Nico, il napoletano che trasmette ai bambini di Cuba la passione per il calcio e per il Napoli

Nico, il napoletano che trasmette ai bambini di Cuba la passione per il calcio e per il Napoli

Anche Cuba scopre il calcio e, soprattutto, tifa Napoli. Grazie all’allenatore napoletano Domenico Luongo e alla scuola calcio che ha creato a Regla, quartiere periferico dell’Havana, Cuba inizia a scardinare la storica Eide, il modello di educazione sportiva scolastica di Fidel Castro che istituzionalizza solo il baseball, l’atletica e la pallavolo e si converte al pallone, quello più bello che c’è, quello azzurro Napoli.

Una storia nella storia, quella di mister Luongo, per il popolo di Regla solo “Nico”. Quarantaquattro anni, originario di San Giorgio a Cremano, la città di Massimo Troisi, tifoso del Napoli, Nico è allenatore professionista dal 1991. Con regolare patentino conseguito a Coverciano ha allenato in serie D la Turris e ha avuto esperienze nelle scuole calcio affiliate al Napoli e al Milan. Allenatore per passione e guardia giurata per vivere, con la crisi viene licenziato e avendo una moglie cubana, Adis Nubia Fernandez Hernandez, decide di partire per Cuba, dove almeno possiede la casa di famiglia e non deve pagare l’affitto. «Prima di fare questo passo abbiamo pregato moltissimo, abbiamo messo tutto nelle mani di Dio – racconta – Mia moglie e io siamo molto credenti e Dio ci risponde sempre. Ci ha messo nel cuore l’idea di lasciare l’Italia e venire a Cuba a iniziare questa avventura».

A Cuba Nico vive a Regla un quartiere periferico dove si arriva in macchina o con la “lancita”, una specie di piccolo ferryboat con cui si attraversa la baia dell’Havana. È un quartiere molto povero ed è qui che lui decide di insegnare ai bambini a giocare a pallone, la sua grande passione, mettendo su una piccola squadretta, ma i mezzi sono scarsi e l’attrezzatura pure. «Qualche pallone me lo sono portato dall’Italia, gli ostacoli e i cerchi me li son fatti fare da un fabbro, i delimitatori e altri palloni me li portano dall’Italia gli amici che vengono a trovarmi», racconta il Mister. I bambini si allenano nel cortile del Liceo Artistico y Literario de Regla, fondato da Josè Martì nel 1879, su un pavimento: non hanno nemmeno un vero campo.

Il mister allora chiede aiuto ad Alessandro Senatore, presidente dell’Istituto di Cooperazione e Sviluppo Italia Cuba, che, anche lui tifosissimo del Napoli, accetta di buon grado di sostenere il progetto di Luongo e a Regla nasce ufficialmente la “Forza Napoli Club Habana”.

Ben presto nel quartiere si diffonde la voce e gli iscritti aumentano: oggi in squadra ci sono 130 ragazzini tra i quattro e i quindici anni. Provengono da famiglie povere, alle quali il mister chiede un piccolo contributo «ma chi non può pagare non fa niente, si allena lo stesso con noi, ci affidiamo tutti alla Provvidenza», spiega. In attesa della mano di Dio, l’Istituto Italia Cuba ha regalato ai piccoli calciatori in erba delle magliette con i colori della Nazionale italiana: «L’Istituto cerca di opera a Cuba da diciotto anni – spiega Alessandro Senatore – Cerchiamo di promuovere la cultura ma anche l’economia, favorire i rapporti commerciali. A Cuba ho portato otto aziende e una di queste, la New Ipm, specializzata nel settore della telefonia, ha dato un piccolo contributo per le maglie, il grosso lo abbiamo fatto noi».

Da quando ha indossato le nuove maglie, la squadra sta partecipando con successo ai tornei organizzati da chiese e associazioni spagnole: la categoria 2001-2002 è in semifinale ad uno dei tornei, ma anche le altre sono in buona posizione. «Da quando hanno indossato le maglie che gli abbiamo regalato hanno iniziato a difenderle, come se difendessero un’appartenenza – racconta Senatore – Non si può descrivere la loro gioia quando gliele abbiamo consegnate. Ci siamo commossi».

