La tragedia della Solfatara racchiude una domanda: un vulcano può essere privato?

In 117 anni non era mai accaduto nulla. Eppure la morte di mamma, papà e figlio davanti agli occhi del fratellino impongono una domanda e anche una soluzione

La tragedia della Solfatara racchiude una domanda: un vulcano può essere privato?
Scolaresche alla Solfatara

Il dramma di una famiglia

Non riusciamo a staccarci dalla immagine di Alessio che da ieri mattina, e per tutta la vita, attenderà che ritornino a casa i genitori e Lorenzo, il fratello maggiore. Lui li ha visti per l’ultima volta mentre venivano risucchiati da un maledetto vortice di fuoco a pochi metri dalla bocca grande della Solfatara. Poi la porta dell’inferno si è chiusa inesorabilmente.

Nonna Gilberta

Il presidente della Regione si è impegnato a garantirgli un percorso di vita accettabile, ma ci potrà essere ancora vita, cioè gioia e amore, nel futuro di un bimbo che ora ha sette anni, ma crescerà avendo negli occhi, nella mente e nel cuore il ricordo della tragedia che ha vissuto? Lui stava lì a pochi metri mentre la mamma, il papà e il fratello sprofondavano nell’inferno dal quale anche lui era stato irresistibilmente attratto. Ma dal quale era riuscito a staccarsi arretrando quel tanto che è stato sufficiente a salvarlo. Non troverà mai pace, purtroppo, a meno che a nonna Gilberta, che si è precipitata a Napoli, non riesca il miracolo di riempire, con il suo amore, il vuoto nel quale il suo Alessio è ormai condannato a galleggiare. L’amore di una nonna, che è due volte mamma, è capace di tanto e lei ci proverà.

La tragedia poteva essere evitata?

Il giorno dopo, accanto a questo pensiero dominante, ce n’è un altro: la tragedia poteva essere evitata? E se sì, come? E poi ancora: se in quattro e quattro fanno otto si ritiene che il dispositivo di sicurezza abbia buchi che impediscono una efficace prevenzione bisogna accettare la conclusione che qualcuno, o tutti, hanno sbagliato. E che, di conseguenza, la tragedia poteva essere evitata. Si dirà, questo è faccenda che riguarda la magistratura, ma l’opinione pubblica ha diritto di conoscere la verità. Anche se, personalmente, siamo convinti che questa volta il diavolo ci ha davvero messo lo zampino visto che dopo centodiciassette anni questo è il primo ed unico incidente.
In queste storie, tra l’altro, i ricordi personali valgono qualcosa e il cronista ha avuto la fortuna di conoscere Gegè De Luca, uno dei sei fratelli della famiglia proprietaria dell’area del vulcano l’unico privato esistente nel mondo, e di apprezzare la passione con la quale ha amministrato il suo “infernale” tesoro. Questo, però, non risolve il problema che da ieri a mezzogiorno tormenta tutti: un vulcano può essere “privato”?

Ai laghi di Lucrino e Averno l’incuria è aumentata

La domanda ne contiene anche un’altra alla quale è già stata data una risposta visto che nell’area flegrea erano “privati” anche i laghi Lucrino ed Averno prima di essere acquisiti al patrimonio della Regione che, però, non ha modificato la condizione di precarietà che ancora persiste. E che, forse, è perfino aumentata per l’incuria con la quale è stata affrontata la questione flegrea. Come se ne esce, allora? In un solo modo: sollecitando la magistratura a fare presto ponendo rimedio ai dubbi che la tragedia ha posto. Lo chiediamo tutti, con forza, ma più ancora lo dobbiamo ad Alessio che a casa sua, in un paesino alle porte di Venezia, attenderà che i suoi cari ritornino dall’ospedale. Lui ha visto tutto, ma, forse, lo racconterà solo a nonna Gilberta.
Carlo Franco ilnapolista © riproduzione riservata
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  • Dr A

    Quest’articolo e’ completamente inutile e fuori focus! si tende sempre a vedere il privato come il male. Pompei cade a pezzi , e se qlc ci lasciava le penne sotto un muro crollato? E’ gestita dallo stato! La questione non e’ il privato ma se le misure di sicurezza sono idonee ad un regolare uso della zona ai fini turistici. Se lo sono, come spero che siano, allora altri utenti hanno il diritto di poter usufruire di questa meraviglia. Se non lo sono ci sara’ un processo per attribuire colpe e responsabilita’. Chi se ne frega che e’ l’unico vulcano al mondo di proprieta’ privata!

