Dalla parte dei tassisti onesti, e poche regole per tutelarsi da quelli disonesti

La piaga dell’abusivismo, la necessità di denunciare i tassisti che contravvengono alle regole. E che fanno male a un’intera categoria.

Dalla parte dei tassisti onesti, e poche regole per tutelarsi da quelli disonesti

La necessità di denunciare

L’altra faccia dei tassisti che Napoli non conosce è fatta di uomini schiacciati da colleghi che se ne fregano della correttezza, dell’etica e del servizio pubblico, e condannano una categoria intera. Il 31 Dicembre, cosi come i trasporti pubblici generali, anche i taxi si ritirano, o meglio, vivono di “libertà” di turnazione, e non garantiscono la presenza su piazza. Le lamentele, giuste per l’assenza di servizio, devono però mettere in conto che cosi come le ferrovie, la Anm, la Eav, anche la categoria delle auto pubbliche sceglie di non lavorare nella totale libertà di cui godono i lavoratori autonomi. Un altro tema triste e al quale bisogna apporre un distinguo importante, è quello degli esosi costi che taluni impongono ai clienti in questi giorni.

Lo sciacallaggio va punito denunciando, dove aver appuntato il numero di licenza, agli uffici del Corso Pubblico o ai carabinieri, e rifiutandosi di pagare la tariffa fissa se non regolamentata da apposite tabelle apposte dietro ai sediolini. Parlarne dopo, lamentarsi sui social, attaccare random, non aiuta e non tutela la città e il servizio nella sua totalità. Vanno denunciati cosi come va denunciata una truffa, con forza, fermezza e in legalità.

La piaga dell’abusivismo

C’è un’altra realtà, che il Comune fa finta di non vedere, e che i cittadini ignorano. Ma che rappresenta piaga per quei tassisti onesti che lottano ogni anno con istituzioni che non gli facilitano il lavoro. Gli abusivi, o quei taxi di altri comuni, che in maniera illegale lavorano nella città di Napoli. Li vedi alla stazione, entrano sino ai binari, e offrono passaggi ai passeggeri che scendono dai treni, e di solito non rispettano regole e canoni dei taxi ufficiali, creando cosi una confusione che danneggia l’immagine della città e della categoria.

Abbiamo sentito diversi tassisti, in seguito alla denuncia social fatta dall’Altro Napolista, e questi ci hanno indicato la maniera corretta per prendere un Taxi senza rischiare di essere truffati:

  1. Tutti i Taxi sono muniti da numero di licenza, che è segnato sulla portiera e all’interno della vettura. Appuntarlo. Può tornare utile per denunciare truffe, abusi o nel caso di oggetti smarriti.
  2. Le tariffe sono regolamentate da tabelle apposte nella vettura. Il tassista non può rifiutarsi di applicarle. Nel caso, non si volesse usare la tariffa fissa, è obbligatorio l’uso del tassametro.
  3. Tutti i Taxi che non hanno la dicitura “Comune di Napoli” non sono tenuti a svolgere l’attività. Sono abusivi o illegali sul territorio cittadino poiché di altri comuni. Nel caso, denunciarli alle apposite autorità.
  4. Il tassista può essere denunciato anche per rifiuto di noleggio. Nella fattispecie ” Se non mi dà venti euro, non la porto”. È un abuso perseguibile. Prendere nota del numero e denunciare.

Alcuni punti salienti a tutela dei cittadini e di quei tassisti che svolgono il proprio lavoro nel rispetto delle regole. E spesso sono le prime vittime di un sistema marcio , gestito in maniera ancora peggiore.

ilnapolista © riproduzione riservata