La piazza semivuota conferma che si può amare Maradona e non guardare più al passato

Giusto conferirgli la cittadinanza onoraria, come ha detto anche La Capria. Ma no all’ennesimo amarcord. Preferisco ricordare le sue splendide giocate.

La piazza semivuota conferma che si può amare Maradona e non guardare più al passato

Come Pesaola

Dare la cittadinanza onoraria a Maradona è stata una bella idea. Ed anche una idea giusta. In passato già un altro ex calciatore/allenatore argentino, Bruno Pesaola, la aveva ricevuta.

Il tecnico più astuto, intelligente e simpatico che abbia visto su una panchina. Mosse spiegate ai giornalisti la sera prima del match. Tra un whisky ed una mano di poker. Un argentino che aveva scelto Napoli per viverci tutta la vita. Che aveva acquisito meriti sportivi. Ma le cui azioni non avevano certo avuto la risonanza mondiale di quelle di Maradona. Il quale portò la squadra del Napoli a mietere indimenticabili (e ad oggi non ripetuti) successi. E contribuì a porre la città all’attenzione dei milioni di appassionati di calcio di tutto il mondo.

Bene ha fatto quindi De Magistris ad assumere l’iniziativa. Anche un grande scrittore come Raffaele La Capria, non appassionato di sport come tiene a sottolineare lui stesso, ha osservato: «Maradona è Maradona, Napoli lo ama, che sia cittadino napoletano è una cosa quasi naturale… per me Maradona deve essere cittadino partenopeo in virtù dell’amore che la città ha testimoniato da anni nei suoi confronti».

Maradona arrivò a Napoli dalla Spagna. Napoli lo divorò immediatamente. E lui divorò la città. Le manifestazioni di entusiasmo al suo arrivo furono incredibili. Ed interclassiste. Giornalisti ed industriali. Cittadini comuni ed intellettuali. Compagni di squadra ed umili tifosi. Tutti impazzirono (giustamente) per le sue giocate in campo.

Ancora con lo scudetto di trent’anni fa 

Fatta questa premessa, mi ero chiesto in questi giorni: “Ma quando smetteremo di pensare al passato? Quando la smetteremo di parlare dello scudetto di trent’anni orsono?”. E la città, la gente mi ha risposto. Lasciando piazza Plebiscito semivuota. Che non significa non avere approvato l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Maradona. Ma testimonia un disinteresse totale per un ennesimo amarcord.

Scrive il mio amico Max Gallo: «…una città che stasera ha chiuso probabilmente in maniera definitiva col passato e guarda speranzosa al presente e al futuro. È una città che non dimentica Maradona…» ma un mito si alimenta più di assenza che di stress mediatico. E noi che quel mito lo abbiamo ammirato, vissuto, sognato non vorremmo mai vederlo appassire. “Oggi Napoli ha rotto il cordone ombelicale. La città ha chiuso un capitolo”.

Che sia chiaro non significa dimenticare.

Le sue fantastiche giocate

In questi giorni mi sono tornate in mente le sue fantastiche partite. Quei numeri che hanno regalato agli amanti del calcio immagini ineguagliabili. Ho anche pensato a quanti in passato lo hanno sfruttato sempre. Ed aiutato mai. Maradona è stato (è) in fondo un uomo  fragile. Anche per questo si è trasformato in mito. Un talento, per certi versi, innaturale. Che spesso appariva gestito da un demone beffardo. In un mondo dove il gioco, inteso come pura espressione di divertimento e di bellezza, non esiste.

Insomma un talento incommensurabile affidato ad una fragile umanità. Che lo ha portato freneticamente dalla polvere sugli altari e dagli altari nella polvere. Questa è la temperie che affascina. Il mistero che ha meritato approfondimenti giornalistici, documentari, libri, dibattiti. E persino un film. Di un grande regista. Personalmente, innamorato tra gli innamorati di Maradona, non ci ho nemmeno pensato ad andare in piazza Plebiscito. Del ragazzino argentino preferisco rivedere le magiche giocate. Che fanno parte dei miei ricordi di gioventù. E cancellarne molte altre. Anche quelle tristissime in cui gli fanno fare, magari con una pallina, la foca da circo in spettacoli artificiali. Per spremere gli ultimi ingaggi. Ed a proposito di film mi torna in mente “L’angelo azzurro”… Chicchirichì…… No, questo proprio non è giusto. Non voglio vederlo mai.

