Napoli-Nizza è quando le cose potevano andare peggio, ma anche molto meglio

Un primo commento al sorteggio, non fortunatissimo ma sicuramente alla portata del Napoli. A patto di rimanere concentrati, fin dall’andata del San Paolo.

Napoli-Nizza è quando le cose potevano andare peggio, ma anche molto meglio

Sensazioni

Presenteremo, studieremo e analizzeremo il Nizza. Con calma, con attenzione, senza l’ansia del sorteggio appena finito. Parleremo di tattica, di mercato, di Balotelli (perché di che altro vuoi parlare?), di tutti i temi che ci verranno in mente. Però, ora, commentiamo la cerimonia di Nyon. Che è stata giudicata subito “negativa”, ma lo è solo a livello di probabilità. In redazione abbiamo definito così l’accoppiamento con i francesi: «Il Napoli non doveva pescare una squadra e mezza. Ha pescato la mezza».

Sì, il Nizza ci faceva meno paura dell’Hoffenheim. Per tutta una serie di motivi tecnici, tattici, logistici. Per la condizione, innanzitutto: la Bundes non comincia che una settimana prima rispetto alla Serie A, i campionati sono ormai tutti allineati, ma ha una lunga pausa invernale e quindi le squadre hanno la possibilità di partire subito forte per poi “riprendersi”, fisicamente, con un secondo ritiro durante la sosta. Poi c’è un discorso riferito alla qualità generale: l’Hoffenheim gioca un calcio dinamico, offensivamente equilibrato, sta in campo per cercare di non far ragionare l’avversario. Il Nizza, invece, concede di più, proprio a livello concettuale: squadra più frivola, più puramente d’attacco, sposta tanti giocatori nell’area avversaria e non ha le qualità tecniche e soprattutto tattiche e mentali di resistere a un pressing organizzato bene. Anche per questo, l’anno scorso, Favre ha deciso di spostare il baricentro verso l’attacco. Più che un modo di essere, la vocazione offensiva del Nizza è una necessità per coprire i problemi di una difesa non all’altezza della qualità media della rosa.

Quindi, come dire: avessimo potuto scegliere tra le cinque, avremmo indicato a occhi chiusi una tra Young Boys e Steaua Bucarest. Senza pensarci. Avessimo dovuto scegliere tra le due peggiori, avremmo scelto proprio il Nizza.

Giocare a calcio

Il discorso, ovviamente, non si esaurisce sul “loro fanno giocare, quindi buono per noi”. Questa è una parte importante del discorso, ma non è l’unica. Si va oltre, si leggono i nomi degli avversari e si capisce che al di là di un paio di individualità importanti (Sarr, Seri, Plea, ovviamente Balotelli) la qualità è decisamente inferiore a quella del Napoli. Superiore alla media dell’urna numero due, questo sì, lo ripetiamo. Ma non siamo ai livelli tecnici e narrativi dell’Athletic 2014, non così. Anche perché il mercato in uscita dei rossoneri potrebbe non essere finito.

Il discorso psicologico sulla forza discreta degli avversari, però, può essere d’aiuto: rompere il ghiaccio con una partita seria, contro una squadra così, dovrebbe essere un beneficio per il Napoli. Per un collettivo che ha bisogno di essere in fiducia per esprimere al meglio le proprie doti tecniche e mentali. Soprattutto quelle mentali. Tutto passerà per la concentrazione nel match di andata, da un risultato positivo al San Paolo. Dalla gestione immediata di una superiorità che è netta, a patto di essere lucidi e con la giusta pressione emotiva. Altrimenti il Nizza può fare male. Per questo poteva andare molto meglio, ma anche peggio.

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