La notorietà della signora della pelliccetta scagnata è la foto dell’Italia

La sceneggiata della signora di Capodrise è finita anche sulla homepage di Repubblica, l’ha resa un personaggio, la fermano per strada per un selfie

La notorietà della signora della pelliccetta scagnata è la foto dell’Italia

L’ultimo fenomeno trash napoletano

Quando la signora della pelliccetta scagnata entrerà nello studio di Barbara D’Urso il cerchio si sarà chiuso, in pochi giorni. Nella consunzione dell’ultimo fenomeno trash napoletano passeremo ad un altro vischioso caso umano, dopo che la sceneggiata della casalinga di Capodrise (Voghera ormai è roba vintage, quasi di classe) per qualche inspiegabile ragione insita nel voyeurismo umano è stata filtrata dalla pomeridiana tv del dolore in chiave circense. Dopo aver silenziato a decine i gruppi whatsapp che rimbalzavano le gesta di Rosanna Gargiulo in un negozio di abbigliamento della Reggia Outlet di Marcianise, siamo finalmente al gran premio della montagna della visibilità popolare. A seguire, solo un lungo sospiro di sollievo nella lunga discesa verso l’oblio. Nel frattempo però sarebbe il caso di non farla morire invano questa vicenda.

La notorietà incombente

Perché anche noi, qui, non solo ne scriviamo ma di quella donna sguaiata mettiamo per iscritto nome e cognome. E lo facciamo perché ella stessa, dopo aver minacciato querele e denunce, non ha saputo sottrarsi – figurarsi – alla notorietà incombente da inconsapevole freak. Anzi, se l’è fatta piacere in un battibaleno. Al paese la gente la ferma per un selfie, manco fosse Hamsik. Radio Marte ha diffuso la suoneria col remix dello sfogo. Una discoteca del Vomero ha chiesto la sua disponibilità per una serata. Alzarsi due spiccioli non è mica un reato. Ognuno mette sul mercato la propria dignità al prezzo che vuole. E che Pomeriggio Cinque se ne prenda un pezzo è normale fisiologia della tv.

Black Mirror è ormai neorealista

Ma che un video rubato in barba ad ogni principio di privacy finisca per giorni sulla prima pagina online di Repubblica non è un dettaglio. È un sintomo. Significa che Black Mirror è ormai una serie tv neorealista, che il presente s’è mangiato la distopia, l’ha digerita, e ha fatto pure il ruttino. Il cameraman improvvisato ha mostrato un fiuto assassino che manco Jake Gyllenhaal in Nightcrawler, ma la diffusione pornografica di una scena tutto sommato privata non ha incontrato ostacoli. Come se l’etichetta “social” fosse il lasciapassare morale che disinnesca ogni filtro, pudore e deontologia. Repubblica, non l’eco di Capodrise.

L’etichetta che ci costruiamo ogni giorno

Una volta lì a macinare clic, la signora Rosanna Gargiulo non ha più molto da opporre in sua difesa: è main stream, altro che passamano sui social. E tutti a ridacchiare, a darsi di braccio, occhiolini a raffica, come per quei video pruriginosi che t’arrivano sul gruppo del fantacalcio mentre sei in riunione. La donna della pelliccetta scagnata nemmeno lo sa, forse, che in questo ruminare generale di buonsenso hanno trattato lei come una pezza lisa e consumata. Non made in China, no. Made in Italy e made in Naples. L’etichetta che ci costruiamo ogni giorno, purtroppo questa è.

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