), un passaggio sulla scarsa incisività di Calciopoli che però va letto a braccetto con la battaglia politica che De Laurentiis chiede che venga portata avanti dall’Eca – il club delle principali società di calcio europee, presieduto da Andrea Agnelli.

De Laurentiis conferma le sue non eccelse doti di comunicatore. Agnelli va in tv ed esprime concetti sui quali non torna più indietro: attacca il capo degli arbitri e chiede che l’Italia venga tutelata in campo europeo. De Laurentiis attraversa tutto l’arco costituzionale, dice tutto e quasi il contrario di tutto. E rende meno efficace il messaggio. Di fatto lo rende indistinguibile. Un atteggiamento che lo danneggia, soprattutto a livello nazionale. La sua è una comunicazione omeopatica.

Il dibattito in città

A Napoli il dibattito è fuorviato. È incentrato sulla (presunta) rosa corta, sulle responsabilità di De Laurentiis considerato una sorta di male assoluto, e sul futuro di Sarri. A suo tempo, quando venne scottato da una frase considerata fuori luogo di Antonio Conte, Agnelli sfidò l’impopolarità e arrivò alla rottura col suo allenatore. Non traccheggiò, non rilasciò interviste per poi successivamente mitigarle. I due ruppero e in 48 ore la Juventus ingaggiò un nuovo allenatore, Massimiliano Allegri, con cui poi ha conquistato tre scudetti consecutivi e raggiunto due finali di Champions.

Al di là di come finisca il loro rapporto (a noi sembra chiaro), De Laurentiis deve ringraziare sentitamente Sarri per il lavoro svolto. L’allenatore toscano merita elogi e complimenti. Ovviamente il presidente ha il dovere di ricordare che il Napoli non è il Leicester – giustamente lo ha fatto – e che tre anni fa il Napoli non militava certo in Serie B, ma era reduce da una semifinale di Europa League e da una vittoria in Supercoppa italiana. Così come, in precedenza, aveva giocato gli ottavi di Champions e conquistato un secondo posto in campionato.

A Napoli, purtroppo, è tutto falsato. Sembra che prima di Sarri il Napoli non sia esistito. In realtà è prima di De Laurentiis che un Napoli così forte e per così tanto tempo non si è mai visto (tranne Maradona, ripeteremo fino alla nausea). Se è questo il messaggio che si vuole trasmettere, bisogna avere il coraggio di farlo. Senza retromarce e zig zag. A meno di non avere fiducia nella diluizione omeopatica: a rilascio più lento, ma secondo alcuni più incisiva a lungo termine.

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  1. A mente fredda credo che gli obiettivi fossero due: a) mettere pressione su Sarri: “spicciati a rinnovare, che altrimenti vado da altri che c’è da programmare la prossima stagione”; b) confermare la linea filo-eca e filo agnelli sull’europa, che adl secondo me ritiene strategica (+europa +superlega = +ricavi), ma lo ha fatto tenendo comunque il piede in due scarpe su questione arbitri.

    Purtroppo la sconfitta di tavecchio-lotito ha causato un allineamento sulla linea della Exor e di Agnelli e sarà così almeno fino alla fine del commissariamento.

  2. Manuel Fantoni 6 maggio 2018, 9:22

    Sulle “qualità” comunicative di adl c’è poco da obbiettare…comincia spesso discorsi e poi divaga ,cambia versione…insomma si perde. Come avevo già scritto in un post questo mi sembra il classico preludio all’addio del mister…somiglia troppo alle vicende mazzarri e Benitez. Da dicembre-gennaio si cominciano le trattative per il rinnovo con proposte economiche “importanti” e tanti elogi ai mister. Poi la contrattazione va per le lunghe perché gli allenatori in questione o non sono soddisfatti economicamente o non condividono i progetti futuri della società , e allora Dela comincia a scaricarli criticando gli stessi più o meno velatamente,cosa tra l’altro decisamente inelegante. Se ha cominciato questa opera di screditamento è assai probabile che abbia già capito che il mister andrà’ via e si sta guardando intorno…ma non è facile pescare sempre il jolly

  3. Pensavo che l’unico motivo che ha spinto ADL a parlare è che vuole che Sarri vada via e ha voluto stanarlo. Non vedo altre strade. Peccato.

    • Magari vuole mettergli pressione per il rinnovo, visto che glielo chiede da gennaio?

      • Non saprei, un modo anomalo per farlo. Io avrei detto:

        1. Grande ringraziamento al mister per le prestazioni eccellenti della squadra.
        2. Mi auguro che nel futuro si possa lavorare insieme per offrire ai tifosi una squadra ancora più competitiva nel rispetto delle dimensioni economiche del nostro club. Spero Sarri resti e ci aiuti ad andare avanti in questa direzione. Attendiamo da lui risposte in tempi brevi.

