La regola è Buffon, l’eccezione è il tredicenne Niccolò

FALLI DA DIETRO – La malattia del Napoli non si cura, e la lezione di un tredicenne che gioca nell’Aprilia (nella settimana di Real Madrid-Juventus)

La regola è Buffon, l’eccezione è il tredicenne Niccolò

FALLI DA DIETRO – COMMENTO ALLA 32ESIMA GIORNATA

C’è ancora troppa Europa in giro.

L’Europa delle previsioni stravolte.

L’Europa dei Miracoli.

Come quello dell’Olimpico.

Eusebio da Pescara è un tipo coraggioso.

Cambia modulo.

Difesa a tre.

Eusebio s’inventa la partita perfetta

I due esterni alti Florenzi e Kolarov a bloccare la manovra catalana sulle fasce.

Pressione costante a centrocampo e spazi chiusi alla Pulce, a Iniesta e agli altri alieni blau-grana.

In più De Rossi e soprattutto il Ciclope bosniaco immensi.

Eusebio ribalta il risultato del Camp Nou.

Trionfa.

S’inventa la partita perfetta.

La partita che entra nella storia.

C’è ancora troppa Europa.

A Madrid crimini contro l’umanità sportiva

L’Europa che ci mostra cose che qui in Italia non vedremo mai.

Un rigore agli ultimi venti secondi contro la Juve, ad esempio.

Il rosso sul naso del Pomata.

Le disastrose dichiarazioni dell’eroe nazionale disvelano il sistema al quale era abituato in Italia questo campione-bambino, ora ingenuamente incredulo di fronte a una realtà che non conosceva.

Non si dà un rigore contro questa squadra al 97esimo.

Non si espelle un simbolo del calcio solo perché protesta (con spinta).

Crimini contro l’umanità sportiva.

Detta i nuovi princìpi di regolamento sportivo, il Pomata.

C’è chi scomoda Proust per il monologo di Buffon

C’è chi (come Prisco sul Sole) scomoda addirittura il Proust della Recherche.

In quelle pagine immortali vive (o “alberga” per dirla col frasario dell’impareggiabile) il personaggio del dottor Cottard, la cui bravura era direttamente proporzionale alla rilevanza sociale del paziente che aveva in cura.

Per lui il raffreddore di un nobile valeva molto di più dell’infarto di un contadino.

Il calcio è storia di costume. E come tale deve dar conto del livello civile.

Così il monologo recitato da Buffon a fine gara a Madrid diventa un esempio significativo del livello civile di questo Paese.

Dove le regole non hanno mai valore obbiettivo. Ma ognuno può manipolarle a seconda delle proprie personali convenienze.

È un’abitudine connaturata in noi e non ce ne sbarazzeremo tanto facilmente.

Come non ci sbarazzeremo facilmente di questo tristo giovanottone che vedremo presto CT della Nazionale oppure alla presidenza della Federazione.

C’è ancora troppa Europa sul campionato e c’è  troppo poca voglia di raccontare.

Arcadio sbaglia l’angolo

Gli azzurri sbarcano a San Siro col solito affanno.

È un affanno non recente.

Un bacillo misterioso invase i pensieri degli elfi al goal segnato allo scadere dalla Joya all’Olimpico contro le Aquile.

Una malattia che non si cura.

Arcadio, l’Armadio di cristallo, avrebbe l’attimo per demolire il sortilegio, ma sbaglia l’angolo.

E così il veterano diciottenne stabiese, festeggia le sue 100 presenze in A,  nega il goal e scolora le residue illusioni di primato.

I tifosi sperano nell’altro stabiese che scende allo Stadium.

Douglas Costa stellare

Ma qui protagonista è un Douglas Costa stellare. 

Basta lui da solo per sbranare i ciclisti.

E chiudere pressoché definitivamente il discorso scudetto.

È di cattivo umore il vostro scriba.

E chiuderà con una nota piena di retorica carpita a un quotidiano della capitale.

