L’Inter vive una crisi offensiva, ma è ancora imbattuta contro le grandi

Due vittorie totali e 9 gol nelle ultime 13 partite in tutte le competizioni: le difficoltà dell’Inter abitano in attacco, ma contro il Napoli Spalletti ritroverà Icardi.

L’Inter vive una crisi offensiva, ma è ancora imbattuta contro le grandi

Una squadra a due facce

Sembra assurdo, eppure l’Inter è l’unica squadra del campionato di Serie A a non aver mai perso uno scontro diretto. Ha battuto il Milan e la Roma, ha pareggiato contro Napoli, Juventus, Lazio e di nuovo Roma. Eppure è lontanissima dalla vetta, eppure viene raccontata da tutti come una squadra in crisi.

In realtà, anche la seconda parte del discorso è vera. L’Inter vive un periodo di enorme difficoltà realizzativa, è questa la miglior definizione possibile per inquadrare la squadra di Spalletti. Che, in questo momento, arriva da una striscia di due vittorie e 9 gol segnati nelle ultime 13 partite tra campionato e Coppa Italia. Poco, troppo poco, considerando soprattutto che due di questi 9 gol sono stati segnati al Benevento in occasione dell’ultima partita di campionato.

La mancanza di alternative offensive

L’Inter vive su questo paradosso: è una squadra che vince pochissimo e perde pochissimo, che segna un numero basso di gol ma ne concede ancora meno. Ovviamente, si tratta di una condizione indotta più che ricercata, nel senso che Spalletti non è un tecnico che ama il calcio reattivo. Anzi, l’esatto contrario: l’ex allenatore della Roma ha sempre preferito un gioco diretto, offensivo, e se non offensivo comunque proattivo e legato all’idea di autodeterminazione del risultato attraverso principi e soluzioni riconoscibili. Anche l’Inter aveva avuto un inizio incoraggiante in questo senso, fino a un girone fa la squadra contendeva a Napoli e Juventus la vetta della classifica ed esprimeva un calcio non indimenticabile ma almeno redditizio, efficace, sublimato nella qualità offensiva di Icardi ma comunque in grado di innescarlo.

Oggi, la situazione sembra più oscura, più difficile. Certo, ha inciso e sta incidendo la condizione pessima dei due calciatori con le maggiori attribuzioni creative, Perisic e Candreva (zero gol e zero assist, per entrambi, addirittura da Inter-Udinese), esattamente come l’assenza dello stesso Icardi – che rientrerà proprio contro il Napoli. Allo stesso modo, però, l’Inter è parsa corta come alternative di gioco per differenziare la manovra offensiva. Non è un caso che, al netto delle rotazioni basiche, i cambiamenti di Spalletti nella formazione titolare siano stati indirizzati soprattutto sul reparto offensivo. La tentazione-Rafinha; il possibile (e già sperimentato) inserimento di Karamoh; la continua rotazione del trequartitsta centrale del 4-2-3-1; l’inserimento progressivo di un terzino molto offensivo come Cancelo. Ecco, sono tutti indizi rispetto alla scarsa fluidità di un gioco d’attacco che, in mancanza di un contributo palpabile dei laterali, diventa davvero scheletrico.

Il Napoli

Certo, per il Napoli la trasferta di San Siro resta comunque complicata. Non fosse altro che per la legge dei grandi numeri, nel senso che prima o poi Perisic e Candreva dovranno risvegliarsi da questo torpore.

Al di là della cabala, il Napoli dovrà giocare una partita accorta per evitare brutte sorprese. L’Inter di Spalletti resta una squadra in grado di colpire e fare male seguendo tracce di gioco verticali, così come professato dal suo tecnico. Sarà fondamentale tenere alte le percentuali di precisione dei passaggi, in modo da non lasciare campo aperto alle transizioni degli esterni. Allo stesso modo, il dispositivo di pressing dovrà essere più preciso che all’andata, quando una delle chiavi dello 0-0 fu proprio la costruzione bassa dell’Inter, attuata in modo preciso da Skriniar, Miranda, Handanovic e poi dagli altri calciatori a supporto.

Icardi

Infine, nuovo scontro Koulibaly-Icardi. È uno dei duelli con i valori assoluti più alti dell’intero torneo, si affrontano due calciatori con abilità e potenzialità tali da aspirare a giocare nei club più importanti al mondo. Sarà interessante capire qual è la condizione del centravanti argentino dopo oltre un mese di inattività. Così come sarà bello verificare l’approccio dell’Inter in relazione a una partita difficile dopo un periodo di grossa difficoltà offensiva. Magari proprio l’ingresso di Icardi può e potrà restituire ai nerazzurri l’ispirazione migliore per il gioco d’attacco. Appuntamento a San Siro, domenica sera. Sarà una partita bella, sarà una partita decisiva.

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