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Cosa manca a questo Napoli? La faccia di Cellino

I tre gol, i trenta di Mertens, il pallonetto di Hamsik, la traversa di Albiol, dodici occasioni da gol, 70% di possesso palla. Un solo rammarico.

Cosa manca a questo Napoli? La faccia di Cellino
Cellino mentre imparava le buone maniere per andare in Inghilterra

Il mio Napoli – Cagliari 3-1

– Domanda fissa: cosa manca a questo Napoli? Al quello di ieri, niente.
– Come accaduto per la maggior parte delle partite di questa stagione, la squadra domina, diverte, spreca, vince e commette la solita sciocchezza difensiva. Niente di nuovo sotto il sole. Parrebbe.
Una cosa che di certo non manca mai è la bellezza. Forse, l’unica reale differenza rispetto alle altre gare è che ieri il Napoli ha trovato continuità anche in questo. 
– È stato così bello e divertente che sembrava di giocare in trasferta.
– Spesso, in altre occasioni, questo elevato grado estetico lo si è visto per un tempo, per 60 minuti o per alcuni intervalli all’interno del match. Ieri invece è stato un moto perpetuo dal primo al penultimo minuto.

Il pallonetto di Hamsik

– Eppure, nei giorni precedenti, i giornali sardi avevano titolato “Rastelli, incubo del San Paolo”. Lasciando presagire un Cagliari col coltello tra i denti pronto a tentare la grande impresa.
– Sono bastati invece due minuti e un bel cross di Ghoulam sul primo palo che Mertens ha dissotterrato l’angoscia insabbiata degli isolani per lo 0-5 subìto all’andata.
– Mi dispiace che i ritardatari non abbiano potuto godere del gesto rapace del folletto belga a cui di certo non è venuto meno il tempismo.
Ritardatari che comunque hanno potuto ammirare il pallonetto di Hamsik da metà campo terminato di poco oltre la traversa. Ecco, forse è mancata un po’ di fortuna.

Insigne per Calle

– Ammirazione che si è prolungata in un crescendo della squadra di Sarri con il solito pressing ossessivo, il gioco veloce nello stretto, il passaggio lungo accompagnato da quello corto, il cambio di gioco, lo sfruttamento delle fasce, e l’immancabile marchio di fabbrica “Insigne per Calle”.
Ogni volta che vedo Insigne rientrare sul destro e lanciare, immagino gli allenatori avversari durante la settimana con lavagne, fogli e schemi computerizzati che spiegano ai difensori tutte le dovute contromosse per evitare che Calle diventi letale. Il gol è mancato stavolta, ma non c’è niente da fare: non si può evitare l’inevitabile. Su quel taglio, Calle è immarcabile. 
– Anche Insigne ha tentato un pallonetto difficilissimo da distanza ravvicinata dopo un’invenzione di Hamsik. A San Siro pure ci aveva provato un paio di volte. Il tiroaggiro sta lentamente lasciando il posto alla cuchiarellaggiro. Nel caso, è forse mancata la freddezza.
– Chi invece si è scialato con la battuta classica è Mertens. Due tiri identici con purtroppo gli stessi esiti.

Reina spettatore

– Così come non è riuscito a bucare Rafael da pochi passi, dopo che Salamon, mai cognome fu così appropriato, ha perso banalmente un pallone in piena area di rigore. È mancata la precisione.
– Volume di gioco impressionante, numero di passaggi riusciti imprecisato, possesso palla oltre il 70%, un dozzina di occasioni da rete. Risultato finale del primo tempo: solo 1-0. Sono dunque mancati i gol per chiuderla.
– Se si fosse seguita la solita regola, i nostri avrebbero dovuto calare il ritmo e concludere magari di rimessa. Invece è continuato l’assedio come se la partita fosse iniziata al 46′.
– Il Napoli non si è abbassato di un metro e Reina ha continuato a guardare la partita come il più privilegiato degli spettatori.

Trenta candeline, trenta gol

– In alcune fasi è stato lampante come i giocatori del Cagliari, le poche volte che sono riusciti a divincolarsi dal primo pressing, si vedessero costretti a tornare indietro o a spazzare perché attorniati solo da maglie bancazzurre.
Ecco, una cosa che manca di certo è l’azzurro.
– Il 2-0 è nato da un altro assist di Ghoulam per Mertens trovato al limite dell’area. Il tiro si è infilato tra le gambe del difensore prima di infilarsi alle spalle di Rafael.
Con questo, Mertens ha raggiunto le 30 candeline personali. 24 in campionato. Numeri da bomber di razza. E nel giorno del compleanno, si è regalato pure l’assist.
– Anche il terzo ha visto protagonisti gli stessi uomini. Unica variante è il passaggio illuminante del belga che invece di tirare ha liberato Insigne a pochi passi dalla porta. Evitata l’istintiva cuchiarellaggiro, si è invece misurato con un piazzato preciso all’incrocio dei pali.
– Il Napoli ha inoltre colpito una traversa con Albiol ed avrà sprecato almeno altre 5 occasioni d’oro.

Il ronzio nella testa della Roma

– A proposito, molto bello lo striscione della curva dedicato a Sarri in cui si è chiesto a Ronaldo e Messi di mettersi da parte per il Pallone d’oro. La stagione non è terminata, ma il tecnico merita questi elogi a prescindere dall’esito finale. Io un Napoli così divertente l’ho visto in altre occasioni, ma per 3, 4 o 10 partite, non per quasi 2 anni di fila. Con più di 200 gol all’attivo. Come si dice? Sarri non ci fa mancare niente.
– Ci sono sicuramente degli aspetti da migliorare e questo è solo un bene. Manca per esempio la concentrazione difensiva per tutto l’incontro. Anche ieri infatti abbiamo beccato un gol balordo all’ultimo secondo che non ha certamente inficiato sul risultato, ma che comunque ronzerà fastidiosamente nella testa dei giocatori.
Ronzio che mi auguro infesterà i pensieri dei giocatori della Roma stasera chiamati dopo lungo tempo ad un contro sorpasso nel momento più delicato della stagione.
– Ronzio che sicuramente starà opprimendo Rastelli che in due partite ha subito 2 lezioni e 8 gol che potevano essere 18. Considerando i suoi trascorsi, forse i giornali sardi, quando lo hanno definito incubo del San Paolo, si riferivano a noi tifosi quando era calciatore e giocava nel Napoli.
– Cosa manca, dicevamo? Al Napoli di ieri non manca nulla. A me però un languorino è venuto: 5-0 all’andata e 3-1 al ritorno. Sono questi i momenti in cui mi mancano i panini e la faccia di Cellino.
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.
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