Atalanta-Napoli 0-1, pagelle / I guanti di Reina, l’assist di Callejon e il tiro di Mertens

Allan come Totore Bagni. Mario Rui senza pause. L’intesa tra Insigne e Callejon. Sostanza Sarri

Atalanta-Napoli 0-1, pagelle / I guanti di Reina, l’assist di Callejon e il tiro di Mertens

REINA. I tre punti di oggi, i più importanti sinora, sono incisi a caratteri d’oro nei suoi guanti, con quella parata su Cristante. Venti minuti più tardi ne fa un’altra, sempre sull’indemoniato Cristante, meno difficile ma che conta eccome. Due parate, tre punti. Cari orobici prendete e portate a casa. Come titolò “Libero” del vostro illustre concittadino, salutateci tutte le vostre sorelle – 7

Tira fuori dal cilindro l’istinto di opporsi al sinistro improvviso di Cristante e lì fu Napoli – 7

Hysaj batte Gomez

HYSAJ. Più che una coperta, stende un copertone, in senso accrescitivo cara Ilaria, sulla sua fascia dove deambulano due tipetti come Spinazzola e Papu Gomez. E il gioco di coprire e occultare, pur senza spingere, gli riesce bene, talvolta ricorrendo alle maniere forti – 6,5

A tratti mette anche un po’ paura nella contesa con Gomez, Fabrizio, ma tiene perfettamente e a noi importa solo questo – 6

Il muro difensivo

ALBIOL. L’Ispanico provoca due scosse alle coronarie, per fortuna senza effetti nefasti per noi. Col piedone salva su Ilicic al 16’ del secondo tempo, indi il citato Papu gli carambola tra i piedi in area di rigore, ma senza contatto a rischio. Albiol contribuisce a tenere la linea altissima in una partita dura e intensa, e non è poco – 6,5

Ho annotato una terza, lieve scossa: quando al 32’ protegge la porta di Reina quasi scontrandosi con Rui. Pepe assiste alla scena cercando di capire dove andranno a parare – 6,5 

KOULIBALY. Cornelius lo circuisce con ancheggiamenti e lui mostra qualche incertezza. Talvolta la palla diventa rovente in fase di uscita ma su tutto e su tutti prevale la mezz’ora finale quando sembra caricato a molla e non ne sbaglia una di testa – 6,5

Cornelius il vichingo sembra una mammola, a confronto – 7

A Mario Rui il maggior numero di palloni giocati

MARIO RUI. Un’altra prestazione senza pause o amnesie per tutti i novanta minuti. Sorveglia il suo lato in maniera indefessa, si concede qualche anticipo e gioca pure una grande palla di prima per Insigne. D’accordo, oggi le fasce soffrono la pressione orobica che non lascia spazi decenti ma era fondamentale tenere e non cedere e in questo lui e Hysaj sono stati bravi – 6,5

Credo abbia toccato una quantità indicibile di palloni, oggi – 7

Totore Allan 

ALLAN. Sin dall’inizio mette gambe, cuore e cervello. Di fronte all’ennesima partita mostruosa di questa stagione a me, Ilaria cara, viene in mente Totore Bagni, inclusa la raggia per quella bottiglietta dei civili tifosi di Bergamo. E mi fermo qui – 7

È talmente mostruoso che secondo me merita un voto in più – 8

Protezione Jorginho

JORGINHO. È l’Uomo Ragno che difende e spezza l’ossessiva ripetitività dell’Atalanta. Si vede poco, anzi pochissimo ma si sente tantissimo. Tra lui e Ilicic sembra un gioco a somma zero ma alla fine tra le due osticità, dagli e dagli, prevale quella azzurra. Una sola sbavatura, quando rischia al 36’ nel torello d’uscita dalla difesa – 6,5

Una splendida partita difensiva, la sua. Dietro ad ogni grande squadra c’è sempre un gran faticatore: oggi lui – 7

ZIELINSKI. Il vestito di vice-Hamsik gli casca a pennello ma la cura di Cristante gli assorbe troppa energia. Eppure le sue occasioni, due per la precisione, ce l’ha: un tiro sparato alto da posizione promettente e un sombrero in area orobica senza degne conseguenze – 6,5