    • Gennaro Russo

      Quelle staccionate di legno o catene sono assolutamente inadeguate e oserei dire,ridicole.

      • Dr A

        se in 117 anni non e’ successo niente forse le misure sono appropiate. Ma cmq non sta ne a me deciderlo. Qualcuno dal conume/regione avra’ fatto un sopraluogo per decidere se il luogo e’ idoneo all’uso pubblico? Se poi la societa’ che lo gestise non ha fatto manutenzione e le misure di sicurezza non erano piu’ idonee lo decidera’ l’indagine. Ma cmq il mio punto e’ che questo non centra nulla con il fatto che il vulcano e’ di poprieta’ privata.

        • Gennaro Russo

          Sicuramente: non confuto che l’articolo fosse fuori obiettivo, su questo concordo con lei. Ma il fatto che nn sia accaduto nulla in 117 anni non significa che le misure di prevenzione fossero adeguate: ma ha visto quelle staccionate di legno? Qualunque bimbo, sfuggito alla mano del papa’ o della madre, poteva attraversarle in un attimo.

      • Nunziocity

        Inadeguate? inadeguati sono quelli che scavalcano queste staccionate, delimitano un pericolo e allora? Gia stando al di fuori fa paura perchè in 117 anni come giustamente l’articolo non è mai successo niente, la tragedia è conseguenza d’impudenza. Molte entrare potenzialmente pericolose, le hanno chiuse, andate a visitarla e rispettate le segnalazioni, fate il giro della caldere e ritornate incolumi a casa.

        • Gennaro Russo

          Vabbe’, allora sono sicure quelle staccionate, va bene? Un bimbo ci passa di sotto se sfugge alla mano della mamma: e allora ? che succede? che ci finisce dentro, questo succede, come è successo. Quelle barrire erano inadeguate sicuramente. Secondo me. Poi qualcuno mi continera’ a dire che erano fatte bene, ma io non ci credero’ MAI.

  • Sergio Travi

    Si possono evitare affermazioni affrettate, che possono poi facilmente finire nello sciacallaggio? Grazie.
    La Solfatara è un vulcano attivo e chi lo visita sa a monte di dover essere prudente. Se non lo sa glielo dovrebbero ricordare le fumarole, i fanghi bollenti, i vapori che si vedono non appena si entra nel sito. Se ancora non bastasse vi sono recinzioni e cartelli che ricordano ciò che dovrebbe essere ovvio. Li ho visti io che ci sono stato di recente con due bambini di 5 anni, immagino che possano vederli chiunque. Certamente lo sanno le centinaia di docenti che ogni anno accompagnano centinaia e centinaia di alunni, anche piccoli, in visita.
    Purtroppo se invece si è imprudenti, come sembra essere accaduto in questa occasione, dato che si dice che il ragazzino avrebbe superato un limite, il pericolo è a portata di mano. Come accade al mare se si nuota al largo col mare agitato nonostante le bandiere rosse o in montagna, quando ci si avventura su sentieri segnalati come franosi.
    La natura va rispettata nella sua potenza, non affrontata come fosse un luna park. A volte questo lo si dimentica.

    • Gennaro Russo

      Che non sia accduto nulla x 117 anni non significa proprio nulla di nulla. E’ stato un saco che niente fosse accaduto finora. Quelle barriere fatte da staccionate di legno aperte sotto al palo orizzontale sono davvero ridicole.Ma x davvero ridicole: un bambino con l’argento vivo addosso puo’ scappare di mano a qualsiasi genitore,anche il piu’ attento e premuroso: questo lo si doveva pensare e capire e porvi rimedio, prima che capitasse la tragedia.

