Oggi Beppe Viola sostituirebbe la seconda di McEnroe col tiro di Higuain

Oggi Beppe Viola sostituirebbe la seconda di McEnroe col tiro di Higuain

Ieri sera vagavo tra il divano e la libreria, un vagare minimo visto che tra divano e libreria c’è poco meno di un metro di distanza. Scegliere libri a caso, tra quelli già letti, è un modo come un altro per non pensare alla partita che si sta giocando: insomma il Palermo non è il Chievo, ma qualche rottura di scatole in passato ce l’ha procurata. Apro un libro (dopo vi dirò quale) e dentro trovo una dedica, la data è del 24 maggio del 2000, il mio compleanno di quindici anni fa. La dedica è del mio amico Bruno (già citato in passato in qualità di grande tifoso del Cagliari). È una frase di Schiller “La tua saggezza sia la saggezza dei capelli bianchi ma il tuo cuore sia il cuore dell’infanzia innocente”. Come non pensare a Gonzalo Higuain? Il nostro centravanti in questo momento gioca evidenziando entrambe le peculiarità indicate da Schiller. Si muove e agisce con saggezza, prima di ogni azione, movimento, si capisce che è calmo, che sa ragionare, che sa scegliere tra passaggio e tiro. Higuain è saggio. Higuain è un campione e il cuore del campione è sempre quello dell’infanzia innocente, quel cuore capace di assecondare l’istinto, anzi di dettarlo. Il gol di Higuain di ieri sera sembra scritto da Schiller.

Il libro che ricevetti in dono quindici anni fa è Q (Einaudi, 2000 e successive edizioni) di Luther Blisset (collettivo di scrittori noto e amato, che poi è diventato Wu Ming), mi innamorai di quel libro e, ancora, gli sono molto affezionato. Nelle prime pagine del romanzo, dopo il prologo e le prime due lettere di Q, nel primo capitolo “Il coniatore” ci sono queste parole – indimenticabili: “Quasi alla cieca. Quello che devo fare.”. Ditemi se il Napoli non gioca così. Ogni calciatore, in questa fase della stagione, sa quello che deve fare. Ogni calciatore, inserito in uno schema di gioco come si deve, dentro un’organizzazione precisa, può permettersi di giocare quasi alla cieca. Il “quasi” possiamo toglierlo davanti ad alcuni giocatori: Higuain, Hamsik, Insigne, Mertens e Jorghino. Questi possono e giocano alla cieca, se necessario. Attenzione: solo quando è necessario. Così si vincono le partite. Sempre Q qualche frase dopo: “È la divisa a proteggermi, ora.” Quella divisa, quella maglia azzurra che noi tifosi portiamo sottopelle da bambini, è la stessa che indossa Insigne, che è tifoso come noi. Insigne ieri sera ha avuto una reazione esagerata, ma non grave e un po’ romantica. Si stava divertendo, voleva segnare, non voleva uscire, come tutti noi quando giochiamo a calcetto. La cosa credo sia già rientrata. La divisa, però, è la stessa di Mertens, che non è nato a Napoli solo per un equivoco, per me è napoletano, quindi anche la sua esultanza prima trattenuta e poi rabbiosa è romantica. Qua nessuno vuole toglierla la maglia, eccetto Zuniga, che in realtà l’ha già tolta, almeno per me, un sacco di tempo fa.

Roberto Bolaño nell’incipit di uno dei racconti di Chiamate Telefoniche (Adelphi, 2012) scrive: ”Un poeta può sopportare di tutto. Il che equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto. Ma non è vero: sono poche le cose che un uomo può sopportare. […] Un poeta, invece, può sopportare di tutto. Siamo cresciuti con questa convinzione.” Non so se un poeta possa sopportare di tutto, ma, fatte le debite proporzioni, credo un fuoriclasse possa sopportare una sostituzione, che questa sia o meno una scelta giusta dell’allenatore. Insigne è un grande calciatore, mi aspetto che dimostri di essere un fuoriclasse.

Gli appunti del drone Giggino

Quanto è bella questa serata di ottobre, il San Paolo, le cassatine che mi ha mandato un amico drone della Cia che sta lavorando a Palermo, che bella serata. Uè, ma i ragazzi si stanno scatenando qua. Scusate, ma da qua sopra sono evidenti due cose: la prima è che segneremo, la seconda è che Reina passerà un’altra serata a manovrare il joystick. Palo di pallina pazza blu, mannaggia. Higuain, gol, Madonna santa ma da dove ha tirato? E con che naturalezza. Fenomenale. Quel gol visto da quassù fa ancora più impressione, vedi una saetta che parte all’improvviso e poi senti il boato. Che bellezza. Dominio anche nel secondo tempo. Mertens, pallina pazza due, segna. Il numero dei pali non si conta più, ormai lo facciamo per divertimento. Ho registrato questa cosa importante: gran parte del possesso palla del Napoli è fatto da Jorginho e Hamsik, le percentuali sono impressionanti. Grande vittoria, le cassatine erano buonissime. Mister, famme appiccià.

Notizie dall’Inghilterra

Ieri si giocava la Coppa di Lega, il Leicester è uscito, il Watford lo era già. Grandissimo tressette a perdere giocato in un pub di Londra. Inler e Zuniga (che era ospite) contro Behrami e Britos. Dico solo che se mio nonno li avesse visti giocare a carte li avrebbe presi a paccheri. La velocità di pensiero di Inler è pari a quella che mostra sul campo, quella di Britos nel memorizzare le carte uscite è pari a quella che mostra nell’assimilare il fuorigioco, per dire. La Waller Beer sarà sponsor di tutti i Festival Rock della prossima estate, notizia ufficiale. Behrami vuol fare il fonico dei Green Day, gli faranno sapere.

Note a margine:

–  Beppe Viola, oggi, se fosse vivo, cambierebbe la sua storica frase: “Vorrei avere 37 e due tutta la vita in cambio della seconda di servizio di McEnroe”. Scriverebbe: “In cambio della facilità di tiro di Higuain”.

–  Ho spedito una cassata a Castelvolturno e un vassoio di sfogliatelle “mangiate per dimenticare” a Palermo.

–  Voglio andare con Sarri a una riunione per la scelta dei palloni.

–  #IoStoConSarri
Gianni Montieri

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