Il 4 luglio è il Dependence Day dei tifosi del Napoli (ma una soluzione c’era)

L’assurda polemica tra chi voleva la festa con Maradona e chi guarda al presente e al futuro come De Laurentiis.

Il 4 luglio è il Dependence Day dei tifosi del Napoli (ma una soluzione c’era)

La dipendenza da Maradona

Nei sogni dei tifosi ci sono i grandi campioni o comunque dei calciatori in grado di rafforzare la squadra e dar loro la possibilità di concretizzare il sogno sullo sfondo, quello con i riflessi tricolore dello scudetto. Anzi, degli scudetti: quello ancora da giocare e quello da ricordare.

Come sempre umorali, anche gli argomenti di discussione che ci scegliamo in grado devono essere di far salire e scendere repentinamente le sinusoidi dei nostri bioritmi. In questo caso, del tifo.

Lasciando il calciomercato agli esperti e mettendo da parte – almeno per scaramanzia – il campionato prossimo venturo, ecco che resta la data del 4 luglio. Il giorno dell’indipendenza degli USA diventa quello della dipendenza sotto il Vesuvio. Sì, perché diciamocelo: noi da Maradona e co. siamo in buona parte dipendenti. Ci mancano. Chi fino ad oggi non si è andato a guardare i riflessi filmati dei due campionati vinti? Un po’ come andare ad annusare la coccoina anche quando le figurine Panini erano diventate adesive.

Sarri è diventato il nostro metadone: è grazie a lui che ci stiamo disintossicando dai ricordi (ma ci ricadremo in futuro, lo sappiamo).

La saggezza di De Laurentiis

Però intanto se De Laurentiis dice una cosa saggia («non sappiamo se giocare il 4 luglio alla partita celebrativa al San Paolo, perché il giorno dopo partiamo per il ritiro e il rischio infortuni è grande») ecco che c’è chi trova l’ennesimo pretesto di polemica, quando non arriva a stracciarsi le vesti.

È servita a poco la malinconica processione del 10 maggio e l’ancor più deprimente rimbalzo di responsabilità tra Comune di Napoli e Calcio Napoli sul divieto di accesso al campo dei campioni del primo scudetto (che poi, anche se fossero entrati, da soli e senza pubblico, a che sarebbe servito?).

Il compromesso

E dire che la soluzione sarebbe lì, in bella evidenza: giochino pure una partita tra le glorie del primo e del secondo scudetto; noi saremo lì, prima o dopo la gara, a presentare la rosa che parte per Dimaro, sarà il nostro raduno pre ritiro; sfiliamo tutti insieme, con la speranza che quei tricolori contagino il nostro cammino. In questo modo facciamo contenti i tifosi e il giorno dopo partiamo senza problemi e senza rischi di infortunio.
Invece, come dice un mio amico, siamo gli affezionati frequentatori dell’Ufficio complicazioni affari semplici…

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  1. Alfonso De Vito 8 giugno 2017, 10:46

    è una possibilità, ma elencatemi statisticamente il numero di giocatori infortunatisi nelle “partite del cuore” e robe del genere… penso nessuno nella storia. Mi sembra più un dispetto di ADL a qualcuno, forse al sindaco che nello stesso giorno da la cittadinanza a Maradona e avrebbe fatto la primadonna pure al san paolo

    • Antonella Capaldo 8 giugno 2017, 15:19

      poiché l’infortunio è una possibilità io eviterei di andare a sfrocoliare la mazzarella a San Giuseppe!
      Inoltre, questi festeggiamenti sono una cosa triste e anacronistica, come leggevo in un altro post qua ci sono degli ex sportivi ed ex campioni che hanno nostalgia dei “tiemp bell ‘e na vota” che non possono tornare più! loro sono il passato a cui siamo grati, ma mi pare il “fratello ricordati che devi morire” di troisiana memoria

    • Premesso che le cose si fanno solo se organizzate bene, e quindi ripetere la pagliacciata dell’altra volta è deleteria, concordo con l’interpretazione.

  2. che articolo baldraccoso.

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