La zona Milik diventa zona Donnarumma: Milan-Napoli 0-0

Napoli con meno ossigeno nelle gambe e nelle cervello. Controlla la partita contro un buon Milan, ma verticalizza poco e quindi si rende raramente pericoloso. Pareggio giusto

La zona Milik diventa zona Donnarumma: Milan-Napoli 0-0
La parata di Donnarumma su Milik (foto Milan)

Parata da enciclopedia

Milan-Napoli è tutta nelle strepitosa parata con cui Donnarumma al 92esimo nega il gol ad Arkadiusz Milik. Una parata da enciclopedia del portiere, Donnarumma si allungato sulla propria sinistra e ha negato la rete al polacco che nell’ara piccola aveva tirato a botta sicura dopo un assist di testa di Insigne. Sarebbe stato il gol che avrebbe tenuto il Napoli in scia alla Juventus. È finita invece 0-0, stavolta la zona Milik non ha funzionato. Finale con accenno di rissa, con Biglia che sfida Insigne e Sarri che interviene contro l’argentino.

Una partita ben giocata da entrambe le squadre che hanno provato sempre a produrre calcio. Il Napoli ha dominato per lunghi tratti, ma non è praticamente mai riuscito a verticalizzare. Anche per un Mertens in evidente debito d’ossigeno sin dal primo minuto. Il Milan ha sempre giocato la palla, anche e soprattutto dietro, senza sparacchiare mai pur senza Bonucci e Romagnoli. Ha cercato di salire palla a terra. Anche se Kalinic là davanti non l’ha presa mai: ha toccato la miseria di otto palloni.

Il calo è nei numeri

Non sappiamo cosa contestare al Napoli. Ci ha provato. Col suo gioco, con la sua manovra avvolgente. Ovviamente, come detto, con meno ossigeno nei muscoli. Sempre pericoloso Insigne, in ombra Mertens e anche Callejon. Stavolta nel secondo tempo non è bastato l’ingresso di Milik. Anzi, nel finale, dopo un’ora buona di dominio azzurro, i rossoneri hanno messo paura alla squadra di Sarri con una lunga serie di calci d’angolo consecutivi, un tiro di Biglia deviato e un quasi assist di Koulibaly a Locatelli.

Poi il calo del Napoli è nei numeri. Nelle ultime sei partite, ne ha vinte due, entrambe nel finale: in casa, contro il Genoa e contro il Chievo. Poi la sconfitta interna contro la Roma e tre pareggi: in trasferta a Sassuolo e due volte e Milano. In sei partite il Napoli ha totalizzato 9 punti, pochini.

La partita.

Sarri non cambia formazione e si affida ai titolarissimi. Come Gattuso d’altronde, con la sola eccezione di Kalinic al centro dell’attacco. Centravanti croato che peraltro tocca pochissimi palloni (sei tocchi appena nel primo tempo) ha il tempo di sprecare un’occasione all’undicesimo su cross di Suso. È il quarto d’ora del Milan che parte meglio, prova a mettere paura al Napoli. Prima con un tiro di Bonaventura da fuori area (ottimo Reina a deviare un insidioso rasoterra dell’ex atalantino). Il Milan è in dominio della partita. Fino al 13esimo.

Il Napoli sale in cattedra

Poi la partita cambia. Il Napoli sale in cattedra. Detta i tempi. Jorginho fa da perno a tutte le azioni. Il Milan raramente esce dalla propria metà campo, lo schieramento alto di Sarri toglie ossigeno ai rossoneri che, privi di Bonucci e Romagnoli al centro della difesa, hanno problemi in fase d’impostazione. Deve abbassarsi Biglia, che non ha piedi garbatissimi, oppure Bonaventura. A destra, Kessie riesce ogni tanto a essere pericoloso perché crea superiorità numerica. Ma non ha buoni piedi, e si vede. Dall’altra parte buona partita di Calhanoglu che ha meno palloni ma li sa giocare.

Il resto è Napoli che progressivamente imprigiona il Milan nella ragnatela di passaggi. Come al solito, il Napoli fa male quando verticalizza in velocità. Quando accade, va sempre al tiro. Mertens, sempre in debito di risorse energetiche, si preserva per qualche uno-due e al 16esimo Insigne gli regala una palla d’oro in area: il belga tira su Donnarumma. Da questo momento è solo Napoli. Pochi tiri ma dominio assoluto dell’incontro.

Il Milan non riparte più

Il Milan non riparte più. Anche perché Suso è in debito d’ossigeno. Anche se non sparacchia mai la palla. Molti fraseggi e qualche spunto di Insigne che si rende pericoloso in un paio di occasione: al 35esimo azione personale di Lorenzo che prova a sorprendere Donnarumma sul secondo palo e poi al 40esimo in contropiede – su palla persa da Calabria – con tiro deviato in angolo. Il Napoli occupa stabilmente la parte sinistra del campo e dà la sensazione di poter far male da un momento all’altro.

Secondo tempo

Si ricomincia a una porta sola, come nel primo tempo. Hamsik subito pericoloso con un tiro-cross rasotererra che attraversa l’area piccola. Il Napoli è padrone del campo, manca sempre l’affondo. Come al solito, gli azzurri orchestrano a sinistra. Altro ottimo cross rasoterra per Callejon anticipato di un soffio da Rodriguez. Poi i cambi. Al 65esimo, fuori Hamsik e dentro Zielinski, e fuori Mertens per Milik che subito tira in area seppure debolmente. Al 70esimo André Silva per Kalinic. Il portoghese consente alla squadra di Gattuso di conquistare qualche palla in più davanti e quindi di salire. Al 79esimo esce un esausto Bonaventura e dentro Locatelli.

Il Napoli ci prova ancora, ovviamente con Insigne che addomestica una palla difficilissima di Zielinski e da sinistra nell’area, decentrato, è bravo a tirare ma Donnarrumma è stato strepitoso. Il finale è quello descritto, con Koulibaly che si fa ammonire per un’entrataccia su Silva. Ammonizione ragionata, così Kalidou salterà l’Udinese e ci sarà allo Stadium contro la Juventus. Infine, lo show di Donnarumma. Il Napoli ora deve sperare nella Sampdoria. Ancora una volta dopo Sassuolo, quando gli azzurri hanno giocato prima della Juventus non hanno vinto.

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