Sconcerti: «Siamo sembrati matti a voler confrontare Messi e Dybala»

Tre mesi dopo Cardiff, il giornalismo italiano ci è ricascato e il giorno dopo si risveglia col volto tumefatto. Proprio come la Juventus

Sconcerti: «Siamo sembrati matti a voler confrontare Messi e Dybala»

Cardiff non ha insegnato nulla al giornalismo italiano

Cardiff ha insegnato poco o nulla al giornalismo di casa nostra. Già in occasione della finale di Champions League, i media si erano sbilanciati come se la Juventus dovesse affrontare una vittima sacrificale. Sconcerti si spinse al punto di scrivere che nella Juventus Cristiano Ronaldo avrebbe giocato all’ala, tornante, oppure avrebbe fatto panchina. Andò come andò. Pochi mesi dopo, appena tre, il circo mediatico ci è ricascato in pieno. Basta guardare cos’hanno messo in piedi domenica sera a Sky Sport. Stavolta con una attenuante: la scorsa primavera, in Champions, la Juventus aveva dominato il Barcellona di Messi e Neymar e Dybala era stato mattatore allo Stadium.

Ma, ovviamente, stiamo parlando di squadre fortissime, dell’eccellenza del calcio. Può capitare che perdano, ma di qui a considerarle inferiori ce ne passa. E accostare Dybala a Messi è un’operazione sinceramente ai limiti del ridicolo, buona per un programma satirico non per un approfondimento calcistico.

La presa d’atto

Oggi Sconcerti, come altri, prende atto della realtà. Anche lui, dopo mezzo tempo contro il Chievo – ripetiamo: Chievo -si era nuovamente lasciato andare a proposito di Dybala. “Un buon giocatore”, ha detto di lui giustamente ieri a Mediaset Premium Pierluigi Pardo. Gianni Mura, su Repubblica, liquida la questione così: «Credo che a nessuno, nemmeno a Dybala, convenga attualmente essere paragonato a Messi» e ricorda come la partita della Juventus sia stata sovrapponibile a quella di Cardiff: «Il primo atto europeo la rimanda all’ultimo atto della scorsa stagione: come a Cardiff, è come se la Juve fosse rimasta nello spogliatoio. Come a Cardiff, aveva giocato un primo tempo alla pari, meno possesso di palla e più praticità».

Sconcerti scrive che quello della Juventus è un brutto risultato, soprattutto «per la mancanza di personalità complessiva e la conferma che la squadra ancora non c’è né si sa quale debba essere. La cosa certa è che la Juve prende sempre gol, è confusa davanti ad avversari rapidi e ha difficoltà a imporre un gioco. C’è stata partita per 12 minuti, i primi, poi più niente».

Il mea culpa

Una Juventus descritta come «sgraziata da un dilettantismo improvviso, passaggi sbagliati, errori tecnici elementari. Tra Dybala e Messi c’è stata una differenza così grande, così sostanziale, da farci sembrare tutti matti quando ne abbiamo invocato il confronto».

Allegri

Sotto accusa è anche Allegri: «Ha perso il suo modulo creativo senza avere nel frattempo trovato niente. Conosco la squadra, non la sto rinnegando. Migliorerà, ma adesso è sconnessa, senza personalità, senza riferimenti. Sembra che Bonucci andandosene l’abbia lasciata davvero sola restando lui altrettanto isolato. C’è qualcosa di profondo che va studiato. Lo sa bene anche Allegri, altrimenti non insisterebbe in continui esperimenti. Le novità sono audaci, quasi mai furbe. La Juve adesso ha soprattutto bisogno d’intelligenza».

Un’analisi anche onesta, nella speranza – per gli stessi bianconeri – che non cambi verso alla prima vittoria contro un Pergocrema qualsiasi. Da notare che Higuain non viene nemmeno citato, la sua prestazione negativa nelle partite importanti non fa più notizia.

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