        In privato, cazziatone sulla rosa.

  4. Vincenzo Barretta 6 maggio 2018, 3:35

    Altra cosa.. . La comunicazione del napoli è inferiore a quella della salumeria giù casa mia. Con tutto il rispetto per la salumeria. Almeno questo, consentitemi, è francamente inammissibile.

    • Raffaele Sannino 6 maggio 2018, 14:26

      Perché,il tuo salumiere periodicamente allestisce un palco in piazza per informare i clienti delle sue strategie di vendita?No ,sono veramente curioso.

      • Vincenzo Barretta 7 maggio 2018, 14:46

        Smettila sannino… smettila. Negare pure questo è chiara malafede. I paraocchi non fanno bene a nessuno. SMETTILA

  5. Vincenzo Barretta 6 maggio 2018, 3:34

    Io penso che il punto sia proprio quello… Come si fa, nel 2018, a dire tutto il contrario di tutto in 2 ore. Io sono sempre stato pro adl, così come amo infinitamente sarri (eh già, ci sta pure chi ammira tutti e 2). Ma piano piano sto seriamente iniziando a pensare che il presidente pensa che siamo una manica di idioti… bah. Come i bambini di 12 anni pare che rivendica il suo ego al cospetto di chi è amato veramente. Si si, È asciut pazz o padron. Ma in termini di tristezza…

  6. ADL ogni due anni disfa la squadra e cambia allenatore. fa il solito blablabla sui nuovi Ferguson e poi dà il benservito a gente che gli conquista coppe (Benitez) e scudetti (Sarri) dopo una vita. vende i pezzi pregiati, compra giovani di belle speranze, e riparte, per arrivare di nuovo secondo dopo due anni. praticamente siamo un’Udinese 3.0.

  7. Pacojonathan 5 maggio 2018, 23:26

    Come ampiamente previsto, quando parla fa danni, in tutte le direzione… la vecchiaia è una brutta cosa se uno non l’accetta con dignità… Per vincere bisogna avere società/presidente, grande squadra, grande allenatore… noi abbiamo solo quest’ultimo e il dexxxte si permette di farlo fuori, senza rendersi conto che è la sua gallina dalle uova d’oro… che vexxxgna!!!

  8. Com’è che dite? È Ascit pazzo o padron
    Ahaah

    • Sai che parlare lingue che non esistono è segno di possessione demoniaca?

  9. Fabio Milone 5 maggio 2018, 22:46

    Ancora una cosetta:
    “A Napoli, purtroppo, è tutto falsato. Sembra che prima di Sarri il Napoli non sia esistito. In realtà è prima di De Laurentiis che un Napoli così forte e per così tanto tempo non si è mai visto (tranne Maradona, ripeteremo fino alla nausea). ”
    Per nulla d’accordo, per me il Napoli di oggi e’ frutto logico sia del “prima” che del “durante” Sarri.
    Non sono certo tutta Napoli, ma penso che la maggior parte dei tifosi la pensi proprio cosi’.
    Siete voi che dovete per forza mangiare in un piatto in opposizione ad un altro.
    Incomprensibile e ingiustificato

    • Jacopomartino 6 maggio 2018, 10:57

      Assolutamente d’accordo con il tuo pensiero…. la squadra di adesso altro non è che un connubio ben assortito tra il lavoro dell’allenatore e quello del presidente. Di sicuro non è merito di solo uno dei due

  10. Fabio Milone 5 maggio 2018, 22:39

    Per me vale solo quello che ho sentito e visto con mie orecchie e occhi.
    Quello che ha presuntamente dichiarato a voi della carta stampata, peraltro con virgolettati diversi l’uno dall’altro, non lo tengo in minima considerazione.

  11. Bello tutto, grande Napoli e superbo adl! Ma di centro sportivo, scugnizzeria e stadio non ne parla più?

  12. Raffaele Sannino 5 maggio 2018, 20:42

    Invece io trovo la sua comunicazione studiata,non ha improvvisato nulla.Lui è consapevole di essere un vaso di coccio tra vasi di ferro,così cerca di non pestare calli,cosa che il presidente della juve si può permettere.Anche con il suo tecnico non si è sbilanciato eccessivamente,sapendo quanto è amato dalla tifoseria.Può piacere o meno,ma quello che voleva veicolare lo ha trasmesso.Brutalmente:se nessuno paga la clausola,Sarri resta e allenerà quello che gli sarà messo a disposizione.