      • Dr A

        statisticamente e’ proprio il contrario. se per 6025 giorni non e’ successo niente e in 1 si, il caso e’ il singolo giorno. Che poi anche questo singolo giorno potesse essere evitato e’ un altro discorso. Ma se ci rifletti facciamo cose molto piu’ pericolose ogni giorno……

        • Gennaro Russo

          E’ proprio il “caso” singolo, l’eccezione, che bisognava prevenire ed evitare.
          Certo, a volte facciamo cose piu’ pericolose ogni giorno senza rendercene conto, ma questo non esime chi di dovere a porre tutte le misure per cercare di prevenire anche i casi fortuiti,gli eventi rari che possono raramente accadere, cosa che quelle ridicole barriere di legno non avrebbero mai potuto evitare.

          • Sergio Travi

            Ma lei è mai stato alla Solfatara? O anche sul cratere del Vesuvio? O sull’Etna? Lo sa che sono vulcani? Oppure più semplicemente, ha mai fatto trekking in montagna? Ha idea di quello di cui sta parlando? Le staccionate non vanno bene? E cosa ci vuol mettere sulla lava o sul terreno fangoso, dei paracarri? Eviti di visitare questi luoghi allora: sono pericolosi. La cosa la sorprenderà, ma tant’è. La sicurezza è una priorità, ma i luoghi pericolosi sono tali comunque e vanno affrontati con consapevolezza e prudenza. Altrimenti si rischia. Purtroppo.

          • Gennaro Russo

            E lei sa cosa vuol dire amare? Amare il prossimo, in questo caso.

          • Sergio Travi

            Amare? Ma che c’entra e anche come si permette? Il dolore e la comprensione per il dramma umano c’è tutto e non sarà lei a insegnarmelo. Ma qui si discute di cause e responsabilità. Che è roba totalmente diversa. Lei ha già sparato la sentenza: colpa di misure di sicurezza insufficienti a causa di incuria, prevalendo la ricerca del profitto.
            È una sua convinzione, però allo stato fondata sul nulla. Il suo riferimento alle staccionate è risibile, perché su quei terreni non si possono installare opere diverse. E come le ho già detto è la stessa tipologia che trova su altri vulcani.
            Resta che quando si affrontano certi luoghi la prima misura di sicurezza è la prudenza: non mi butto a mare con le onde alte e la corrente; non cammino su un ciglio franoso segnalato; non esco da un sentiero indicato; non oltrepasso un limite segnalato.
            Se le cose fossero andate come dalle prime ricostruzioni, l’imprudenza è stata la causa di questa tragedia. E non sarebbe la prima volta, purtroppo, che l’imprudenza produce vittime.
            Il resto sono illazioni.

          • Gennaro Russo

            Amare il prossimo: significa mettere in atto tutte e dico TUTTE le procedure preventive per evitare ogni prevedibile ed imprevedibile eventualita’ d’incidente. I proprietari del sito NON si son messi nelle condizioni di evitare tutte le possibili cause d’incidente. Non sono un esperto in Geologia, ma nella mia ignoranza in materia, credo che si potesse mettere in atto un qualcosa che proteggesse meglio le persone da qualsiasi evento (franoso sembra , in questo caso) allargando il perimetro intorno alla fumarola. Magari recintando fumarole e crateri con dei pannelli di vetro molto doppio e molto alti che consentisse la visione dei siti,ma dall’ altra parte proteggesse i visitatori da qualsiasi problematica. Questo significa amare, in questo caso amare il proprio prossimo: pensare agli altri di piu’ e di meno le proprie tasche.
            Questo sembra non sia stato fatto: porre in essere TUTTE LE MISURE PER CERCARE DI EVITARE OGNI POSSIBILE INCIDENTE. Infatti il magistrato inquirente ha gia’ aperto una inchiesta per omicidio colposo.
            Lei ha bambini (o li ha mai avuti) ? Sa quante volte i bambini scappano dalle “grinfie” di genitori pur attenti? Molte volte. Non era stato previdente abbastanza il Proprietario. Questa è la mia opinione. Poi i giudici verificheranno e trarranno le loro conclusioni, ovviamente. Ma in me resta comunque l’opinione che non abbiano fatto tutto il possibile per evitare qualsiasi incidente.

