Faida Sky-Mediapro, il Tribunale blocca tutto e divide la Lega in falchi e colombe

Repubblica ricostruisce la giornata di ieri e spiega le posizioni degli attori: una parte della Serie A chiede di “strappare” con Sky,, un’altra vorrebbe un accordo con gli spagnoli.

Faida Sky-Mediapro, il Tribunale blocca tutto e divide la Lega in falchi e colombe

L’articolo di Repubblica

La notizia di ieri sul blocco del bando di Mediapro da parte del Tribunale di Milano ha rimesso in gioco la partita dei diritti tv. Fino al prossimo 4 maggio, i club di Serie A non avranno alcuna certezza in merito alla propria sopravvivenza nel prossimo triennio.

Repubblica ricostruisce la giornata: «La notizia arriva all’ora di pranzo, del tutto inattesa. Il giudice della sezione Imprese, Claudio Marangoni, ha accolto un ricorso presentato d’urgenza (ex articolo 700) da Sky. A colpire da subito sono i dettagli: il ricorso era stato presentato venerdì sera, il giudice lo ha accolto lunedì mattina. A tempo di record. Marangoni conosceva bene l’argomento, del resto. Nel 2010 aveva già deciso in merito a una controversia contro Lega e Sky, sempre in tema di diritti tv».

Il nodo dell’attività editoriale

Subito dopo, il quotidiano romana spiega quali sono i punti su cui Sky ha basato il suo ricorso: «Prima ancora dell’emissione del bando, l’Antitrust aveva chiarito in modo netto che Mediapro non avrebbe potuto fare in alcun modo “attività editoriale” . Lunghissimo l’elenco delle lamentazioni di Sky sulle quali Marangoni ha deciso di vederci chiaro».

«Col bando così formulato, tra le altre cose, Mediapro: a) entra nel mercato televisivo e della raccolta pubblicitaria, in competizione con i broadcaster; b) garantisce alla propria attività televisiva condizioni privilegiate, alzando i costi dei broadcaster (che, strapagando il prodotto, finanziano l’attività editoriale della controparte) e riducendo la scelta dei consumatori; c) assume responsabilità editoriale (in pieno contrasto con i dettami antitrust); d) costringe gli operatori ad acquistare i propri prodotti editoriali; e) rende incerta la possibilità di acquistare i pacchetti, non avendo indicato la base d’asta; f) discrimina la piattaforma satellitare imponendo l’acquisto di 380 partite, senza alternative».

Falchi e colombe

In pratica, Sky lamenta la presenza di Mediapro come soggetto con capacità editoriali, al di là o meno della sua effettiva configurazione reale in questa vicenda. In ogni caso, ricorso e decisione del Tribunale di Milano fermano completamente le macchine: i broadcaster interessati all’acquisto delle sublicenze di trasmissione avevano tempo fino alla mezzanotte di sabato per presentare la loro offerta. Ora, ovviamente, il blocco del bando rallenterà ancora questo iter. Allo stesso modo, Mediapro potrebbe chiedere una proroga per la fideiussione bancaria da presentare entro giovedì prossimo. Senza offerte reali, gli spagnoli non potranno onorare l’accordo economico-temporale con la Lega. Il contratto stipulato a suo tempo, però, costringe gli spagnoli a versare più di un miliardo di euro. Anche senza proposte.

Repubblica spiega come ora ci siauna divisione netta, in seno alla Serie A, tra falchi e colombe. I primi «vogliono cogliere l’occasione per “strappare” con Sky e fare il famoso Canale, assecondando l’iniziale progetto degli spagnoli. L’ipotesi appare però difficilmente percorribile perché occorrerebbe prima “smontare” il contratto in corso e sollevare dunque Mediapro da ogni obbligazione; occorrerebbe cioè che ciascun club, in cambio della semplice promessa di realizzare il Canale, rinunciasse alla propria fetta di quel miliardo e cinquanta milioni che oggi Mediapro è tenuta a pagare».

Le colombe, invece, «già da tempo si erano attivate presso il presidente Gaetano Micciché e il commissario Giovanni Malagò per trovare una via d’uscita. L’idea è di spingere su Mediapro perché abortisca il progetto di canale in favore di una vendita in esclusiva a Sky; e contemporaneamente spingere su Sky perché accetti di comprare da Mediapro. In questo caso si dovrebbe concedere una proroga (breve) a Mediapro per la fideiussione auspicando che poi le parti trovino presto un’accordo». Anche questa idea non è proprio di facilissima realizzazione.

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