“Napoli velata” è a 1,3 milione di incassi. Ozpetek: «Piace la normalità di Napoli»

Il Mattino intervista il regista: «Mi sconsigliarono di mettere Napoli nel titolo. Gomorra è un’opera ben fatto, non c’entra niente con la realtà»

“Napoli velata” è a 1,3 milione di incassi. Ozpetek: «Piace la normalità di Napoli»
Una scena di “Napoli velata”

Il film su Napoli che ha incassato di più

“Napoli velata” il film di Ozpetek ha superato proprio ieri (al terzo giorno di programmazione) il milione di incassi. Non male. Ieri ha incassato 564mila euro e complessivamente il film della Warner ha raggiunto il milione e 300mila euro. Il film su Napoli che ha incassato di più. Il regista turco da tempo adottato da Roma Ostiense ha rilasciato un’intervista alla giornalista del Mattino Titta Fiore. Intervista in cui ha affrontato quello che è il tema principale dell’opera ossia un’altra immagine di Napoli.

I napoletani sono contenti di vedersi rappresentati per quel che sono, senza stereotipi, nella loro normalità di cittadini di una metropoli bella e contraddittoria. Racconto il quotidiano delle persone in un modo attento, curato anche dal punto di vista estetico. E la gente è come sollevata di scrollarsi di dosso la solita narrazione fatta di luoghi comuni, nel bene e nel male.

Si è detto contento di aver fatto riscoprire agli stessi napoletani la scala elicoidale di Palazzo Mannajuolo, ma parla anche di chi non è napoletano: «La loro reazione è il mio orgoglio, quando mi dicono che il film gli ha fatto venire voglia di partire subito per Napoli, che sono pazzi della metropolitana dell’arte o delle scene girate al mercato del Borgo, mi sento felice come un bambino».

“Non mettere Napoli nel titolo”

Sottolinea, giustamente, che Napoli un’ambasciatrice ce l’ha già ed è Elena Ferrante. E rivela: «Quando, due anni fa, dicevo che avrei voluto girare questo film tutti mi sconsigliavano di mettere Napoli nel titolo, perché avrei connotato troppo la storia. Oggi tutti hanno cambiato idea, e le vendite all’estero stanno andando benissimo. È molto piaciuta anche l’idea del velo che non copre, ma scopre: segreti, bellezze e sentimenti».

Gomorra

Infine l’immancabile passaggio su Gomorra:

“Gomorra” è una fiction di genere, non un romanzo shakespeariano, la vedo come un fumetto molto ben fatto, come se leggessi gli albi di Diabolik ed Eva Kant. Mi sembra un errore associarla a una rappresentazione realistica di Napoli. Gente come i personaggi di “Gomorra” io non ne ho mai incontrata, neppure nei quartieri più difficili.

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  1. “Gente come i personaggi di gomorra io non ne ho mai vista”.
    Beato te , caro Ozpetek
    Ieri però l’ennesima stesa di ragazzini sui motorini poco prima della mezzanotte con un ferito e un successivo arresto. Sempre ieri nella zona ovest hanno preso a pistolettate la macchina di una donna imparentata con un boss, ferendola.
    Non sono rare le sparatorie nemmeno a chiaia ormai e nei mesi scorsi ci sono stati feriti e morti anche nel salotto buono della movida (devo linkarvi gli articoli?)
    Come si fa a stare a sentire certe dichiarazioni quando persino la DIA ha da anni denunciato la deriva gangsteristica a Napoli e la pericolosità delle gang di ragazzini? Le stesse che hanno distrutto l’albero in galleria.

    Cioè, va bene dimostrare amore per la città , ma non si può negare l’evidente quando sparatorie e stese sono quotidiane.

  2. Che banalità. La normalità di Napoli non è affatto quella rappresentata in “Napoli Velata”. Quella è una Napoli epurata e sterilizzata…non facciamo gli ipocriti, per favore.

    • Concordo, è una Napoli bella da cartolina o meglio, da rivista patinata di viaggi e design…quella che vivono e vedono i ricchi e quella che non può non piacere a tutti. C’è da dire peró che spesso il cinema rappresenta così anche le altre città quindi almeno per una volta si vede in video una città “normale” come le altre viste al cinema. In più la prima parte del film è molto riuscita (poi si perde per strada…), merita il biglietto

  3. Ah ah!
    Ci vuole un vero regista per spiegare ai napoletani (come sto cercando di fare da un bel po’ prendendomi rimbrotti e offese) che Gomorra non ha niente a che vedere con l’arte cinematografica, che dà un’immagine stereotipata di Napoli, che è lontana cento miglia dal realismo perché mostra una città ridotta ad un’unica immensa Scampia, senza cittadini normali, senza traffico, senza un rappresentante delle forze dell’ordine, dove quattro ridicoli ragazzotti addobbati come alberi di Natale scorazzano a tutte le ore del giorno e della notte sui loro scooter senza casco e la pistola pronta, in un’atmosfera da after day. Insomma un fumetto alla kriminal, che però andava di moda 45 anni fa.
    Insomma un polpettone indigesto.

    • Non ti piace Gomorra?
      Legittimo.
      Io ho visto le prime due stagioni e non credo che vedrò la terza, perché per me ha già detto tutto quello che doveva dire.
      Ma liquidarla a “polpettone indigesto” solo perché uno dei registi più sopravvalutati d’Italia lo definisce un fumettone, mi sembra un po’ eccessivo. Ci sono fior di registi e uomini di cinema che la considerano la migliore serie di fiction mai girata in Italia.
      Poi non ho visto il film.
      E se lo andrò a vedere sarà solo perché parla di Napoli. Altrimenti l’ennesimo Ozpetek me lo risparmierei volentieri.

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