    • T concordo. ADL ha pensato e pianificato le interviste. Un po’di casino su temi del campionato e poi Sarri. Il vero messaggio era per lui. Ha pasturato l’ambiente in modo scomposto ma su Sarri e ‘ stato univoco: o si paga o non va via.

    • Se io fossi un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, cercherei di non irritare nessuno. De Laurentiis fa dichiarazioni che infastidiscono tutti. E per fare questo si contraddice e contro-contraddice all’infinito, altro che comunicazione studiata! Per me è un problema di Ego: vorrebbe vincere sì, ma senza condividere i meriti con nessuno. Questo spiegherebbe certe frecciate improvvise e inutili contro giocatori e altri tesserati.
      Altrimenti devo pensare che certe osservazioni servano a spingere gli uomini ad andarsene per intascare i soldi…

  13. cosa resta del fiume di parole dette da adl ? poco o nulla. è una società scientificamente e volutamente scarsa nella comunicazione. tanta fuffa e tanti bluff.

  14. onofrio marino 5 maggio 2018, 19:29

    La grandezza di questo Presidente è che riesce a farsi criticare sia quando non parla che quando lo fa. Vi permette di scrivere di Lui di tutto e di più ma mai parole di accettazione del suo modo di dire e di fare. Per Voi è meglio affondare per lo sfizio di combattere la bufera piuttosto che attendere che la stessa si plachi per pi raggiungere porti tranquilli. Non ho letto mai parole di apprezzamento verso quest’uomo che con i suoi mille difetti (ditemi chi non li ha) ci sta regalando soddisfazioni che ci sono mancate per troppo tempo. Ogni anno sempre la solita storia, il papponis non compra, ha venduto lotain, siamo da quinto posto o giu di li. non vuole vincere, e bastaaaaa cercate di godervi questi attimi perchè io ho paura solo se il Comandante abbandona la nave per lasciarla nelle mani di chi, forse solo perchè più passionale e meno razionale, non riesca ad evitare il naufragio.

    • se ADL va via col Napoli in questa posizione di ranking europeo, arriva domani uno sceicco e coi petrodollari grondanti sangue e se lo compra. non siamo più nel 2004, oggi il Napoli fa gola a livello di numerosità di tifosi, immagine e merchandising

      • Jacopomartino 6 maggio 2018, 10:55

        Non sembra che in giro ci siano più questi magnati che investano così nel calcio…. ti chiedo un esempio di sceicco che negli ultimi 5 anni abbia acquistato una squadra e l’abbia portata ad altissimi livelli.

      • Fa gola a chi vuole speculare ma grandi soonsor a napoli città non arriveranno mai. Non è una capitale non è un centro finanziario nè una città industriale.

      • Antonio Baiano 6 maggio 2018, 11:45

        Ancora non avete capito che chi compra una società di calcio lo fa non tanto per investire nel settore, ma per aprirsi dei varchi nel mercato. Pallotta ha investito nella Roma per costruire, gli Sceicchi o i russi per entrare in certi mercati. L’acquisto di Neymar è stato esclusivamente politico. Napoli offre veramente poco sotto il punto di vista degli investimenti.

      • White Shark is still here 6 maggio 2018, 13:53

        La bolla esploderà anche nel calcio. Preferirei una crescita stile Bayern che non l’arrivo di avventurieri che nulla hanno a che spartire con le identità di campanile che, anche in un sistema globalizzato come oggi è questo settore, ancora costituiscono e costituiranno il core del calcio.

      • Francesco Sisto 6 maggio 2018, 14:11

        Come è sucesso ad Inter, Roma e Milan…

    • giancarlo percuoco 6 maggio 2018, 9:17

      di passionali e meno razionali nel calcio, almeno a questi livelli non ne trovi manco mezzo.

  15. Il presidente ne capisce e tiene ragione
    La storia dimostra che chi è andato via da Napoli poi ha quasi sempre fsllito

  16. “Avanguardia culturale”? Mi pare che siamo molto lontani. Ma davvero ADL ha detto che Sarri “Vuole Iniesta e Cristiano Ronaldo”? Non credo che Sarri sia così ingenuo da dire una cosa de genere, quindi questa cosa la cataloghiamo come balla sesquipedale di ADL. Senza rancore. Davvero!

    Diciamo invece le cose come stanno, e cerchiamo di riportare il dibattito entro termini un po’ più razionali e oggettivi, senza farci troppe elaborazioni (mi veniva un altro termine) mentali. Non mi interessano ne’ papponismo ne’ antipapponismo, categorie abbastanza inutili, Mi ritengo molto semplicemente un tifoso del Napoli e allargando il discorso mi rendo conto che:

    1) Prima ancora di essere uno sport, il calcio è un business che nessuno degli addetti ai lavori (presidenti, calciatori, giornalisti, per tacere delle agenzie di scommesse) fa per hobby o per beneficenza. Il profitto è l’obiettivo numero uno, e va benissimo così, siamo in una società capitalista, e qualsiasi passione da tifo da parte degli addetti ai lavori sarà sempre subordinata al profitto. E questo vale anche per ADL. E a me va benissimo così.

