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Il Napoli dall’età media bassissima (26,2) è un’eccezione per la Serie A e per la Champions

La maggior parte dei grandi club puntano su una rosa più matura: gli azzurri, insieme a Psg, Borussia Dortmund e altre realtà importanti, rappresentano la novità.

Il Napoli dall’età media bassissima (26,2) è un’eccezione per la Serie A e per la Champions

Giovani, prospettive, acquisti futuribili. Negli ultimi giorni, il Napoli ha avuto una narrazione caratterizzata da questi termini. Il mercato, del resto, è stato fortemente young oriented. Dei sette acquisti del Napoli, solo due sono nati prima del 1991: Giaccherini e Tonelli. Gli altri 5, da Maksimovic (1991) a Diawara (1997) rientrano in un progetto-concetto di linea verde che ha pochissimi precedenti nella storia del Napoli. E che ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori, soprattutto nell’anno in cui si è dovuto sostituire Gonzalo Higuain.

Eppure, questa  potrebbenon sembrare una novità nel calcio europeo. In Italia, territorio franco, forse sì: non sempre, anzi quasi mai, una squadra di vertice si attrezza per la stagione successiva conducendo un mercato giovane. E basta leggere l’età media del campionato di Serie A per rendersene conto: il Napoli (26,2) occupa la decima posizione, esattamente a metà. Tra le squadre con un’età media più alta, troviamo Juventus, Roma, Inter e Sassuolo. Ovvero, quattro delle sei squadre di Serie A che partecipano alle competizioni europee. Sotto il Napoli, troviamo Milan e Fiorentina. 

In Europa, come accennato prima, la situazione potrebbe apparire diversa. Basti pensare a gestioni come quella del Borussia Dortmund, del Porto, del Bayer Leverkusen: tutti club che portano avanti una politica di “fabbrica dei mostri”, che attraverso scouting (soprattutto) e settori giovanili creano i campioni che poi rimpolpano gli organici delle grandi squadre. Eppure, è solo apparenza. Perché il nuovo Napoli costruito da De Laurentiis, Sarri e Giuntoli rappresenta un’eccezione pure nel panorama della Champions: tra le sedici squadre che compongono le prime due fasce, il Napoli ha l’undicesimo organico per età media. Quindi, il quinto più giovane. Più “in alto ” del Napoli troviamo il Porto, il Paris Saint-Germain (un po’ a sorpresa, ma è merito di Emery), il Borussia Dortmund e il Bayer Leverkusen.

Le altre undici big, Mancehster City, Cska Mosca e Juventus in testa (questo il podio, con un’oscillazione tra i 28,7 dei Citizens e i 28,0 dei bianconeri), hanno tutte un’età media superiore a quella del Napoli, che nella classifica generale (al di là delle fasce) si piazza anche in Champions a una discreta metà classifica (o quasi), al 18esimo posto. Sorprendente, come detto, che una squadra candidata a vincere la competizione (il Psg) possegga la decima età media più bassa (25,4): il calciomercato voluto dal nuovo tecnico Emery, orientato per la prima volta più alla realizzazione di un progetto tecnico-tattico che al riempimento dell’album di figurine, ha portato ad acquisti da linea verde. Jesé del Real Madrid (1993), Meunier del Club Bruges (1991), Krychowiak del Siviglia (1991) e pure il 29enne Ben Arfa hanno contribuito ad abbassare un’età media già non altissima, soprattutto grazie a Marquinhos, Rabiot, Aurier, Kurzawa. 

E poi c’è il mito del Borussia Dortmund, di cui abbiamo già parlato qui, appena dopo la cessione di Higuain e scrivendo di un mercato-Napoli vicino all’idea di Football Manager: i tedeschi, nell’ultima sessione, hanno acquistato Emre Mor (1997), Guerreiro (1993) Dembélé (1997), Merino (1996) più i due “vecchi” Goetze (1992) e Schurrle (1990). Una squadra a cui il Napoli dovrebbe ispirarsi e probabilmente si è ispirato, che è costantemente ai vertici da anni e che è anche riuscita a togliere qualche trofeo interno al Bayern Monaco, fino a rischiare di vincere la Champions nel 2013. Che il Napoli tenda a un progetto così, è una cosa buona e suggestiva. Ah, e anche loro vendono i loro campioni ai top club: quest’anno sono stati tre, Mhkitarian al Manchester United, Gundogan al Manchester City e Hummels al Bayern Monaco.

Ultima analisi, quella sul girone B, con Napoli, Benfica, Besiktas e Dinamo Kievo: gli azzurri hanno l’età media più bassa, seppur di pochissimo rispetto ai portoghesi (26,3). Per ucraini (27,1) e turchi (27,5, sono quarti nela graduatoria delle squadre più “anziane”), invece, la forbice con il Napoli è più ampia. Vedremo in campo se si tratterà di un merito o di una valutazione sbagliata. Intanto il Napoli studia da Borussia, in Italia e in Europa. E a qualcuno, tipo a noi, questa roba piace.

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