A Cracco i soldi e la fama, a Napoli l’estetica della pizza

L’ultima polemica riguarda la pizza già bocciata in fotografia. Napoli stabilisce le regole, come accade per il calcio. Il bel gioco è nostro, intanto gli altri vincono a Wembley

A Cracco i soldi e la fama, a Napoli l’estetica della pizza
La pizza di Cracco nella fotografia di Fanpage

Il protezionismo economico e culturale

È costato un vistoso anatema su Instagram l’ultima insolenza di Carlo Cracco che, addirittura nel suo ristorante di Milano (come documentato da Fanpage), ha rivisitato la sacra pizza in chiave personale e lontana anni luce dalla intoccabile ortodossia napoletana. Il celebre signore è un cuoco stellato – ovverosia insignito del massimo titolo nobiliare di questi tempi in Italia, persino giudice emerito di una trasmissione di enorme successo nazionale, dunque strenuamente invidiato in tutto lo stivale – che vende questa eresia culinaria a ben, pare, sedici euro – un prezzo al di fuori di qualunque metro inviolabile stabilito dai massimi esperti di pizza nel mondo, cioè i partenopei.

È il nostro destino quello di rinchiuderci in ogni protezionismo, economico e culturale, di fronte al mondo che avanza qualche passo. E a nulla vale che un pizzaiolo come Sorbillo dica che, si perdoni la blasfemia, la pizza di Cracco sia addirittura buona: anche Sorbillo vive sul confine estremo del tradimento culinario, visto che il suo nome si annovera tra quelli che hanno vissuto come insufficiente il centro storico di Napoli – notoriamente anche centro dell’universo – sentendo lo strisciante e infame bisogno di aprire un altro locale lombardo, ingenerando così più di qualche legittimo scetticismo nel sinedrio gastronomico napoletano.

Nessuno l’ha mangiata

Quella pizza nessuno dei critici l’ha mangiata, ma una foto basta e avanza. Somiglia a una ruota di scorta, a un vezzo di nordista, a una pasta col pomodoro che niente capisce del campionato partenopeo. E ancora meno conta che Cracco, anche grazie a questa rivisitazione, sia diventato ricco sfondato, semplicemente seguendo le regole del gioco, mentre tra i nostri pizzaioli non se ne conosca neanche uno più che benestante. Il cuoco eretico vincerà in rimonta a Wembley, ma non avrà mai l’estetica superiore della pizza da cinque euro alla ferrovia, quella di fronte al quale si inchina l’Unesco protettore del possesso palla.

Rimaniamo tra di noi, tra pochi intimi

È il nostro dovere quello di rintanarci e vivere sempre inventandoci regole nuove, che non segue nessuno ma che ci fanno assai felici. Abbiamo il bel gioco e la pizza migliore, peccato che nel mondo se ne infischino. Peccato anche che si dia tutti al cuoco sfruttatore che lucra sulla nostra passione, e non si capisca che se la nostra pizza è arte allora andrebbe pagata venti euro a trancio, ben più di quanto richieda il sofisticato gourmet. Niente. Rimaniamo tra di noi, tra pochi intimi. Basti pure una pacca sulla spalla all’amico pizzaiolo sottopagato dall’Unesco e si rida sulle nostre bacheche del finto raffinato milanese.

Lui continua a vincere i campionati. Noi continuiamo a sentirci re santificando le margherite sottopagate.

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  1. Potrebbe sembrare un ossimoro ma se le tradizioni non si evolvono, muoiono.
    D’altra parte la stessa pizza si e’ costantemente evoluta nel tempo.
    Non so come sia quella di Cracco ma la rivolta mediatica dei difensori della tradizione e’ abbastanza triste.
    Comunque Cracco e’ bravo, ma non abbastanza da meritare la fama che ha. Almeno secondo me.

