Il Napoli a Bergamo ha giocato quattro partite (e Britos ha battuto il Liverpool)

Il Napoli a Bergamo ha giocato quattro partite (e Britos ha battuto il Liverpool)

Un romanzo può avere al suo interno un sacco di storie, così come la partita non è mai una sola. Quante partite si sono giocate ieri a Bergamo? Io ne conto almeno quattro, ma ci arriviamo tra poco. Thomas Williams è uno scrittore statunitense, da noi poco conosciuto, fino a un paio di mesi fa quando è uscito per Fazi, I capelli di Harold Roux (trad. di N. Manuppelli e G. Cuva), libro che vinse, nel 1975, il National Book Award, e noi non ne sapevamo nulla. Accenno a questo romanzo perché questo libro che ha quarant’anni pare arrivare dal futuro, più che letteratura, fa metaletteratura, vediamo perché. Il protagonista del romanzo è un professore in anno sabbatico che sta scrivendo un romanzo (prima storia), il romanzo che sta scrivendo ha per protagonista Harold Roux (seconda storia), Harold Roux, a sua volta, sta scrivendo un romanzo di cui leggeremo le prime pagine (terza storia), il professore una sera a un incontro con studenti leggerà un racconto (quarta storia), e mi fermo qui. Il talento di Williams fa sì che nessuno confonda le storie, che i personaggi si sovrappongano senza intralciarsi, che le quattro storie non sono niente altro che una storia sola.

Prima partita (il primo tempo). Si scrive la storia dell’Atalanta, più convinta, più determinata, più aggressiva, ordinata almeno quanto il Napoli, altrettanto pericolosa. Quello che scorre sotto la narrazione principale ci dice che è quello il tempo in cui l’Atalanta dovrebbe segnare, sfruttare quel qualcosa in più che qualcuno ha scritto per lei, ma questo non accadrà, quindi questa non è la storia principale, è soltanto la preparazione al resto.

Seconda partita, Hamsik (prima e seconda parte). Solo un grande scrittore riesce a immaginare un personaggio e il suo contrario, perché nessuno è mai una cosa sola, un calciatore soprattutto, un fuoriclasse più che mai. La storia del primo tempo dice che Hamsik è stanco, è impreciso, è lento, ha i riflessi appannati. Lo scrittore ha deciso che Marek sbagli anche le cose più semplici e lui le sbaglierà. Prima e seconda partita sono collegate, perché l’Atalanta ha centrocampo giostra bene (pur mantenendo il Napoli il maggior possesso palla), ma fino a un certo punto, perché il secondo tempo di Hamsik è già la terza partita. Chi è Hamsik del secondo tempo? Ma quello vero, si capisce, quello che reagisce, che si muove meglio, che recupera i palloni e ribalta l’azione, quello che innesca i compagni, che serve a Higuain la splendida palla per il terzo gol, quello che calcia il rigore dell’uno a zero, dentro. Il rigore fallito fa parte di un romanzo più grande, dalle dimensioni bibliche, che potrebbe avere per titolo “Che problema abbiamo con i penalty?”.

Terza partita (il secondo tempo). Tutta un’altra storia, che è sia una conseguenza del primo tempo e poi del non detto, ovvero quello che ha detto Sarri ai ragazzi negli spogliatoi. Ogni bravo scrittore lascia fuori qualcosa, qui non c’è lo spogliatoio. Il Napoli è più convinto, gioca e corre di più, l’Atalanta cala, il Napoli sale, si capisce dal primo minuto, si gioca si segna, si subisce il pareggio, si riparte si risegna, si resta in dieci ma non se ne accorge nessuno. La terza partita è la storia principale è quella che tiene idealmente insieme le altre, è quella che porta dritti al finale.

Quarta partita, Higuain l’attaccante che ricorda gli attaccanti del passato, ma che è inarrestabile come se venisse dal futuro. Eccolo il protagonista, l’eroe diremmo in altri tempi, ma non qui, non in un libro che più contemporaneo non si potrebbe, non in una storia dove la classe, la precisione, la fantasia e la matematica viaggiano insieme. La matematica sì, secondo me Higuain tra lo stop e il tiro conta i passi, li conta inconsciamente, si capisce, se guardate le immagini di ieri noterete questa cosa due volte. Quando il portiere dell’Atalanta devia in angolo (da dove poi scaturirà il rigore) dopo lo scambio Higuain – Callejon, Higuain entra in area, controlla e conta, uno, due, tre passi e tira, attenzione i passi, i tocchi sono di meno. Azione del terzo gol, Higuain conta i passi, dalla tre quarti all’area i tocchi sono due, al massimo tre prima del tiro. Prima del gol.

Gli appunti del drone Giggino

Il mister è arrabbiato con me, non mi sono presentato alla partita, sono andato a una festa con Zuniga, gli serviva una stroboscopica, non ho avuto il coraggio di dire di no. Che brutta festa, non succedeva niente, comunque Camilo non riesce nemmeno a ballare, il dj era Michu, ve lo ricordate? Mi hanno detto che il Napoli ha vinto, meno male. Sarri non mi parla, ho comprato una stecca d Nazionali senza filtro in un mercatino dell’usato, vediamo se vuol far pace.

Notizie dall’inghilterra

Britos è stato il primo a dare il benvenuto a Iturbe. Gli ha passato il grembiule e il coltello e gli ha detto: “Please, mittet’ nu poc’ tu aret’ a furnacella”. Watford – Liverpool 3 a 0. Britos ancora titolare, Behrami che entra a partita in corso, ma che sta succedendo? Inutile dire anche oggi del Leicester, cioè stanno schiantando tutti, uallera o meno.

Note a margine:

–  Cigarini era meno arrabbiato del solito, sarà il Natale.

–  Penso a Felipe Melo, all’Inter e ai giornalisti sportivi, scusate se sorrido un po’. Cioè, noi lo sappiamo che è ancora tutto da scrivere, perché loro no?

–  Siamo pronti per gli struffoli, anche Calle ha messo il miele invece del gel.

–  #IoStoConSarri.

–  Buon Natale a tutti
Gianni Montieri

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