          • Mario Corso

            è giusto che si facciano indagini e che si puniscano eventuali colpevoli. ma è impossibile eliminare ogni rischio. è impossibile in un sito vulcanico ed in continuo mutamento come la solfatara ma è altrettanto vero per le automobili, gli aeroplani, le vasche da bagno scivolose. pretendere la sicurezza assoluta vorrebbe dire porre fine ad ogni attività umana, tappezzare il pianeta con la gommapiuma ed accorgersi infine che restano ugualmente molti altri rischi ineludibili.

          • Gennaro Russo

            Non credero’ mai che 3 travi di legno fossero il MASSIMO che si potesse fare in termini di prevenzione.

          • Mario Corso

            certo che non è il massimo ma se ci sono delle colpe sono fiducioso che la magistratura le evidenzierà. il massimo della prevenzione sarebbe stato non andarci proprio, ma questo concetto l’ho già sottolineato. resta in ogni caso una disgrazia gravissima.

          • Nunziocity

            Che ci metti la corazza come quelle che cingano le navi da guerra? La visione dev’essere libera, poi anche un adulto puo fare il bello magari con in selfie per immortalare il brivido scavalcando come un bambino irrequieto. Basta rispettare.

          • Gennaro Russo

            Quello era un bambino e non un adulto sciocco che si fa i selfie.
            La visione libera la puoi ottenere anche con un vetro doppio ed alto, e che nessun bambino potra’ mai scavalcare.

          • Sergio Travi

            Vabbè, è evidente che non sa di cosa parla. È evidente che non è mai stato su un vulcano, che non ha mai camminato su sentieri di montagna o anche semplicemente, che so, sul Sentiero degli dei in Costiera Amalfitana. Così come non è mai stato sul ponte di un traghetto.
            Ho due bambini di 5 anni, di cui uno disabile, e sono stato con loro poco tempo fa alla Solfatara. Li ho catechizzati prima e li ho tenuti sempre sotto controllo, senza la catena. Da docente ho portato in giro decine di ragazzini. La prima norma di sicurezza è insegnare e praticare la responsabilità.
            Facile scaricare sempre le responsabilità all’esterno.

          • Gennaro Russo

            Non tutti i bambini sono uguali: ci sono bimbi molto ubbidienti ed altri piu’ vivaci. I suoi per sua fortuna appartengono alla prima categoria.
            Comunque i magistrati faranno il loro lavoro e si vedra’ se ci son state o meno responsabilita’. Per me, si.

          • White Shark

            Aprire un fascicolo per omicidio colposo è un atto dovuto, non una sentenza di colpevolezza.

          • Gennaro Russo

            Certo. Io ho fiducia nei giudici. Vedranno i filmati e le foto del giorno della tragedia e stabiliranno se ci sono responsabilita’.

          • White Shark

            La logica del profitto? Dai, passiamo all’esproprio proletario della solfatara ai legittimi proprietari che hanno il torto di esserlo di un fenomeno naturale visitato da molte persone ogni anno. Magari non diciamo niente delle condizioni in cui lavorano in Cina quelli che ci costruiscono il nostro melafonino o in India, Bangladesh ed in tre quarti dell’estremo oriente le nostre belle comodità di tutti i giorni.

          • Gennaro Russo

            Stiamo trattando di questo caso specifico.E’ chiaro che ci sono altre situazioni nel mondo che vengono o non vengono denunciate e di cui si parla o meno.

          • White Shark

            La sai quella che, il rischio zero non esiste? La solfatara essendo un vulcano attivo potrebbe anche eruttare, è nel calcolo probabilistico, quindi direi di chiuderla, come direi che potremmo interdire tutta l’area flegrea visto che insiste sulla caldera di un super vulcano e così via.

          • Gennaro Russo

            So che il rischio zero non esiste: certo, è un vulcano attvo, potrebbe eruttare.
            Ma un buco creatosi a terra, io penso che si doveva almeno recintare.Invece non era neppure recintato, almeno cosi’ mostrano le foto che han pubblicato online.

