Sibilia: «Gravina e Tommasi incoerenti, la priorità è rilanciare i vivai e la Nazionale»

Il candidato alla presidenza Figc parla al Corriere della Sera: «Ci sono soggetti in campo che tirano acqua al proprio mulino e non aggiungo altro».

Sibilia: «Gravina e Tommasi incoerenti, la priorità è rilanciare i vivai e la Nazionale»

L’intervista al Corriere della Sera

«Mi accusano di essere conservatore, ma chi si proclama riformista è da almeno trent’anni sul carrozzone». È la frase chiave di Cosimo Sibilia, candidato presidente della Figc “contro” Gravina e Tommasi. Sibilia, però, è stato anche vicario di Tavecchio. L’intervista del Corriere della Sera parte proprio dal rapporto “particolare” con il presidente dimissionario della Federcalcio, il giorno dopo la notizia della sua possibile elezione a capo della Lega Serie A: «Carlo ha fatto un buon lavoro ed è stato condannato dal risultato sportivo: lui e Ventura sono i soli ad aver pagato il fallimento che invece ha molti più padri… Io non sono amico o nemico di Tavecchio. Sono solo stato chiaro. Non ho tradito nessuno. Durante la crisi, davanti a testimoni, ho spiegato a Carlo che non poteva andare avanti solo con i Dilettanti. Quando Gravina ha fatto un passo indietro, mi sono
dovuto adeguare. Poi, la decisione è stata presa dal Consiglio della Lnd».

L’alleanza Tommasi-Gravina: «Sono incoerenti. Soprattutto Damiano. Venerdì gli ho proposto un’intesa in cui i calciatori avrebbero avuto un ruolo centrale e non solo nel club Italia. Mi sembrava che ci fosse un’apertura nei miei confronti e una convergenza su molti argomenti. Avevo capito che, in alternativa, Tommasi preferiva andare in fondo da solo e questo lo avrei accettato. Adesso, scopro che è pronto a unirsi a Gravina. Ci sono soggetti in campo che tirano acqua al proprio mulino e non aggiungo altro. Anche Ulivieri e Nicchi, che rappresentano allenatori e arbitri, sembrerebbero schierati con Gravina. Eppure anche loro, come me, facevano parte del precedente governo del calcio».

Lotito

Sibilia spiega il suo rapporto con Claudio Lotito: «Non ho strizzato l’occhio a nessuno e a Tommasi l’ho spiegato. La verità è che in questa contesa si cerca sempre il sensazionalismo. Lotito è un dirigente di qualità, avrà anche i suoi difetti, ma è stato capace di aggregare dieci società di A e altrettante di B. E se chi è vicino a lui mi vota io devo rifiutare? La verità è un’altra. Faccio politica da tanti anni e mai nessuno ha messo in discussione la mia autonomia, neppure Lotito. ».

Le prime urgenze di Sibilia (eventuale) presidente? «La centralità del Consiglio federale, il rilancio del settore giovanile e della Nazionale. Conte ct? È prematuro».

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