Conte e De Laurentiis per separarsi devono trovare la quadra sugli 8 milioni netti
Il nodo, ovviamente, è sempre economico. Antonio non ci pensa a dimettersi e Aurelio men che meno a licenziarlo per versagli lo stesso stipendio. Ne scrive Repubblica

Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Otto milioni di euro netti non sono bruscolini. È il nodo fondamentale della trattativa che andrà in scena tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte per il futuro del tecnico (che ha ancora un anno di contratto) e del club. Spesso si commette l’errore di andare appresso alle baggianate dette dai protagonisti. Il calcio è un lavoro, peraltro molto ben retribuito. Nessuno rinuncerebbe a cuor leggere a otto milioni netti l’anno e nessuna azienda licenzierebbe un dipendente pagandogli ugualmente quella somma.
Il Napoli e Conte stanno quindi arrivando al nodo. Ora è vero che il Napoli deve fare macchina indietro e tornare al modello plusvalenze. Il bilancio segnerà venti milioni di passivo. Non ha costruito né stadio né centro sportivo. Quindi non c’è altra soluzione Marco Azzi su Repubblica scrive di ritorno alla comfort zone del Napoli:
ingaggi contenuti e plusvalenze, con ripercussioni inevitabili sulle prossime sessioni di mercato.
E aggiunge:
Tira aria di austerity.
È una questione economica l’eventuale separazione tra Conte e De Laurentiis
Conte che farà? Vorrebbe anche andar via ma rinuncerebbe a otto milioni netti? Pare di no.
Scrive Repubblica:
È difficile che si dimetta e si può escludere che De Laurentiis lo licenzi, perché la posta in palio per entrambi sono gli 8 milioni del ricco contratto del tecnico leccese, su cui non sarà facile trovare la quadra.
Potrebbe arrivare la Nazionale che però otto milioni netti non glieli dà nemmeno col cannocchiale. E al varco c’è il ritorno di Maurizio Sarri. Per un ritorno al passato in grande stile. I remake portano con sé sempre qualcosa di triste. Però, va detto, anche il Real Madrid sta tornando su Mourinho (che ovviamente non paragoniamo a Sarri, parliamo di grandi sideralmente distanti) e il ritorno di Ancelotti fruttò due Champions ai Blancos. Ma parliamo di Ancelotti e Mourinho. Altra pasta.