  2. Delirio divertente. Però se ha la ricetta per aprirci al mondo e vincere gli scudetti per favore ce la spieghi.

  3. Mivedo Lapartita 12 marzo 2018, 16:09

    mamma mia o fridd ncuol sul a vederla

  4. Leggendo questo pastrocchio mi è tornato alla memoria quello sketch dei Trettré di fine Anni 80: a me… me pare propria na… ecc ecc. Cmq pare che Bellavia, Scaturchio & co. si stiano attrezzando: tra qualche giorno lanceranno un babà marrone e con forma cilindrica e arrotondata, prezzo consigliato 7 euro (+ 2 euro per carta igienica bio in omaggio ). Cmq a. Parigi già è di moda la baguette quadrata, nelle capitali dell’Europa centrale (che il buon Raniero si vanta di frequentare) il gelato al gulash mentre chef stellati stanno lavorando alacremente allo stinco di maiale vegano. Il tutto a prezzi 4 volte superiori agli attuali, perché a noi chi non è ricco e chi non vince ci fa schifo… Che bello

  5. Gianni Staiano 12 marzo 2018, 2:16

    Krakko può cucinare quello che vuole e venderlo al prezzo che vuole e dare al suo prodotto il nome che vuole. Quello che non può fare è insozzare storia, tradizioni, culture di luoghi di cui sembra non avere nessuna dimestichezza. E poi, un pensiero : ma Napoli senza le sue tradizioni, usi e costumi che cosa sarebbe se non un conglomerato di cementi ?

  6. Sergio Travi 11 marzo 2018, 23:26

    Oggi, sulla BBC. Provvederò a girare l’eventuale commento del Virgilio di Cornovaglia…
    http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-cornwall-43363435

  7. mauro nardos 11 marzo 2018, 22:58

    L´arroganza é una delle piú brutte cose del mondo per me signor Virgilio…
    Mi ricorda mio cognato che diceva sempre :” ma quand mai hann magnat cucenat chisti cá”.
    Forse esagero ma in parte la nostra cittá non cresce proprio per questa mentalitá che lei, nel suo articolo cosi ben rappresenta.
    Siamo una cittá di mare, da sempre crogiolo di culture, smettiamola con questo sciovinismo spicciolo da piccoli individui.

  8. 15 giorni fa, trovandomi a Milano per lavoro, sono andato, insieme a 3 colleghi, a mangiare una pizza da Michele (franchising della nostra famosa pizzeria) a piazza della repubblica. Ingredienti uguali a quelli di Napoli pizza da 7,5 (a quella di Napoli do 8,5) al costo di 8/9 euro, circa il doppio di quanto costa qui. Era martedì, il locale, che è molto grande era pieno e fuori c’erano 50 persone in attesa. Lizza possiamo esportata noi e viene apprezzata. Parliamo di questo, invece che della focaccia di cracco

  9. Alfonso De Vito 11 marzo 2018, 20:04

    Il parallelo tra la pizza di Cracco e la Juventus è consolante.. ma temo che la juventus sia molto di più di un piatto che puoi vendere a quel prezzo solo se hai la notorietà di masterchef, amici o l’isola dei famosi… Cracco ha in realtà una sola stella al suo ristorante bistro’, non è neanche tra i venti ristoranti più importanti di Milano. Ma vende una bottiglietta d’acqua da mezzo litro a 4 euro, buon per lui ma non mi pare chissà che vanto… La juventus invece ha un mucchio di campioni pagati fior di milioni e fattura il doppio di qualunque rivale in campionato. Il Napoli ha forse il gioco più organizzato della serie A, riconosciuto da tutti e che solo il nostro provincialismo ci fa mettere in discussione. Quelli hanno i giocatori più forti e nove su dieci vincono. Chest’è

  10. Vabbe’ ma sia la pizza che certe partite della Juve fanno ca….re,ed io sono Juventino…

  11. stefano de simone 11 marzo 2018, 19:41

    Polemiche inutili. .. quella pizza è inguardabile e , se l’occhio vuole la sua parte, anche immangiabile ,se ti siedi a tavola con l’idea di mangiare una pizza margherita . Cracco ha tutto il diritto di fare le sue sperimentazioni culinarie e chi vuole di provarle e vincerà pure le champions, ma io preferisco rimanere in serie B gustandomi una gustosa margherita piegata a portafoglio.

  12. ma voi mangereste una pizza come quella della foto ? la pizza è l’esempio più semplice di come estetica e gusto vanno a braccetto e vincono. e non hanno bisogno neppure di rivisitazioni. con buona pace degli chef stellati.

