Il Napoli comincia la stagione con gli onori e gli oneri dell’entusiasmo

Il Napoli si iscrive a un gioco nuovo, quello di favorito (dopo la Juventus, ovviamente). Mai tanto entusiasmo in partenza nell’era De Laurentiis

Il Napoli comincia la stagione con gli onori e gli oneri dell’entusiasmo

Reina a capo chino

Hanno dovuto forzare un po’ la mano per trovare il famoso pelo nell’uovo. I mezzi sorrisi e i mancati saluti e i passaggi a capo chino di Reina. Robetta, diciamo la verità. Rispetto alle contestazioni e all’indifferenza degli ultimi due anni (per tacere dei precedenti, ma basta andare al 2007 per rendersene conto), c’è un abisso. Il caso-Reina, certamente da risolvere, è una parte millesimale del tutto. Per il resto, ci sono i commenti degli analisti, le foto dagli spogliatoi, le aspettative dei tifosi: tutto spinge il Napoli in alto, verso la lotta per il titolo. Verso il ruolo di anti-Juventus, di prima inseguitrice, qualcuno azzarda addirittura favorita perché a Torino sono un po’ indecisi sul futuro – ma questa è una boutade.

Insomma, c’è entusiasmo. È una condizione nuova per il Napoli, ed è inizialmente benefica. Anche perché iniziare con l’approccio giusto la nuova stagione vuol dire avere la possibilità di coltivare al meglio la preparazione, e quindi di arrivare al meglio al preliminare di agosto. Al primo, immediato turning point possibile della stagione.

La novità

Però pensiamo anche al peso eventuale di questa novità. Non tanto al fatto che qualcosa possa andare storto – perché il mercato dura fino a fine agosto, perché potrebbero esserci infortuni, prestazioni negative, insubordinazioni e frizzi e lazzi -, ma alla difficoltà di dover dimostrare di essere all’altezza di qualcosa di grande. Di grande come l’attesa che c’è intorno a questa squadra. Mai come ora, nell’era De Laurentiis. Le volte in cui il Napoli ha iniziato la stagione come pretendente allo scudetto c’erano incognite maggiori: l’impatto del doppio impegno campionato-Champions (2011), l’assorbimento dell’addio di Lavezzi e Higuain (2012 e 2016), il possibile adattamento alla rivoluzione tecnica e di concetto di Benitez (2013). Gli altri anni non li specifichiamo, ma appartengono più o meno a questi gruppi situazionali, cambiando qualche fattore.

Ecco, quest’anno ci sono un tecnico e una squadra rodati (anche vicendevolmente). C’è la consapevolezza che l’insieme di questi due fattori può portare a cose veramente belle (il finale dell’ultima stagione, ad esempio). Pare che si stia delineando un mercato addirittura chirurgico, seppure non esplosivo, che addirittura soddisferebbe la maggioranza di un pubblico con il cervello e la lamentela modellati sulla retorica del top player che manca sempre e comunque. No, non stiamo esagerando: con Berenguer e Mario Rui (al posto di Strinic) e un portiere di riserva, il Napoli sarebbe completo. Con Berenguer, Mario Rui, un portiere di riserva e Toljan parleremmo di capolavoro assoluto. E la pensano così, più o meno, anche i tifosi.

Un gioco nuovo

Queste premesse portano il Napoli a una nuova dimensione. In una nuova dimensione. Anzi, creano per Sarri e i suoi ragazzi un ruolo nuovo nel gioco delle parti. Non ci sono più pronostici nefasti e critiche preventive da zittire. No, ora ci sono promesse da mantenere, idee e manie di grandezza che sembrano giustificate ma sono da accertare. Da verificare. In Champions, per prima cosa, che non è mai facile. E poi in un campionato in cui – realisticamente – un po’ tutti hanno dovuto o dovranno intervenire alle fondamenta per cercare di migliorarsi. Pensiamo al Milan, all’Inter o alla Roma. Pensiamo alla Juventus, che al 3 luglio non sa ancora su quale giocatore che era in campo a Cardiff potrà contare. Non pensiamo alla Fiorentina o alla Lazio, finora inesistenti sul mercato degli acquisti e su quello delle conferme.

Insomma, il Napoli si sta iscrivendo a un gioco nuovo. Quello della favorita. Certo, finora la Juventus è in vantaggio e lo sarà sempre, non siamo così fuori dal mondo. Però, come dire: il Napoli ha fatto di tutto per esserci in un certo modo. Per iscriversi a questo gruppo. Uno status che comporta delle responsabilità, una condizione che genera degli oneri. La società l’ha fatto sul mercato, con uno sforzo importante per trattenere chi pareva destinato all’addio.

La squadra sembra aver iniziato da subito, con la ormai famosa rinuncia alle vacanze per presentarsi oggi a Castel Volturno. Tutti insieme, di nuovo, con qualcuno che arriverà e qualcuno che saluterà – ma niente sarà clamoroso o clamorosamente mancato. Al netto di Reina, ma anche quella situazione sembra in via di risoluzione. Sarà curioso vedere le reazioni di tutto l’ambiente a questo nuovo stato dell’arte. A questa nuova dimensione del Napoli. Una grande squadra, consapevole di esserlo, che rappresenta e ispira hype. Del resto, è quello che abbiamo sempre immaginato di essere, quello che abbiamo sempre voluto.

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  1. Pacojonathan 4 luglio 2017, 0:12

    Troppo entusiasmo, non fa bene e porta male…. il mio parere è che partire con queste premesse è pericolosissimo…. invito giornalisti e tifosi a rimanere con i piedi per terra…. la roma ad agosto negli ultimi anni ha vinto almeno cinque scudetti…. ma solo ad agosto…

  2. Federico Villani 3 luglio 2017, 17:46

    Bell’articolo, realista che strizza l’occhio al sogno, all’utopia.

  3. Gianni Scotto 3 luglio 2017, 17:12

    I tifosi del Bayern hanno uno slogan che trovo molto bello: “noi siamo noi”. Noi siamo noi, il Napoli è una squadra fortissima, con cui già da qualche anno tutti devono fare i conti. Come disse Sarri alla vigilia dello scorso campionato: non ce la metto la firma, sotto il secondo posto. Ce la giocheremo fino alla fine. Noi siamo noi.

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