Basta un furto al Milan, e oplà: Caressa e Gazzetta vogliono il Var in Europa

In Italia sta sparendo nel silenzio dei media, poi basta il tuffo di Welbeck. La Gazzetta scrive che il Medioevo è finito da un pezzo

Basta un furto al Milan, e oplà: Caressa e Gazzetta vogliono il Var in Europa

Due pesi, due misure

Basta poco per ascoltare i giornalisti italiani reclamare a gran voce il Var. Basta che si giochi Arsenal-Milan di Europa League e che sullo 0-1 per i rossoneri il calciatore dei gunners Welbeck si tuffi in area e si procuri il rigore per l’1-1. Apriti cielo. Anche Fabio Caressa, sì Caressa, ha reclamato a gran voce il Var nelle coppe europee. E stamattina lo fa anche Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta:

Il replay del non rigore va somministrato in dosi massicce alle anime belle dell’anti- Var, quelli che «il monitor a bordo campo interrompe le emozioni». Vogliamo credere che con la voce del varista nell’orecchio, e senza un addizionale in confusione, l’arbitro Eriksson non avrebbe fatto scempio dell’evidenza e la serata si sarebbe incamminata su altri sentieri. Siamo nel 2018, il Medioevo è finito da un pezzo, l’Uefa è pregata di accelerare l’introduzione della Var nelle coppe europee.

Anime belle che in Italia hanno nella Juventus il capofila e negli arbitri riottosi gli esecutori materiali. Piano piano, dolce dolce, stanno facendo sparire il Var in Serie A. Forse siamo stati distratti, ma – tranne rare eccezioni – non abbiamo letto editoriali indignati né ascoltato reprimende in tv.

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