  13. Luciana Calienno 11 marzo 2018, 17:14

    Tu devi avere un’ossessione. Mi ripeto, ma a quasi tutti i
    tuoi articoli si addice questa citazione:

    “Il più evidente sintomo di provincialismo è il timore del
    provincialismo e la spasmodica cura di evitarlo” (Mario Soldati)

    • No Euro, No Nato, No Europa, No alla pizza di Cracco, No a No, No a una sciammeria, No al caffè, No all’aria, No al supersantos, No a Babbo Natale.

  14. Francesco Sisto 11 marzo 2018, 16:38

    É il clasico provincialusmo napoletano (ed italiano), perche, parluamoci chiaramente, la cultura, le tradizioni, portono anche a dei tabù, per i quali tutto deve essere e rimanare lo stesso, nei secoli dei secoli.
    Un mio amico cuoco (napoletanissimo) mi diceva:” non importa come la fai, la pasta e fagioli, l’importante é che sia saporita”
    La pizza si puo fare in tantissimi modi, d’altronde, anche nella tradizione nepoletana esistono diversi tipi di pizze, quindi non vedo perche non se ne possano inventare altre, premettendo che siano buone.

  15. giancarlo percuoco 11 marzo 2018, 16:25

    mi meraviglio che su quella pizza non ci sia l’ananas.

  16. Gennaro Russo 11 marzo 2018, 16:16

    Hanno i soldi per comprare i migliori (e levare i migliori calciatori a chi, più o meno, tenta di avvicinarglisi), e in più il Potere per farsi dare qualche aiuto, quando non ce la fanno con le loro forze. Questo almeno e’ quanto avviene in Italia.

  17. Seguo il tuo ragionamento e lo condivido. L’analogia calcistica mi sembra un po’ forzata, onestamente.

  18. Virgilio sei il solito reazionario che nega la grandezza e la centralità di Napoli nel mondo. De Magistris e le truppe cammellate di “Don’t cry for me Rotonda di Vigliena pizzafritta” ti hanno già cancellato dai registri delle nascite di Napoli… #ruotinodiscorta #lapizzadicracco #napolinelmonto

  19. Oppure, in maniera molto meno contorta, sarà buonissima ma merita un altro nome.
    Ennesimo post volutamente provocatorio. E io che abbocco pure a commentarlo…

  20. Pietro Avossa 11 marzo 2018, 11:31

    Egregio sig. Virgilio, la differenza tra la pizza di Cracco e la pizza napoletana, così come quella tra il brutto gioco che vince ed il bel gioco che non vince, è esattamente spiegata nel bellissimo saggio di Erich Fromm “Avere o essere?”, di cui mi permetto di consigliarle la lettura.

    • temo sia un po’ troppo complicata come lettura per il nostro virgilio……..

  21. Eugenio Angelillo 11 marzo 2018, 11:16

    ci sarebbero diversi appunti da fare, mi limiterò a farne due
    1) la pietanza cucinata a Wembley è il meglio della tradizione italiana: catenaccio, 2 tiri in porta, catenaccio di nuovo. Fatta bene è qualcosa che ti porta in finale ma poi, se non presenti qualcosa di diverso dalla tradizione è facile che perdi se i tuoi avversari non fanno harakiri
    2) Cracco&C ci hanno fatto 2 zebedei così sulla presentazione del piatto, che nella fattispecie è proprio orrido, e nulla conta il fatto di non averlo assaporato. La presentazione è brutta assai e ve lo mangiate solo perchè lo pagate 16 euro da Cracco. Se lo faceva la vostra signora menavate il piatto fuori dalla finestra.

    • grande, perfetto. Cito e ripeto solo il secondo punto, dedicandolo ai radical chic alla R. Virgilio: “La presentazione è brutta assai e ve lo mangiate solo perché lo pagate 16 euro da Cracco. Se lo faceva la vostra signora menavate il piatto fuori dalla finestra.”

  22. Salgo Palazzi 11 marzo 2018, 10:04

    Ho aperto l’articolo per sbaglio, non sapendo chi o cosa stessi leggendo. Dopo 5 righe di scemenze, e mi perdoni Signor Virgilio, ho pensato “questo è Virgilio”
    A mio avviso, ipermodesto, ci sono diverse cose “che non vanno” con la “pizza di Cracco”
    Poi vabbeh, i paragoni con il mondo del calcio sono un delirio che boh, quantomeno complimenti per la fantasia

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