Mertens: «La bellezza è vincere»

Intervistato dal Mattino: «Una sciocchezza che pensiamo solo al campionato, Sarri ha dato un dna importante alla squadra».

Mertens: «La bellezza è vincere»
Mertens (Carlo Hermann)

L’intervista a Il Mattino

Parla Dries Mertens, intervistato da Il Mattino: «La bellezza del calcio è vincere. Il Napoli riesce a vincere soltanto attraverso il suo gioco. Sarri ha lavorato molto dal punto di vista dell’identità, ha dato un Dna preciso a questa squadra. Ed è un bel Dna. A noi attaccanti non pesa difendere, fare dei sacrifici per la squadra. Qualche volta è bello recuperare una palla a centrocampo, quasi come un assist».

La stagione, la Champions e lo scudetto: «Per quanto riguarda l’eliminazione in Europa, è stata anche colpa della sfortuna. Con lo Shakhtar alla prima giornata abbiamo sfiorato tante volte il 2-2, se non avessimo perso in Ucraina alla prima giornata, il turno lo avremmo passato noi. I rimpianti sono tanti. Europa League? Una sciocchezza che pensiamo solo al campionato. Vogliamo andare avanti nei tornei internazionali». Da questo punto di vista, Mertens è perfettamente d’accordo con Insigne (qui la sua intervista a France Football).

Il nuovo ruolo da centravanti: «Se Sarri mi chiedesse di tornare sulla fascia? Per lo scudetto faccio il terzino, anche il portiere. Anche se Reina non sarebbe felice. I gol? Non sono tutti uguali, alcuni sono più belli degli altri. Anche se il migliore resta quello che ti fa vincere una partita. Il gol di Bergamo? Una liberazione, non riuscivo più a sentire la storia del digiuno.  C’era una emozione speciale, ci ho messo tutta la rabbia che avevo dentro quando ho scoccato il tiro. Bellezza estetica? Quello all’Olimpico contro la Lazio resta ancora il mio preferito. Mi sono superato, è stato un lampo. Nemmeno io riuscivo ad immaginare quello che stavo facendo».

Il mercato

Verdi e le offerte dalla Cina: «Verdi ha fatto una scelta personale. E noi l’abbiamo accettata. Sono sicuro che avrà un grande futuro. Magari viene in estate qua… Sulla Cina posso dire che l’anno scorso mi hanno cercato. Quest’anno non mi ha chiamato nessuno. Le tentazioni ci sono state ed è normale, umano, pensarci. Ma io volevo continuare a stare qui. E voglio stare ancora qui. Sono molto contento, sto giocando e mi diverto in campo. La clausola? Non so se è alta o bassa, dipende da cosa pensano gli altri».

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