Atterrare a Napoli la sera del 31 dicembre, la notte del far west dei taxi

I turisti sbarcati all’aeroporto alla mercè dei tassisti senza tassametro e senza tariffario dei percorsi fissi. In quattro al Vomero in una sola macchina: 30 euro a testa.

Atterrare a Napoli la sera del 31 dicembre, la notte del far west dei taxi

Alle ore 21 del 31 dicembre 2017, Francesco, Arianna e i due figli atterrano a Capodichino da Siviglia. E’ la sera di Capodanno. Recuperano i bagagli e si avviano verso l’area taxi per tornare a casa.

I negozi e i punti ristoro dell’aeroporto sono chiusi. Fuori è tutto buio, l’umidità tagliente appiattisce nella nebbia un orizzonte di nulla. C’è il silenzio dei cenoni che si consumano lontani.

I passeggeri del volo Ryanair trovano alla banchina di attesa quelli che poco prima erano atterrati da Milano e da Tolosa. I turisti stranieri vagano alla ricerca di una qualche indicazione utile a raggiungere la città.

L’unica opzione: i taxi

Il povero metronotte – catapultato dal destino nel ruolo di help desk improvvisato – prova a spiegargli in un idioma che fa tanto italoamericano del Bronx che l’unica opzione sono i taxi. Nessuna navetta, nessun autobus. Solo i taxi.

Anzi, meglio: i taxi “liberati” di de Magistris. Perché il Comune, vista la chiusura totale di metro, funicolari e bus per la notte di Capodanno, ha pensato bene di “garantire” il servizio pubblico affidandolo al privato. Ovvero il singolo tassista, per una notte “libero professionista”, autorizzato a procacciarsi il lavoro a radio-taxi spento, senza vincolo di turnazione.

Tutti in coda

La coda si allunga per ogni volo che atterra. Dopo “il Siviglia”, arriveranno i voli Easyjet da Milano e Amsterdam e ancora altri due Alitalia da Palermo e Roma. Dalla foschia ogni tanto spunta una macchina.

Ma visto che è la sera di Capodanno e vige il “liberi tutti” istituzionale, i tassisti se la gestiscono alla vecchia maniera: raggruppano i viaggiatori per zone di destinazione inventandosi un car pooling a pagamento, imposto. Se sei sfortunato, sei da solo, e nessun altro va nella tua zona, aspetti. O così o resti a terra, nel nulla di Capodichino. Ma la tariffa fissa, quella no, non si divide. E così quattro persone sconosciute costrette a condividere la stessa auto per raggiungere il Vomero pagano 30 euro a testa, non i 30 euro che costerebbe la tratta intera.

Il tassista libero imprenditore

Il tassista libero imprenditore – per una corsa che durerà 10 minuti in tutto – guadagna 120 euro. Il tassametro è spento, la radio è spenta, il cartello delle tariffe obbligatorio per legge all’interno dell’abitacolo è sparito. È la notte di Capodanno, il far west del trasporto pubblico. Il conducente, tra l’altro, si lamenta pure: “Dotto’, a voi non vi piacerebbe stare a casa a mangiare con la vostra famiglia stasera? E invece noi lavoriamo…”. Sì, senza imposizioni, senza turni, senza regole, guadagnando 120 euro ogni 10 minuti. Chiedendo ai “clienti” pure l’euro per il pedaggio in Tangenziale. E con lo spirito di sacrificio di un medico di turno al pronto soccorso.

Liberi. Liberati. Dalla concorrenza di Uber, nel resto del Paese, e a Napoli pure da quella dei mezzi tradizionali, per quanto scalcagnati e malfunzionanti.

Paradossalmente i taxi al lavoro da e per l’aeroporto sono pochissimi, perché tutti gli altri “volontari” del trasporto pubblico battono la città alla ricerca dei 50.000 turisti che vagano appiedati dalla serrata dei mezzi.

Ricapitolando: il Comune di Napoli non trova l’accordo con i dipendenti di Anm (usati tra l’altro come capro espiatorio della vicenda) e lascia la città senza trasporti a Capodanno, poi per tappare la falla liberalizza i taxi, mollando cittadini e turisti in balia dello spirito d’impresa dei tassisti, e delle loro regole senza controllo alcuno. A fari spenti, nella notte. Che è passata pure stavolta, figurarsi.

Naples, contea di Collier, Florida, USA

Ieri, 31 dicembre 2017, Luigi De Magistris, scriveva su Repubblica con un tempismo mozzafiato: “Il 2018 dovrà essere l’anno della svolta per il trasporto pubblico a Napoli. Questa è la priorità assoluta”. E ancora: “Napoli ha saputo riscattarsi da sola e adesso può mettere questo bagaglio di esperienza e competenza al centro dibattito pubblico”.

Parla di Naples, contea di Collier, Florida, USA. Altrimenti non si spiega.

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  1. antonio romano 4 gennaio 2018, 12:04

    basta parlare male della gente ,della citta , del sindaco , e ti sei guadagnato il tozzo di pane , ca te putess ire stuort .

  2. guardi che a me è capitata la stessa cosa a new york nel 2014. ed allora ???

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