La Forza Napoli Club Habana sta diventando una vera squadra, e si sta compiendo perfettamente anche l’opera di catechesi di Domenico e sua moglie: «Fino ad ora le uniche squadre seguite qui erano il Real Madrid e il Barcellona. Adesso iniziamo gli allenamenti con l’urlo Forza Napoli e chiudiamo con la lettura della Bibbia – spiega il mister – Gli diamo anche compiti a casa, salmi da leggere e da commentare insieme al prossimo allenamento, cerchiamo di toglierli dalla strada, di farli giocare ma anche trasmettergli dei valori». I nuovi idoli dei ragazzi di Regla sono i giocatori del Napoli, soprattutto i latini, Higuain, Albiol, Callejon. Sognano di vederli arrivare un giorno nel loro campo. Ogni volta che gioca il Napoli Domenico e i suoi ragazzi guardano la partita in televisione, sul canale Telerebelde, che trasmette in diretta solo le partite più importanti dei vari campionati europei (e adesso, dato il primo posto in classifica, anche quelle del Napoli) o all’Hotel Nacional. «I ragazzi conoscono tutta la rosa, mi aggiornano loro sulla formazione e sui marcatori, sanno i cori del Napoli e stanno scrivendo lettere ai giocatori», racconta il Mister.

Forza Napoli Club Havana è nata dal nulla come un progetto di solidarietà: «Cuba è l’unico paese sudamericano dove il calcio non attecchisce, anzi, sono piuttosto scarsi – spiega Senatore – Per la prima volta quest’anno due giocatori cubani sono andati a giocare in Messico in una squadra di Serie B. Ci sono tantissimi campi da baseball ma pochissimi di calcio».  

Con il piccolo contributo delle famiglie il mister riesce a malapena a pagare l’affitto del campo sportivo del Liceo. Recentemente, però, il Poder Popular del Municipio di Regla ha dato in concessione alla squadra un terreno da adibire a campo di pallone.

«C’è da livellare il terreno e acquistare le porte, poi dobbiamo recintarlo. Per sistemarlo occorrono duemila euro – spiega Senatore – e per raccogliere questi soldi ci siamo inventati una forma di tesseramento i cui introiti andranno solo in questo progetto: chi sottoscriverà la quota potrà seguirne i progressi sul nostro sito».

Anche l’Istituto Dante Alighieri, l’istituto culturale dove si impara la lingua italiana all’estero ha sposato l’idea e ha accettato di organizzare un corso per allenatori, così i bambini e i nuovi mister potranno anche imparare l’italiano e la loro esperienza sarà anche un modo per diffondere la cultura italiana nel mondo: «Ho bisogno di aiuto – racconta Nico – alleno da solo tutte e sei le categorie, dal lunedì alla domenica, dalla mattina al pomeriggio. Insegnare calcio a Cuba mi gratifica, mi arricchisce sia dal punto di vista professionale che umano. Ogni giorno è una nuova scoperta. Sto imparando la mentalità giocherellona di questi ragazzi e sto facendo un mix con la nostra, più professionale. Ci sono ragazzi molto bravi tecnicamente che non hanno niente da invidiare agli italiani e agli europei. Qui giocano ancora per strada, con palle di pezza o con i barattoli, cosa che da noi un po’ si è persa e quindi hanno sviluppato una notevole tecnica di base, bisogna solo disciplinarli e limarli. Pensa, ho due bambini di appena cinque anni, giocano con noi da un anno, dal nostro primo giorno, Anthony e Alvaro: sono dei talenti, fanno cose con il pallone che mai mi sarei pensato di vedere a Cuba! Dovreste vedere Anthony come accarezza il pallone! Abbiamo anche delle femminucce: Adianez,Rachel, Camila, Ayamey e Claudia, che è fortissima, è la capitana della squadra 2001-2002 (14-15 anni) e già sta nelle preselezione nazionale».

Domenico si augura che da questa scuola possano uscire i primi calciatori in grado di qualificarsi, con la nazionale, in un mondiale di calcio: «Cuba ha partecipato solo una volta ai Mondiali, nel 1938, per caso: Argentina e Uruguay non si presentarono e così fu invitata la selezione di Cuba. L’attuale nazionale è stata buttata fuori dall’ultima Coppa America e il campionato di serie A cubano è come le nostre categorie dilettantistiche, chissà che il futuro non venga proprio da questi nuovi calciatori partenopei-cubani».

Per aiutare i piccoli di Regla si può diventare soci dell’Istituto Italia Cuba o del Forza Napoli versando un contributo differenziato a seconda che si scelga di essere socio sostenitore (10 euro) o benefattore (50 euro). Si può fare un bonifico, maggiorato dei costi di spedizione, a favore dell’Istituto di Cooperazione e Sviluppo Italia Cuba.

«Ho già ottenuto la sottoscrizione di una trentina di tessere, mi hanno chiamato anche alcuni bar di amici che vogliono iscriversi come attività commerciale – racconta Senatore – ma appena scendo in Tribunale li obbligo tutti a prendere la tessera. Faccio parte di Toghe Azzurre, non potranno rifiutare. E poi diciamolo: la squadra è nata ad ottobre e da allora il Napoli vince. Porta fortuna».

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