Ora niente drammi, il Napoli ha dimostrato la sua forza. Dalla Juventus una lezione di umiltà

Ora niente drammi, il Napoli ha dimostrato la sua forza. Dalla Juventus una lezione di umiltà

No, stavolta non si può parlare di immaturità né di braccino. Il Napoli ha perso, ci sarà una ragione, non invochiamo la sfortuna. Ma ha perso una partita per larghi tratti controllata, ha perso con un gol di Zaza deviato da Albiol a tre minuti dalla fine, quando la Juventus sembrava sulle gambe. Il risultato finale dice uno a zero per loro e adesso, dopo la quindicesima vittoria consecutiva, comandano loro con un punto di vantaggio su di noi. Il Napoli è alla terza sconfitta in campionato, tutte fuori casa. Sicuramente la più pesante ma è una sconfitta che non deve in alcun modo intaccare la fiducia del Napoli nei propri mezzi. È finita con lo Juventus Stadium che intona Oj vita mia, non sanno i tifosi bianconeri che noi non la cantiamo più.

Una partita che Allegri non ha avuto vergogna di giocare sulla difensiva. È stato umile. La Juventus ha riconosciuto il valore del Napoli. Sapeva di non potersela giocare a viso aperto. Il tecnico livornese ha fatto di tutto per recuperare Khedira. Gli serviva peso e sostanza in mezzo al campo. E il tedesco ha retto benissimo nel primo tempo, annullando Hamsik, e ha giocato di mestiere nella ripresa quando le forze sono cominciate a calare.

Di mestiere. Così ha giocato la Juventus e così ha vinto. Se c’era una trama che Allegri aveva immaginato era quella che abbiamo visto: controllare il Napoli e sperare di colpire. Due volte la Juventus ha tirato in porta, entrambe nella ripresa, entrambe di sinistro: una volta Dybala, alto, e un’altra Zaza a tre minuti dalla fine. Deviazione diAlbiol. Gol.

Si può imputare qualcosa al Napoli? Francamente no. La squadra di Sarri, ha giocato, è partita bene poi ha subito nella fase centrale, dopodiché ha ripreso il controllo della gara. Non ha mai mostrato di avere paura, ha annullato Dybala e Morata, a centrocampo ha retto bene l’urto con un Allan e Jorginho da sette. Più in ombra Hamsik. Non si poteva pensare di venire allo Juventus Stadium e attaccare a tutta per prendere caso mai gol in contropiede.

La catena di sinistra del Napoli è stata studiata nei minimi particolari da Allegri che ha arginato la catena che ha fruttato il 70% dei gol del Napoli. Non a caso le occasioni più pericolose – le uniche del primo tempo –il Napoli le ha costruite dalla destra dopo la mezz’ora. Un cross di Hysaj perfetto per Higuain che è stato prodigiosamente anticipato all’ultimo secondo in spaccata da Bonucci. Un intervento che vale un gol. Sul successivo corner, Albiol si ritrova a tu per tu con Buffon ma colpisce debolmente e poi sulla ribattuta spara alto. Sessanta secondi e ancora Callejon dalla destra crossa un po’ troppo lungo per Higuain ancora una volta libero in area.

Sono stati i novanta secondi di sbandamento di una Juventus che non si è mai resa realmente pericolosa nel primo tempo, pur sfoderando un maestoso Pogba.

È stata la partita delle difese. Annullato Higuain, annullati Dybala e Morata. Ottima la prova di Koulibaly. Nella ripresa non è accaduto nulla di significativo. Tranne l’uscita di Bonucci per infortunio. Il Napoli ha conquistato metri, la Juventus sembrava sulle gambe. Ogni tanto un guizzo. Due. Uno decisivo.

Adesso viene la fase più importante del campionato. Gestire una sconfitta che brucia. Per il peso e per il modo in cui è maturata. Il Napoli, se ce ne fosse bisogno, ha dimostrato di potersela giocare alla pari con la Juventus, di incuterle timore. Poiché la sfortuna non esiste, bisogna lavorare sui dettagli. Partite del genere si dovranno portare a casa. Ma francamente anche squadroni hanno perso partite così, anche il Napoli di Maradona del primo scudetto a Milano contro l’Inter, segnò Bergomi.

Il Napoli non si deve abbattere. Il campionato è lungo. Perde il primato dopo otto vittorie consecutive e dopo sei giornate. Non vanno fatti drammi. Bisogna ripartire dall’ottima prestazione di stasera, rovinata solo da quel gol di Zaza nel finale. Della Juventus che cosa dire? Che si è vista l’esperienza e anche l’umiltà. Hanno in testa l’obiettivo finale e solo quello e perseguono la strada più idonea per raggiungerlo, foss’anche un atteggiamento da comprimario. Questa è una lezione. Ma il Napoli stasera ha dato dimostrazione della propria forza e deve essere orgoglioso di sé.

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