L’immobilismo del calcio italiano: il no della Lega alle seconde squadre e al nuovo Campionato Primavera

L’immobilismo del calcio italiano: il no della Lega alle seconde squadre e al nuovo Campionato Primavera

Fumata nera. Anzi, alla fine neanche quella, perché non siamo al Conclave e la votazione non si ripeterà. Nessuna riforma per il Campionato Primavera, né tantomeno saranno inserite le seconde squadre nell’organico della Lega Pro. Il calcio italiano resta fermo, e non si modifica nonostante il tentativo fatto ieri all’assemblea della Lega Serie A.

All’ordine del giorno, la modifica del Campionato Primavera (ne abbiamo scritto qui) e l’eventuale inserimento delle squadre “B” nel campionato di terza serie. È andata male, come riportato (con rammarico) da Marco Iaria in un pezzo sulla versione online della Gazzetta dello Sport. Niente cambiamenti, dunque, a un Campionato Primavera considerato poco competitivo. La votazione finale è risultata negativa nonostante il parere favorevole (all’idea) espresso in precedenza da 18 delle 20 squadre di Serie A: alla fine, su 22 voti (le 20 dell’ultimo campionato di A meno il Frosinone assente e le tre neopromosse), 8 schede contrarie. Tra i club che hanno votato per il “no”, anche il Napoli. Che, secondo Iaria, avrebbe lamentato una questione di costi.

Bocciate anche le seconde squadre, che, leggiamo, «interessano solo alle grandi e ai club attenti al vivaio come l’Atalanta». Strada impervia anche per le sperimentazioni sulla VAR, la moviola in campo approvata a marzo scorso dalla Fifa. La Figc si era detta disponibile a “ospitare” test live sui nostri campionati, ma alla fine anche questa votazione non è andata a buon fine. L’assemblea di Lega ha rifiutato di sostenere da sola spese per un milione nella prima stagione, chiedendo una compartecipazione alla Figc. Arriverà un contributo dalla Figc di Tavecchio, i club dovranno “investire” appena 500mila euro. Forse, alla fine, si arriverà a un accordo. Ma forse, però.

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