L’Inghilterra attacca la simulazione di Welbeck: critiche da quotidiani e opinionisti

Anche in Inghilterra simulano, ma non è questo il punto: la condanna degli addetti ai lavori è totale, non negoziabile. Welbeck attaccato dai media e dagli ex calciatori.

L’Inghilterra attacca la simulazione di Welbeck: critiche da quotidiani e opinionisti

Reazioni e interviste

Basta fare un giro su Twitter, per intercettare le prime pagine dei giornali inglesi. E per verificare che sono tutte, più o meno, dedicate al caso-Welbeck. La presenza del Milan ha fatto avvertire forte l’eco dell’episodio arbitrale anche in Italia, solo che da noi la chiave di lettura è legata all’assenza (rimpianto) del Var. In Gran Bretagna, invece, c’è una pubblica accusa per la simulazione dell’attaccante dell’Arsenal. Il verbo “to dive”, letteralmente “tuffarsi”, è presente in tutte le declinazioni possibili.

Qualche esempio

Le altre reazioni del postpartita sono state varie, a cominciare dall’indignazione dei tifosi dell’Arsenal nei confronti del proprio giocatore. Lo riporta il Telegraph, che dà spazio anche alle dichiarazioni di Wenger. Diversamente da quanto avviene in Italia, i tecnici inglesi sono invitati a punire – o comunque a redarguire – i calciatori che simulano. Probabilmente, è l’unica differenza che passa tra il nostro sistema calcistico e quello britannico, al di là di una sportività “di facciata” che si rivela essere un mito nei momenti chiave, come ieri sera.

Le parole del manager francese vanno proprio in questa direzione: «Non ho visto bene l’episodio. Quindi non so dirti quale siano le mie sensazioni, in ogni caso il rigore è stato fischiato. Lo guarderò di nuovo, e comunicherò anche a Welbeck qual è il mio pensiero al riguardo». Sempre il Telegraph racconta il paradosso secondo cui proprio Wenger, a inizio stagione, aveva accusato i calciatori inglesi di essere dei simulatori. Il riferimento del suo attacco fu Raheem Sterling del Manchester City.

Anche Gattuso, ovviamente, è stato interpellato sul caso. Una settimana dopo il caso-Cahlanoglu (che abbiamo linkato precedentemente), il tecnico rossonero ha saggiamente evitato polemiche: «Non voglio alcun alibi e non voglio parlare di arbitri. Se un giocatore può sbagliare un gol, un arbitro può commettere un errore di valutazione. Welbeckè un attaccante, deve fare proprio questo. Io, da calciatore, cercavo sempre di sfruttare al meglio ogni situazione. Non possiamo usarlo come riferimento per il calcio inglese. C’è una buona cultura di fair play in Inghilterra». Difficile aggiungere altro.

Ci sono altri esempi di critica nei confronti dell’attaccante dell’Arsenal: il Guardian, ma anche le parole di Shearer, Lineker e dell’ex allenatore giovanile di Welbeck(al Manchester United), Brian McClair. I termini più usati? “Delusione” e ogni declinazione possibile del verbo “to Dive”, tuffarsi. Non era difficile arrivarci.

 

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