Il tredicenne Niccolò

Niccolò ha 13 anni e gioca da attaccante nella Pelota Fc Aprilia.

L’arbitro fischia un rigore a favore della squadra di Niccolò.

Il ragazzino allarga le braccia incredulo.

Poi va sul dischetto e manda fuori di proposito.

Applausi da parte degli avversari e dei compagni.

Segnerà tre goal in quella partita.

Ma di mettere dentro un rigore inesistente proprio non se la sentiva.

Purtroppo Niccolò tredicenne da Aprilia è un’eccezione.

La regola è Buffon Gianluigi quarantenne eroe nazionale da Carrara.

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  1. Ok, avra’ anche fatto il bel gesto, ma poi ha rovinato tutto dicendo che anche Ronaldo avrebbe dovuto fare lo stesso. Ovviamente si sa dove batte il suo cuore.

  2. amempiacujazz 17 aprile 2018, 12:02

    #chiamaNiccolòodiaJoseMaria

  3. Grande Niccoló!

  4. avanti un altro

  5. Gennaro Russo 16 aprile 2018, 18:21

    Facciamo uno sforzo, un grosso sforzo, ma possiamo. Possiamo tutti diventare dei Niccolò.
    Forza Napoli Sempre.

  6. La regola è di tutti quelli che fanno i cascatori.

  7. Non vale per Buffon e persone come lui. Grande Niccolò, sporcarsi per uno sporco rigore non ne vale la pena tu sei un grande e fai lo stesso gol, anzi 3 gol. Buffon hai capito? impara se ci riesci, se ci riesci invece di offendere persone di 33 anni che per te sono bambini, parlo dell’ottimo arbitro inglese di Champions. Offese da te, non proprio esemplari, riguardo il tuo passato come uomo e come calciatore, ancora un po e togliamo pure il tuo disturbo.

    • leonardo di giammartino 16 aprile 2018, 18:55

      Guarda per quanto possa odiare Buffon umanamente e soprattutto politicamente, quell’arbitro lì veramente non c’ha capito un cazzo dalla gestione dei cartellini in poi e non dico che abbia avvantaggiato il Real, ma semplicemente che non ha saputo leggere la partita, alcuni cartellini non c’erano, ce n’erano altri, soprattutto se hai le palle di fischiare quel rigore, vai da Benatia lo ammonisci e lo cacci, è stato questo il segnale che ha fatto capire ai calciatori quanto lui non fosse certo.

      • Ma quale segnale, che appena ha fischiato è stato letteralmente assalito (circondato, spintonato, e con tre quattro teste di energumeni che gli urlavano a pochi centimetri dalla sua)…gli sarà anche passata di mente l’ammonizione a Benatia!…ed il fatto che molti abbiano trovato assurda l’espulsione di Buffon (lì non si espelle per “proteste”!) la dice lunga su come in Italia questi ceffi abbiano carta bianca ad intimidire gli arbitri con comportamenti assolutamente fuori da ogni regola

        • bravo

        • leonardo di giammartino 18 aprile 2018, 18:38

          Non dico questo e lungi da me difendere Buffon. Se parlate con qualche vostro amico che abbia arbitrato a buoni livelli sa benissimo che non era così che doveva comportarsi. Fischi il rigore, indichi il dischetto (da lontano), vai tu da Benatia (giallo e seconda espulsione), ti giri e te ne vai non rimani lì o cammini all’indietro te lo insegnano dal primo giorno di corso. Secondo me ha peccato di personalità, poi io non ho espresso alcun giudizio sulla Juve in campionato o sui favori arbitrali che abbia ottenuto o subito. Tifo Napoli e non mi interessa niente degli altri, l’unico episodio che per me è stato fortemente condizionante e di cui purtroppo non ho trovato traccia sul giornale è stato il fallo di Benatia su Savic in Lazio-Juve, nella fatidica giornata dove abbiamo perso lo scudetto.
          Saluti.

    • Errato… sara’ sempre fra le palle…

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