          • luxlu

            la cosa è al vaglio degli inquirenti, gli unici a sapere come stanno le cose. Le testimonianze dicono diversamente (il pericolo era segnalato) e le foto pubblicate o i video si riferiscono a numerosi giorni prima del tragico accaduto. Se leggete i giornali online almeno imparate a leggere le notizie

          • Gennaro Russo

            Allora: prima di tutto non sara’ lei ad insegnarmi come leggere le notizie, quindi non le consento di dirmi di imparare a leggere.Ho imparato aleggere molto bene nei tomi all’universita’, dove c’erano fior fiore di studiosi che avevano scritto libri scientifici su libri scientifici.
            Poi ho gia’ scritto in precedenza, rispondendo a qualcun altro, che ho piena fiducia nella magistratura, che fara’ luce piena sui fatti.

            Intanto sui social girano foto che fanno vedere in maniera chiara ed inequivocabile, che quella voragine maledetta, creatasi pochi giorni prima, nei giorni di pioggia intensa, NON ERA RECINTATA ANCORA.
            Se cosi’ sara’ confermato anche dagli inquirenti che stanno acquisendo questi, ed altri filmati e foto, saranno loro a fare giustizia a questa vicenda che, secondo il mio parere, dimostra ancora una volta in piu’, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’icuria umana, spesso è causa di tragedie.

          • luxlu

            Scusi ma cosa c’entra quello che è successo i giorni prima quando si è formato un buco per le grandi pioggie? Guardi, queste sono cose serie, parlare tanto per è sinceramente inadatto, e voglio essere gentile. E’ all’atto della tragedia che si deve sapere se la zona era segnalata o meno. Poi se ritiene può riversare la sua rabbia su questa od altre vicende, ma queste sono cose serie e luttuose, sono coinvolte molte persone, lasciamo che le giudichi chi deve.

          • Gennaro Russo

            Si scrive piogge, non pioggie (senza la i). Lei impari prima a scrivere in italiano corretto e poi mi insegnera’, semmai, a leggere.
            Che siano cose serie lo so perfettamente. Il buco c’era la mattina stessa della tragedia: si era FORMATA nei giorni precedenti causa pioggia,ma era ancora incustodita e non recintata, all’atto della tragedia.

          • Gianluco

            Esatto. Sarebbe come decidere di chiudere gli aeroporti perché un giorno un aereo è precipitato.

      • White Shark

        Hai già fatto il processo. Dai pure la sentenza e siamo a posto.

        • Gennaro Russo

          A questo penseranno i giudici, io non sono in grado di emettere sentenze.
          Pero’ il fosso che si era creato non era neppure recintato. Poi se i giudici nn troveranno responsabilita’ degli addetti alla sicurezza, vorra’ dire che mi ero sbagliato io.

    • luxlu

      per avallare quanto Sergio dice, questa è una foto di Yellowstone. Le misure di sicurezza sono quelle che si vedono e lì il pericolo è davvero conclamato
      https://petapixel.com/assets/uploads/2016/06/Yellowstone-National-Park-7-800×533.jpg

      La discussione è ovviamente possibile e tutte le opinioni sono legittime circa l’opportunità di blindare tutte le realtà a rischio. Ma discuterne è una cosa, dare per scontato che non farlo è criminale è un errore da non fare.

      • Gennaro Russo

        Ma perchè in questo Paese bisogna prima aspettare che si verifichi la tragedia per poi porre in essere le giuste misure di prevenzione?

  • luxlu

    La vicenda è terribile e francamente specularci con articoli acchiappa click è di pessimo gusto. Certe cose sono semplicemente crudeli per come accadono. Le protezioni esistono per essere rispettate, come la ringhiera di una nave che viaggia in mare aperto in piena notte. La totalità dei nostri monumenti in cui ci sono visite ad altezze considerevoli, le nostre dighe, seggiovie e molto altro hanno solo dei parapetti di protezione, superabili. Proteggere ed avvisare è considerato sufficiente ed a norma. Perchè esiste la autoresponsabilità e la custodia dei minori. Se ne può discutere sulla opportunità di trasformare tutti questi casi in realtà blindate, in cui anche un uomo od un ragazzo consapevole non possa volontariamente esporsi al pericolo, ovviamente ben al di là del singolo caso in questione. Per il resto è’ una tragedia immane e tale va considerata.

  • Me

    Sembra che il cratere non si trovasse oltre la staccionata:
    http://m.ilmattino.it/napoli/articolo-3240861.html

  • drnice

    no.