    2) ADL ha mille difetti (la comunicazione in primis, come gli eventi delle ultime ore hanno ampiamente dimostrato), ma a me ADL sta bene, anzi benissimo così. E con i suoi mille difetti ha portato il Napoli dove sta ora, superando “colossi” (anche se con piedi di argilla, come si sta dimostrando) come Inter, Milan e Roma e sfidando i mariuoli fino a pochissime giornate dalla fine. Ovviamente ciò non ci preclude la possibilità di criticarlo, se dovesse essere il caso, ma fare le crociate pro o contro ADL “a prescindere” mi sembra un esercizio futile e intellettualmente disonesto, in un senso o nell’altro.

    3) Ora cominceremo con le indiscrezioni e le fake news del calciomercato del Napoli (non li ho contati, ma al momento ci hanno attribuito almeno una decina di allenatori e una cinquantina di giocatori, tra cui sette o otto,portieri,e non è nemmeno finito il campionato). A breve arriveranno miliardi di parole sul pappone che si fa i soldi della Champions, sul suo pessimo mercato (oppure sul suo fantastico mercato), compra mezzi giocatori, compra campioni, gli acquisti, le cessioni, Reina traditore ingrato, i 90 mln di Higuain e i 4532 milioni per Koulibaly etc etc….

    Che noia.

    Forza Napoli, e basta.

  17. Marco Oliviero 5 maggio 2018, 18:39

    Purtroppo questo non è chiaro, alcuni lo dimenticano:Il Napoli non è stato mai costantemente ai vertici del calcio italiano ed europeo come nell’era De Laurentis.Poi ,pappone o no,io preferisco i conti a posto e la continuità’.Si ricorda l’epoca di Maradona ma, intanto è durata meno e poi dopo siamo falliti!!!Che ci piaccia o meno questo è il miglior presidente che abbiamo mai avuto.Poi si può’ discutere sul perché negli anni ci siamo meritati i vari Lauro,Ferlaino etc…

    • giancarlo percuoco 6 maggio 2018, 9:11

      ce li siamo meritati è relativo, mica potevamo eleggerli?

      • Antonio Baiano 6 maggio 2018, 11:47

        Beh, Lauro è stato anche eletto dai napoletani…indimenticabili le sue scarpe destre e sinistre regalate prima e dopo le elezioni.

  18. Tutto giusto, ci sarebbe solo da capire secondo me perché a Napoli il dibattito è fuorviato. La questione è tutta qui, non è un problema di papponismo o meno è piuttosto la consapevolezza collettiva che Sarri è un unicum cheha, per scelta o per fortuna, creato un microcosmo in cui ogni napoletano tifoso si riconosce. Per essere chiari tutte le altre squadre sono fungibili, solo la passione del tifo fa seguire accanitamente le partite della propria squadra mentre il tifoso del Napoli con Sarri ha la consapevolezza di seguire (vincente o non vincente) qualcosa a sè, un’identità in cui si riconosce. Questo è il vero valore aggiunto di Sarri. Sicuramente morto un papa se ne fa un altro ma dopo le esequie torneremo ad essere ‘la qualunque’ e l’unica cosa che ci distinguerà dal Milan , Inter , Juve o Roma sarà il colore della maglia.
    Con buona pace del Presidente.

    • beh certo per te che fino a 10 anni fa giocavi con il cittadella essere come l’inter il milan la roma deve essere mortificante.

      • Mi dispiace ma non hai capito il senso. Se preferisci, al posto di quelle indicate posso mettere Udinese, Atalanta o Benevento tanto…

      • giancarlo percuoco 6 maggio 2018, 9:10

        e mancavano anche i palloni non ce lo metti?

    • Vero… al solo pensiero che, l’anno prossimo, la “mia” squadra possa essere allenata dal parrucchino, mi vengono i brividi… potrei cominciare a seguire il curling!! ADL ha grandissimi meriti, ha portato i “palloni” e una certa capacità imprenditoriale. Mi piacerebbe, però, che adesso cominciasse ad investire su un identità, portasse avanti quello che un pò di fortuna ha trovato, rendesse il Napoli una realtà diversa da quelle che dominano l’Italia calcistica e non. Una squadra che giochi a calcio, magari in strutture finalmente all’altezza

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