Sbuca dal nulla un paio di volte e questo ti fa capire che Sarri la partita l’ha studiata proprio bene – 6,5  

La maledizione di Rog 

ROG dal 41’ del secondo tempo. Al novantesimo scippa palla e si presenta solo soletto innanzi a Berisha e spreca tra le nostre maledizioni – 6

Mamma mia, Fabrizio, e quante ne abbiamo mandate! – 6  

Il senso della domenica 

CALLEJON. Una partita da manuale. A metà campo recupera una discreta quantità di pallone e lì davanti è l’azzurro più coinvolto o incisivo, per assist e conclusioni. Di suo, va su quel magnifico taglio di Insigne e Berisha ribatte. Poi serve a Mertens una palla che ricorderemo a lungo – 7

Ci sono assist che nella vita valgono più di un gol. Quello che lui mette in mezzo in una domenica che si è lentamente trasformata dal buio alla luce, dalla pioggia al sole, dall’umido al tepore, e che si conclude con la vittoria sull’ostica e temutissima Atalanta in una Bergamo in cui il sole fino a stamattina sembrava trionfare, Fabrizio, è uno di questi – 7

MAGGIO dal 46’ del secondo tempo. Entra in quel recupero interminabile, nel momento in cui il Maestro in panca grida ciò che gli dice la pancia e non la testa: “Buttate la palla avanti”. E abbiamo detto tutto – senza voto

Qualsiasi cosa serva a far riciatare uno che ha fatto un assist come quello di Callejon, è la benvenuta – sv

Ciro è tornato 

MERTENS. Per oltre un’ora la danza sul campo saponetta di Bergamo è una scivolata senza soste. Le sue torsioni finiscono tutte col culo per terra e lotta invano contro san Masiello dei miracoli. Ma negli annali ci finirà solo per quella sorta di palombella dolce e tesa che insacca dal lato destro. Un gol che pesa tonnellate, non quintali. Poi si dedica alla pugna e offre le gambe ai difensori orobici per guadagnare falli e tempo. Sfiora pure il raddoppio con una giocata capolavoro. Ciro è tornato – 7,5

Sì, è uno di quei gol che, in una stagione, non si dimenticano. Il giocatore di pallone è quello che viene fuori al momento decisivo – 7

INSIGNE. Il primo vero pericolo è un suo tiroagggiro deviato da Toloi in angolo. Cerca di “parlarsi” con Mertens ma l’interlocuzione migliore è con Callejon. Fa quel che può: i difensori nerazzurri sembrano i terrificanti Vopos che sorvegliavano il Muro di Berlino. Non accetta la sostituzione e s’imparolea un’altra volta con Sarri, però i fumi dell’ira subito evaporano al cospetto della vittoria – 6

Poca roba per uno come Lorenzo, ma l’intesa con Josè Maria è stata davvero bella – 6,5  

HAMSIK dal 28’ del secondo tempo. Si mangia lo zero a due e giù bestemmie. Finalmente segna ma è fuorigioco per un’anticchia, se c’è – 6

Vederlo segnare, Fabrizio, è talmente bello che pazienza il fuorigioco (se c’è) – 6  

Qualcosa è cambiato 

SARRI. Una partita diversa e lui diventa come Jack Nicholson: “Qualcosa è cambiato”. Sostanza, tantissima sostanza. Il gioco si è fatto durissimo e il Paradiso può attendere i ghirigori e il tiki taka, almeno in quel di Bergamo. Onore all’onestà intellettuale del Comandante – 8

Alla fine esulta come noi tutti. Uno a zero era il risultato unico possibile per rendere meravigliosa questa domenica. Di quei risultati che ti porti a casa, li metti sotto una teca e ci metti una etichetta sopra scrivendo “momento decisivo”. Di quelle cose che ogni di raccontare ai nipotini, quando ne avrai – 8

ARBITRO ORSATO. Ormai anche il Var è diventato un fenomeno opinabile, non più oggettivo. Dove finiremo di questo passo? In ogni caso arbitra all’inglese e rompe i coglioni soprattutto agli azzurri – 6

La vittoria con rottura di coglioni, Fabrizio, vale doppio – 6  

 

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