I dubbi del New York Times (e di tutti) sul futuro del Milan: chi è Yonghong Li?

Alla vigilia del match con il Napoli, Milan e i media di tutto il mondo non sanno ancora con certezza chi sia e cosa faccia per vivere il nuovo proprietario del club rossonero.

I dubbi del New York Times (e di tutti) sul futuro del Milan: chi è Yonghong Li?

Alla vigilia di Napoli-Milan

Il 17 novembre del 2017, alla vigilia della 13esima giornata di campionato (Napoli-Milan), il mondo non sa ancora chi sia il nuovo proprietario del Milan, tale Yonghong Li. Se lo chiedono in tanti da mesi, e nessuno riesce a dare una risposta. I dubbi sono alimentati anche dal New York Times, che non è proprio l’ultima delle testate al mondo per qualità e prestigio. Ieri è stata pubblicata un’inchiesta per provare a dissolvere i dubbi, ma non è andata bene. Anzi.

Parole eloquenti: «Esattamente come per l’opinione pubblica italiana, Yonghong Li è assolutamente sconosciuto pure in Cina. Non è mai stato nominato nelle varie liste dei ricconi del suo Paese, l’impero minerario di sua proprietà era a malapena conosciuto anche negli stessi circoli minerari». Insomma, una specie di fantasma.

Secondo i documenti cinesi consultati dal New York Times, mr. Lee sarebbe coinvolto in numerose controversie commerciali con le autorità cinesi, e le sue attività apparterebbero ad altre persone. In pratica, il quotidiano americano fa una lunga ricostruzione di tutti gli eventi “ambigui” nella carriera imprenditoriale di tutta la famiglia Li. Tra questi, una truffa da 68 milioni di dollari costata l’incarcerazione al padre ed al fratello dell’attuale proprietario del Milan. Insomma, resta insoluto il problema principale, resta inevaso l’interrogativo iniziale: chi è davvero Yonghong Li?

La risposta assume una certa rilevanza per il Milan, dunque per il calcio italiano. Non fosse altro che per l’operazione di rifinanziamento del debito iniziata proprio nelle ultime ore. In questo modo, il club rossonero “allungherebbe” i tempi per la restituzione della cifra dovuta inizialmente al fondo Elliott, e ora destinata a un nuovo compratore (che ovviamente alzerà la posta in cambio di questa concessione temporale). Chi si metterà in affari assai importanti con una specie di fantasma?

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  1. Jean Paul Sartre 18 novembre 2017, 11:22

    Ma non erano solo illazioni della D’Amico juventina?

  2. La domanda per me è un’altra: come fa un “fantasma” ad ottenere sostanziosi finanziamenti, non una ma ben due volte? Come fa a offrire garanzie? Come mai questa curiosa vicenda non viene approfondita dalle autorità calcistiche?

  3. Hanno fatto arrestare Blatter, facessero arrestare pure a questo cosi si tolgono il dubbio.

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