Il Sassuolo non esiste, ma non c’è più la grazia del Napoli

Sassuolo-Napoli, la partita non guardata: ho guardato le storie di Instagram dei miei amici dopo la partita del Mapei Stadium.

Il Sassuolo non esiste, ma non c’è più la grazia del Napoli

Grinta e cuore (da una sola parte)

Il Sassuolo non esiste ma questo lo sapete già. Non esiste se non per palesarsi una sola volta all’anno, nella partita di ritorno contro il Napoli. In molti sono andati avanti per mesi l’anno passato, anche durante l’estate; sostenevano – in sintesi – che il Napoli avesse perso lo scudetto a Sassuolo, che lo avesse perso laggiù per lo sciagurato retropassaggio di Hamsik. Non fui mai d’accordo, primo perché gli scudetti non si perdono in una partita secca, secondo perché l’errore individuale evidente di Hasmik, sul secondo gol del Sassuolo, coprì l’errore di squadra (a mio avviso più grave) di posizionamento sul primo gol della squadra che non esiste.

Se serve una scusa qualunque allora va bene il Sassuolo, ma se ci guardiamo negli occhi ci accorgiamo che l’anno scorso non si abbandonò il sogno del campionato per quella singola partita. Rieccoci qua, il Sassuolo che torna a esistere, che ci mette grinta e cuore, e non ci sarebbe nulla di male se non sparisse per gli altri tre quarti del campionato; campionato che non è finito nemmeno ieri. Leggo, però, che è stato individuato un nuovo colpevole, che è Insigne. In effetti ha commesso gravi errori sotto porta che sommati a quello con l’Inter forse fanno 4 punti in meno, eppure non è l’unico colpevole. Il gol del Sassuolo nasce da un errore della difesa, uomini schierati a palla ferma, ma molta distrazione e poca reattività.

La cattiveria ieri dov’era? Dov’era la voglia di mangiarsi il campo? Dov’era la voglia di far disputare la partita della sera alla Juve con un po’ di pressione addosso? Il Sassuolo non esiste, così come Politano, e non esistono i milioni di euro che stavamo sborsando per lui. La partita di ieri non esiste.

Un gioco assopito

Un paio di campionati fa usai due versi di Sandro Penna per raccontare un momento molto positivo del Napoli, li utilizzo di nuovo oggi anche per dimostrare come le stesse parole, gli stessi versi assumano significati diversi a seconda di chi li legga e quando. Ogni parola ha il suo tempo. Penna scrive:

Non c’è più quella grazia fulminante
ma il soffio di qualcosa che verrà

Oggi è il primo verso che mi fulmina perché davvero non c’è più la grazia fulminante, il gioco del Napoli fatto di leggerezza e bellezza si è un po’ assopito, per la gioia di molti che prediligono la regolarità e gli 1 a 0. La grazia fulminante puoi abbandonarla, così come la giovinezza o la passione, perché intervengono altre cose, e lì che devi essere pronto a cogliere il qualcosa che verrà.

C’è stato un tempo che il secondo verso di Sandro Penna mi è apparso così prossimo al Napoli che ho pensato che gli azzurri potessero fare a meno del primo verso, commettendo l’errore che un poeta e un critico non dovrebbero mai fare, ovvero attribuire a un singolo verso la forza di un’intera poesia; non è così. Il Napoli esiste se stanno insieme entrambi i versi così come li ha scritti Sandro Penna, o giochiamo o non esistiamo, o ritroviamo la grazia o perderemo per sempre il controllo, o affondiamo con leggerezza o sprofondiamo sotto un rimpallo. Il soffio è ancora a nostra disposizione ma chiede più coraggio, domanda una maggiore determinazione, da parte di tutti anche da parte di Sarri.

Le storie di Instagram

Oggi abbiamo fatto un giro all’isola della Certosa a Venezia, una bella giornata di sole, pochissima gente, il campionato lontano, distante, l’azzurro del cielo l’unica cosa che mi ricordasse il Napoli, il Sassuolo già scomparso, già tornato nell’invisibile, in quel territorio fatto di nulla nel quale dovrebbe restare. Pensavo al pezzo che avrei scritto. Avrei trovato qualcosa di allegro? Avrei parlato della Pasqua?

Ieri sera guardavo le storie su Instagram dei miei amici, di solito non le guardo mai e mi sono detto: “Ma guarda uno che si mette a fare dopo un pareggio”. La verità è che il Napoli di ieri sera mi ha innervosito, i nostri mi sono sembrati undici Gabbiadini che scattavano a vuoto, mi risolleva Milik, il suo ritorno, l’idea che Milik ci sia e che abbia esaurito la sua dose di sfortuna.

Note a margine:

  • Sarri non punta al record di punti ma allo scudetto, ma quando è arrabbiato dice qualche stupidaggine, come tutti, solo che lui le dice ai microfoni, ieri non mi è piaciuto.

  • Ieri sera troppi giocatori mi sono sembrati sottotono, dove non arriva il fisico deve arrivare la cazzimma.

  • Insigne non dovrebbe sbagliarne così tanti tra quelli facili.

  • Mertens che ha passato?

  • #IoStoConSarri ma certe volte è più diffcile-

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