Non è roba di orario, il Napoli non sa gestire il risultato dall’alba al tramonto

La 29esima giornata di campionato – Dalle polemiche di Sarri agli ottant’anni del Magara, fino al caso Agnelli-Figc: sogno da tre notti la scena della testa di zebra nel letto

Non è roba di orario, il Napoli non sa gestire il risultato dall’alba al tramonto

Falli da dietro – Commento al campionato 2016/2017
29esima giornata

La procura federale della Figc: “Agnelli incontrava i mafiosi”.
La notizia è che esiste una procura federale della Figc.
Agnelli si affretta a smentire.
Ma io sogno da tre notti la scena della testa di zebra nel letto. E vado in delirio.

Fughe

Pochi argomenti, molte digressioni. Preparatevi.
La noia del campionato sbatte come persiana al vento.
In vetta sfangano tutte. E tutte con una certa fatica.
La ripresa ergastolana a Marassi è da brividi.
Acciughina già aveva mugugnato per le troppe concessioni dei difensori al funambolismo in acrobazia del Quaglia assatanato.
Ma al 95° quando Regini, su angolo, svetta di testa e non inquadra la porta per due dita, il livornese se la fa letteralmente sotto e si imbufalisce di brutto.
Alla fine tutti contenti.
Si festeggiano gli 80 del Magara.
E Giampaolo trova la serenità per raccontare un gustoso aneddoto.
Baggio porta un cane al campo.
Mazzone: “Di chi è? Mandatelo via!”
“E’ di Baggio, mister.”
“E allora dategli un biscottino!”

Il Parapet è un ex timido complessato.

Lo prova il suo incedere un po’ ingobbito, con la testa incacchiata nelle strette spallette.
A ricordo dei tanti “scuzzettoni” sulla capoccia pelata che deve aver incassato silente prima che si scoprisse in lui un allenatore di valore.
In un clima arroventato dall’addio all’Europa, diventano sempre più epocali e sempre più imperdibili i suoi battibecchi con la stampa all’insinuazione che lui porti sfiga.
Insinuazione che lui involontariamente e maldestramente alimenta con frasi e atteggiamenti a dir poco esilaranti.
Il malessere c’è. E non è ben chiaro perché l’uomo di Certaldo meni così il can per l’aia.
Se cerchi l’incidente per aver già firmato altrove, o se davvero ci tenga a salvare la poltrona sangue-oro.
Se così è, passi dalle parti di Palazzo Chigi per consigli più dettagliati.
Lì di salvataggi ne fanno uno al giorno. E più che un ordine di partito seguono l’ordine alfabetico.
Oggi Lotti, domani Minzolini.

Comunque a tendere una mano al Parapet è il Sor Tuta.

A lui fa schifo giocare a ora di pranzo e così spara a zero contro la Lega.
“Che rispetto c’è stato per la Roma, uscita fuori col Lione quasi esclusivamente per responsabilità della Lega con quel calendario? La Roma non è stata tutelata. E’ stato un signore Spalletti a non dirlo”.
Ma è difficile credere che certe note amnesie dei beneamati fujenti nella città di Farinata siano roba da orario o da clima.
La partita era iniziata sotto i migliori auspici.
La imbarazzante pochezza empolese, la messe di rigori a favore da mettermi molto a disagio.
Poi il Sor Tuta fa uscire l’ordinato Jorginho. E la partita cambia.
Lo svolazzante Diawara spezza l’equilibrio in centro, e nessuno ci capisce più un tubo.
Non è roba da orario.
La incapacità dei nostri di gestire il risultato è provata in ogni ora del giorno e della notte. Dall’alba al tramonto.
Con la pioggia, e la grandine, con il vento dell’est o con il sole del meriggio.
Ed è la prova che la squadra è mentalmente immatura.

Per fortuna i cinesinda di John Malkovich-Pioli rifiutano i regali di Joe Hurt.

Per fortuna Perisic sbaglia tre limpide occasioni da gol.
Così i nerazzurri non vanno oltre il pari contro gli arrembanti giovani granata.
Per fortuna le Aquile di Ponte Milvio non riescono a far un solo golletto al Cagliari che pure ne incassava almeno uno da tempi immemorabili.
Per ora quelle che incalzano restano alla distanza.

Riecco la Dea, però, e riecco il Papu. Tre doppiette nell’anno in corso.
Un altro record per una stagione da record.
E riecco I felsinei che non segnavano quattro reti da oltre quattro anni.
Ma è la furia dell’ultima mezz’ora a impressionare.
Finalmente si intravede un po’ la squadra che voleva Crisantemo-Donadoni.

Gli altri aquilotti invece , quelli della Favorita, le prendono anche dai friulani

Sessanta gol subiti, peggior risultato nella storia rosa-nera.
Probabilmente Mohammed Anas le avrà prese dalla moglie.
È successo in Sudafrica.
Mohammed Anas è un 22enne attaccante ghanese del Free State Stars.
Al termine del 2-2 con l’Ajax Cape Town. è stato premiato come uomo partita.
A fine gara, nella classica intervista a caldo, Anas, emozionatissimo per l’impresa, prima ringrazia i tifosi, poi aggunge:
“Ringrazio anche mia moglie e la mia fidanzata”.
Dopo un attimo di panico, si accorge dell’errore e corregge il tiro.
“Chiedo scusa, mia moglie! Solo mia moglie! Ringrazio solo mia moglie!”.
Ma oramai la gaffe era fatta.
I media sudafricani non hanno ancora capito se le scuse siano state o meno accettate dalla signora Anas.
Due giorni dopo però, pare che lui sia stato visto in un pub solo davanti a una birra. Con un grosso cerotto sul naso.
Doris Akousa Asomo Puni, procacissima e generosissima moglie del calciatore Michael Essien è la nuova proprietaria del Como.
A Palermo invece si devono accontentare di Baccaglini.
Quando si dice la sfiga.

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  1. ciao, Nello, post simpatico, una preghiera: non postarlo sul blooog di Bocca : perle ai porci!

  2. SirCharles#34 21 Marzo 2017, 9:48

    Meglio Trapani.

  3. Ciao Nello,
    L’immagine della testa della zebra è da mito… sto ancora ridendo.

  4. Ciao Nello, ritrovo
    con piacere i tuoi imperdibili “Falli da dietro” (che io credevo
    perduti per sempre, non vedendoli più sullo Zuckerberg social) qui, su il
    Napolista, dove anch’io mi diverto, ogni tanto, a dare sfogo letterario (nel
    senso più originario del termine, cioè pigiando tasti con lettere su di una
    tastiera) alla passione azzurra che ci accomuna.

    Mi sembra, la tua,
    una scelta giusta. Si tratta di una collocazione più adeguata al tuo elegante e
    saporito stile accoppiato ad una competenza della materia, trattata con
    leggerezza e ironia, degna del miglior giornalismo sportivo.

    E così credo di
    essermi meritato il caffè che mi offrirai quando verrai a Roma.

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