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  1. professore non cerchi di mettere una pezza a colore per le fandonie raccontate dal direttore gallo.

    • Guido Trombetti 7 luglio 2017, 19:03

      Gentilissimo dernice ma ha letto il mio pezzo? Ha letto la citazione di La Capria? Il riferimento al precedente di Pesaola? Gallo ha le sue idee . Io le mie. Comunque grazie dell’attenzione

      • leggo con attenzione tutti i suoi editoriali. constato che certa “intellighenzia” non si è emendata dagli antichi errori. ricordo quando nell’84 ferlaino acquisto diego dal barcellona. e giù critiche feroci nei confronti dell’ingegnere. spero non faccia parte di quella (sub)cultura.

        • Guido Trombetti 7 luglio 2017, 20:19

          Intanto grazie della sua cortesia. Sono un estimatore ed un amico personale di Corrado Ferlaino che era oltretutto un grande tifoso

  2. Carissimo professore, io ho una mia personalissima opinione della serata del Plebiscito e una considerazione dell’attacco alla persona (DeMa) fatta dal suo amico, direttore del Napolista, Gallo.
    L’opinione è che, al netto di come si voglia considerare la piazza, semipiena o semivuota, a seconda dei punti di vista, bisogna tener presente che la generazione più “giovane” di chi ha vissuto l’epopea dei successi maradoniani, va per i cinquanta anni e per questo, meno sensibile al richiamo dell’evento di piazza. I giovani veri, di quelli che sbavano sotto un palco (tutti più o meno l’abbiamo fatto da ragazzini), conoscono il mito Diego di riflesso, alimentato dai racconti dei papà e forse addirittura dei nonni. Proprio per questo, in piazza ci sono andati gli irriducibili di queste nuove generazioni. Farlo passare per un flop per giustificare l’attacco mediatico ad un sindaco che sta provando a fare qualcosa (ricordiamo, con un establishment politico tutto contro) in una città piena di problemi incancrenitisi nei decenni, è stato un azzardo (voluto?) da parte di Gallo.
    Tutto andava ricondotto nell’alveo della normalità e cioè, la cittadinanza era un atto dovuto ed andava fatto nelle sedi istituzionali (come è stato fatto) e il post “laico” tenuto in piazza con l’attore principale (come è stato fatto). Attaccare proditoriamente (non citando un fatto degno di nota) il sindaco con giochetti come quello del “ha fiutato i fischi e si è ritirato” è di una bassezza unica. Aggravata ancora di più, con un pezzo successivo in cui si dava dei deficienti ai suoi sostenitori (bella percentuale a giudicare dai voti ricevuti), complimentandosi con DeMa “di essere più intelligente” dei suoi sostenitori.
    Maradona è stato il mito e lo sarà sempre per i tifosi napoletani che ammirano (quasi) tutti il Napoli Sarri e quindi non campiamo donna nostalgia. Prima lo capirà Gallo e meglio sarà.
    Saluti Nicola da Cava de’ Tirreni.

  3. Guga Stimolo 7 luglio 2017, 14:34

    Anche nn postando più articoli su sta storia…..

  4. Scusate ma non si può amare e sperare di vincere con questo attuale Napoli e nello stesso tempo AMARE CHI IN PASSATO CALCISTICAMENTE PARLANDO CE FATT OMM COME MARADONA e quel Napoli ?

    Dobbiamo per forza cancellare quei momenti per tifare l’attuale Napoli?
    Le 2 cose non si possono fondere insieme?

    Seconda cosa: come azzo pretendete che la gente si dimentichi del miglior giocatore al mondo e di quel Napoli se con l’attuale societa’ vinciamo solo i colli de azzo?
    Spiegatemi

  5. cmq far passare la piazza semivuota come flop di de magistris é ridicolo, ammesso che fosse semivuota (e critico sempre il sindaco di napoli ma stavolta fa ridere)

  6. la piazza semivuota conferma che un mese fa a Torino c’è stato un fuggi-fuggi generale per un finto attentato e che la gente è spaventata.

    • Il concerto di Vasco Rossi sembra invece dimostrare il contrario. Io credo che, in qualsiasi modo la si pensi su De Magistris, su Siani eccetera… Napoli ama Maradona e lo riterrà per sempre il Dio del calcio, ma anche a Napoli in settimana lavoriamo e di eventi organizzati a tarallucci e vino ce ne freghiamo.

  7. giancarlo percuoco 7 luglio 2017, 11:13

    Per gli ottimisti la piazza era semipiena.

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